Uno, nessuno e centomila

Uno, nessuno e centomila
Commenti disabilitati su Uno, nessuno e centomila, 07/05/2015, by , in Kairós, Teatro, Teatro di Prosa

«Il nostro spirito consiste di frammenti, o meglio, di elementi distinti, più o meno in rapporto tra loro, i quali si possono disgregare e ricomporre in un nuovo aggregamento, così che ne risulti una nuova personalità, che pur fuori dalla coscienza dell’io normale, ha una propria coscienza a parte, indipendente, la quale si manifesta viva e in atto, oscurandosi la coscienza normale, o anche coesistendo con questa, nei casi di vero e proprio sdoppiamento dell’io».

Così Pirandello manifesta la teoria della crisi dell’io che, nel romanzo “Uno, nessuno e centomila”, diventa perdita della propria individualità. Così Roberto Trifirò, che ha curato drammaturgia, regia e interpretazione, rappresenta la dissociazione dell’io del protagonista della narrazione pirandelliana.

Vitangelo Moscarda, è una persona comune che, a causa della moglie, inizierà ad avere una crisi di identità e si renderà conto che in realtà l’immagine sempre avuta di sé non corrisponde a quella che gli altri hanno di lui. Comincia così l’ascesa verso una diversa consapevolezza attraverso la sua follia. Finirà per essere rinchiuso, considerandosi alienato da se stesso.

L’esperienza e la dimestichezza con i personaggi pirandelliani si notano in Trifirò e nella sua idea di rappresentazione: un palcoscenico che non ha limiti, un allestimento scenografico minimo, un semplice disegno luci, segnaletica orizzontale.

Una pièce che è sogno, dove tutto è possibile in spazi che non vogliono essere definiti; in cui ci si ritrova partecipanti o semplicemente osservatori senza averne la piena cognizione, dove, attraverso instabili percezioni, tutto risulta accessibile come nel momento metateatrale delle ombre cinesi a metà spettacolo. Ecco perché il pubblico è parte integrante della scena, è spettatore finanche silenzioso ‘interlocutore’.

Il regista-attore Trifirò, nei panni di Vitangelo Moscarda, ben usa tutto questo, rendendo con sazia interpretazione l’idea dell’opera pirandelliana. L’interazione con la platea viene mostrata senza che vi sia la minima distinzione tra realtà e finzione e non richiama al dialogo. L’intenzione di ottenere attenzione è un gioco virtuoso e temperante.

Per maggiori informazioni: Teatro Sala Fontana – Milano

Articolo a cura di Gianluca Riva

Lo spettacolo è andato in scena dal 14 al 26 aprile 2015 presso il Teatro Sala Fontana di Milano.

Di Luigi Pirandello | drammaturgia e regia di Roberto Trifirò | con Roberto Trifirò, Federica Armillis, Laura Piazza, Alessandro Tedeschi, Emanuela Villagrossi | scene e costumi Barbara Petrecca | disegno luci Toni Zappalà | produzione Elsinor

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About Rosalba Amorelli

Rosalba Amorelli, siciliana di origine nasce nel 1977. Dopo aver conseguito una laurea in scenografia, collabora con alcune associazioni teatrali allestendo diversi spettacoli. Comincia a fotografare da autodidatta, seguendo alcuni festival, spettacoli, rassegne musicali e partecipando anche ad alcune mostre. L'amore per il teatro la porta a frequentare il corso di alta formazione professionale per fotografi di scena presso l’Accademia del Teatro alla Scala da febbraio a giugno, che le permette di fotografare molti spettacoli in diversi teatri a Milano, e di cimentarsi anche in altri campi tra cui la fotografia di studio e il ritratto.
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