Un ballo in maschera

Un ballo in maschera

Un ballo in maschera di Giuseppe Verdi inaugura la Stagione Lirica 2019 del Teatro Regio di Parma nello storico allestimento realizzato da Giuseppe Carmignani, in occasione del Centenario verdiano del 1913, le cui scene dipinte su carta tornano a rivivere dopo l’accurato e prezioso lavoro di ripristino a cura di Rinaldo Rinaldi, in collaborazione con la Soprintendenza Archeologia, Belle arti e Paesaggio per le province di Parma e Piacenza.

A firmare la regia dello spettacolo, coprodotto con Auditorio de Tenerife e Royal Opera House Muscat, è Marina Bianchi, con il coordinamento dello spazio scenico e gli arredi di Leila Fteita, mentre sul podio Sebastiano Rolli è alla guida dell’Orchestra Filarmonica Italiana, dell’Orchestra Giovanile della Via Emilia, del Coro del Teatro Regio di Parma preparato da Martino Faggiani.

L’opera, nel centenario della morte del direttore parmigiano Cleofonte Campanini, ideatore e finanziatore delle celebrazioni verdiane del 1913, è dedicata a Marcello Conati, insigne musicologo, studioso e ricercatore recentemente scomparso.

Ispirata alla figura del re di Svezia, Gustavo III, vittima di una congiura ordita durante un ballo in maschera, l’opera era originariamente destinata alle scene del Teatro di San Carlo di Napoli. Dopo travagliate vicende, il libretto di Antonio Somma, da Gustave III ou Le bal masquédi Eugène Scribe, fu adattato ai dettami della censura, spostando l’azione dall’Europa all’America e facendo del sovrano protagonista il governatore di una colonia inglese. Con queste e altre significative modifiche, l’opera debuttò nel febbraio 1859 al Teatro Apollo di Roma segnando un brillante successo nella carriera di Verdi.

“La proposta del Teatro Regio di recuperare questo allestimento storico – racconta Marina Bianchi – ha incontrato il mio amore per la memoria: si tratta di un’affascinante operazione che contiene il passato per proiettarlo, con tutta la sua sapienza teatrale, nell’oggi della tecnologia esasperata e dei volumi costruiti. C’è dunque una scenografia dipinta che racconta il teatro com’era, un contenitore che arriva dalla tradizione teatrale italiana più pura, e che mi ha spinto ad immaginare tutto il resto: mobili, oggetti, costumi, luci e movimenti scenici. Dal punto di vista drammaturgico siamo di fronte a una storia d’amore e di morte. Sullo sfondo congiure e feste, tra le quali si consuma il dramma dei due protagonisti maschili, Riccardo e Renato, e di Amelia, nobile d’animo, il cui confronto con Ulrica, signora delle forze oscure, strega e fattucchiera, guaritrice e sciamana, mi affascina particolarmente”.

L’eleganza e la bellezza di questo allestimento, unitamente all’ineccepibile espressività degli interpreti, sia musicale sia scenica, sono gli ingredienti che accompagnano gli spettatori in questo viaggio nell’antico. Sicuramente un grandissimo successo che ha saputo far emozionare il pubblico del Regio.

Lo spettacolo è andato in scena dal 12 al 20 gennaio 2019 al Teatro Regio di Parma.
Melodramma in tre atti, libretto di Antonio Somma da Gustave III ou Le bal masquédi Eugène Scribe | MusicaGIUSEPPE VERDI |Personaggi – Interpreti |Riccardo SAIMIR PIRGU, OTAR JORJIKA (17, 19) |Renato LEON KIM, SERGIO BOLOGNA (17, 19)| Amelia IRINA CHURILOVA, VALENTINA BOI (17, 19)| Ulrica SILVIA BELTRAMI, AGOSTINA SMIMMERO (17, 19) | Oscar LAURA GIORDANO, ISABELLA LEE (17, 19) |Silvano FABIO PREVIATI |Samuel MASSIMILIANO CATELLANI | Tom EMANUELE CORDARO | Un Giudice BLAGOJ NACOSKI |Un servo di Amelia   BLAGOJ NACOSKI | Maestro concertatore e direttore SEBASTIANO ROLLI |Regia MARINA BIANCHI |Scene GIUSEPPE CARMIGNANI |Ripristino fondali RINALDO RINALDI |Coordinamento spazio scenico e arredi LEILA FTEITA |Costumi LORENA MARIN|Luci GUIDO LEVI |Coreografie MICHELE COSENTINO|Video STEFANO CATTINI |ORCHESTRA FILARMONICA ITALIANA | ORCHESTRA GIOVANILE DELLA VIA EMILIA | CORPO DI BALLO ARTEMIS DANZA |CORO DEL TEATRO REGIO DI PARMA | Maestro del coro MARTINO FAGGIANI |Allestimento storico (1913) del Teatro Regio di Parma |In coproduzione con Auditorio de Tenerife, Royal Opera House Muscat

 

 

 

 

 

About Alessia Santambrogio

Nasce a Monza nel 1981. Da sempre amante delle immagini e della musica, dopo gli studi liceali classici ed universitari scientifici in campo biotecnologico, si dedica totalmente alla fotografia. Gli esordi sono legati ad esperienze di reportage a Parigi, cui segue un crescente impegno nella realizzazione di servizi dedicati a food, eventi e cerimonie. Lo stile giornalistico rimane la principale caratteristica delle immagini di Alessia, che realizza esposizioni presso le librerie Feltrinelli, pubblicazioni su quotidiani nazionali (Corriere della Sera, Repubblica) e su riviste specializzate (Espresso Food And Wine, Domus). Forte dell’esperienza acquisita e, soprattutto, motivata della grande passione per l’opera lirica ed il balletto, Alessia supera le selezioni all’Accademia Teatro alla Scala di Milano e consegue il diploma in Fotografia di Scena. Raccontare lo spettacolo nel suo insieme senza trascurarne i dettagli, narrare una storia ed il suo contesto descrivendo la pienezza della scena, trasmettere le emozioni dei personaggi ed il disegno armonico che li lega è alla base dell’incessante ricerca dell’equilibrio tra il tutto e le sue parti che caratterizza il suo stile narrativo.
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