Un giorno di regno

Un giorno di regno

Un giorno di regno debutta con grande successo al Teatro Giuseppe Verdi di Busseto nell’allestimento con la regia, le scene,  i costumi e le luci di Massimo Gasparon e i movimenti coreografici di Gino Potente, da un progetto originale firmato da Pier Luigi Pizzi nel 1997 per il Teatro Regio di Parma. L’opera, realizzata in coproduzione con la Fondazione Teatro Comunale di Bologna e in collaborazione con il 56° Concorso Internazionale Voci Verdiane Città di Busseto, è diretta da Francesco Pasqualetti nell’edizione critica a cura di Francesco Izzo, con l’Orchestra e il Coro del Teatro Comunale di Bologna, maestro del coro Andrea Faidutti, e un cast di giovani talenti.

Varie considerazioni mi hanno convinto ad accettare la sfida complessa, ma certamente stimolante, di ripensare il nucleo registico e scenografico originario del Maestro Pizzi per il Teatro di Busseto – racconta Massimo Gasparon – evitando una riduzione di scala automatica delle scene ed inevitabili forzature della regia. La dimensione minima del nuovo palcoscenico può offrire nuove possibilità che più si addicono alle esigenze di quest’opera buffa: si può per esempio riportare ad un giusto equilibrio la lineare semplicità della vicenda attraverso una sintesi degli spazi architettonici che, più compatti e meno monumentali possono rendere lo spazio scenico più intimo e domestico. Mantenere lo spirito originario dello spettacolo è stato l’obiettivo imprescindibile alla base di tutta l’operazione, e proprio per questo regia, scene e costumi hanno richiesto un radicale riadattamento, pensando anche alla doppia compagnia di giovani cantanti”.

 

Nel 1840 l’impresario Bartolomeo Merelli propone a un giovane Giuseppe Verdi, dopo il buon esito dell’opera del debutto, un contratto per tre titoli da allestire a Milano o a Vienna. Verdi sceglie tra i libretti proposti Un giorno di regno, preparato da Felice Romani anni prima con il titolo de Il finto Stanislao, a sua volta tratto da una pièce di Alexandre-Vincent Pineux Duval. Verdi si cimenta, così, con un’opera buffa, ma la morte improvvisa della moglie Margherita Barezzi, che segue quella dei due figli avvenuta qualche anno prima, getta Verdi nello sconforto. Tuttavia l’opera va in scena al Teatro alla Scala il 5 settembre 1840, con un clamoroso insuccesso di pubblico che spinge il teatro a fermarne le rappresentazioni a quell’unica serata. Da allora l’opera fatica ancora oggi a entrare in repertorio, nonostante la critica ne abbia rivalutato il valore, mitigando le accuse di imitazione del modello donizettiano e rossiniano e riconoscendovi in nuce l’originalità e l’inventiva del grande Verdi.

Plauso ai giovani protagonisti che sullo storico palco del Teatro di Busseto con le loro limpide voci, hanno saputo dar vita a questo melodramma giocoso emozionando e divertendo il pubblico in sala che li ha applauditi con grande entusiasmo.

Lo spettacolo è andato in scena dal 28 settembre al 21 ottobre 2018 al Teatro Verdi di Busseto.
[Melodramma giocoso in due atti su libretto di Felice Romani (con revisioni di anonimo) dalla farsa Le faux Stanislasdi Alexandre-Vincent Pineux-Duval |  Musica GIUSEPPE VERDI | Edizione critica a cura di Francesco Izzo| The University of Chicago Press, Chicago e Casa Ricordi, Milano | Personaggi – Interpreti: Il cavalier Belfiore MICHELE PATTI, ALESSIO VERNA | Il barone di Kelbar  GIULIO MASTROTOTARO, LEVENT BAKIRCI |La marchesa del Poggio GIOIA CREPALDI, PERRINE MADOEUF |Giulietta di Kelbar DIANA ROSA CARDENAS ALFONSO, TSISANA GIORGADZE | Edoardo di Sanval MARTIN SUSNIK, CARLOS CARDOSO | Il signor La Rocca MATTEO D’APOLITO, MATTEO LOI |DelmonteRINO MATAFÙ | Il Conte di IvreaANDREA SCHIFAUDO | Maestro concertatore e direttore FRANCESCO PASQUALETTI | Regia, Scene, Costumi, Luci MASSIMO GASPARON | da un progetto originale di PIER LUIGI PIZZI per il Teatro Regio di Parma, 1997 | Movimenti coreografici GINO POTENTE | ORCHESTRA E CORO DEL TEATRO COMUNALE DI BOLOGNA | Maestro del coro ANDREA FAIDUTTI | Allestimento del Teatro Regio di Parma per il Teatro Giuseppe Verdi di Busseto |In coproduzione con Fondazione Teatro Comunale di Bologna |In collaborazione con Concorso Internazionale Voci Verdiane Città di Busseto]

 

About Alessia Santambrogio

Nasce a Monza nel 1981. Da sempre amante delle immagini e della musica, dopo gli studi liceali classici ed universitari scientifici in campo biotecnologico, si dedica totalmente alla fotografia. Gli esordi sono legati ad esperienze di reportage a Parigi, cui segue un crescente impegno nella realizzazione di servizi dedicati a food, eventi e cerimonie. Lo stile giornalistico rimane la principale caratteristica delle immagini di Alessia, che realizza esposizioni presso le librerie Feltrinelli, pubblicazioni su quotidiani nazionali (Corriere della Sera, Repubblica) e su riviste specializzate (Espresso Food And Wine, Domus). Forte dell’esperienza acquisita e, soprattutto, motivata della grande passione per l’opera lirica ed il balletto, Alessia supera le selezioni all’Accademia Teatro alla Scala di Milano e consegue il diploma in Fotografia di Scena. Raccontare lo spettacolo nel suo insieme senza trascurarne i dettagli, narrare una storia ed il suo contesto descrivendo la pienezza della scena, trasmettere le emozioni dei personaggi ed il disegno armonico che li lega è alla base dell’incessante ricerca dell’equilibrio tra il tutto e le sue parti che caratterizza il suo stile narrativo.
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