Ubu Roi

Ubu Roi
0 comments, 31/10/2016, by , in Kairós, Teatro

Luce fioca, figure vestite di bianco avanzano su una scena spoglia, in cui l’unico oggetto presente è un legno. Vi si siedono e generano dei suoni, amplificati da un microfono su una canna-bastone sorretto da un Pinocchio, maestro d’orchestra.

Poi, la scena s’illumina divenendo un foglio bianco, su cui dipingere le dinamiche in due atti di un racconto grottesco all’Hellzapoppin. Lo spettacolo appartiene al ciclo di Ubu, rappresentandone la prima parte scritta da Alfred Jarry e portata in scena per la prima volta nel 1896.

Si racconta la storia di Padre Ubu, «capitano dei dragoni, officiale di fiducia di re Venceslao, decorato con l’ordine dell’aquila rossa di Polonia, ex re d’Aragona, conte di Sandomir», e di Madre Ubu, i quali decidono di uccidere il Re Venceslao e impadronirsi così del trono per poi uccidere i nobili e tutti coloro che l’avevano appoggiato. L’unica minaccia all’ordito piano proviene dal principe Bugrelao, figlio di Re Venceslao, imprudentemente risparmiato, che vuole riconquistare il trono del defunto padre.

Lo sfondo neutro, indefinito, astratto, è un bell’espediente su cui il regista Latini inserisce figure con il volto coperto da maschere impersonali, simili a marionette, pochi oggetti di scena, che suggeriscono anziché rappresentare, perfettamente in linea con la poetica simbolista di Jarry.

Il testo è un punto di partenza per un gioco scenico di rimandi ad altri testi o ad altri personaggi, è un terreno vergine dove può accadere di tutto. La struttura, che riprende temi comuni a molti drammi come il complotto contro il re, la presa del potere, l’assassinio o la fuga della famiglia reale, l’esercizio tirannico del potere, prende corpo e consistenza in una farsa carnevalesca dove i costumi e le luci sono il punto di forza.

Così pure la trama perde importanza di fronte a situazioni dall’accennata comicità e assurdità, lasciando spazio a quei brevi ma decisivi intarsi shakespeariani del pinocchiesco Latini, osservatore e attore universale.

Per maggiori informazioni: Compagnia Fortebraccio Teatro | Teatro Sala Fontana

Lo spettacolo è andato in scena dal 12 al 16 ottobre 2016 presso il Teatro Sala Fontana di Milano ed è in programmazione dal 15 al 19 novembre 2016 presso il Teatro Rifredi di Firenze.

[di ALFRED JARRY | adattamento e regia ROBERTO LATINI | con ROBERTO LATINI, Padre Ubu SAVINO PAPARELLA, Madre Ubu CIRO MASELLA, Regina Rosmunda/Zar Alessio SEBASTIAN BARBALAN, Capitano Bordure/Orso MARCO JACKSON VERGANI, Re Venceslao/Spettro/Nobili FRANCESCO PENNACCHIA, Principe Bugrelao GUIDO FERUGLIO, Palotini/Orsa/Messaggero FABIANA GABANINI | assistente alla regia TIZIANO PANICI | produzione FORTEBRACCIO TEATRO | collaborazione TEATRO METASTASIO STABILE della Toscana]

About Rosalba Amorelli

Rosalba Amorelli, siciliana di origine nasce nel 1977. Dopo aver conseguito una laurea in scenografia, collabora con alcune associazioni teatrali allestendo diversi spettacoli. Comincia a fotografare da autodidatta, seguendo alcuni festival, spettacoli, rassegne musicali e partecipando anche ad alcune mostre. L'amore per il teatro la porta a frequentare il corso di alta formazione professionale per fotografi di scena presso l’Accademia del Teatro alla Scala da febbraio a giugno, che le permette di fotografare molti spettacoli in diversi teatri a Milano, e di cimentarsi anche in altri campi tra cui la fotografia di studio e il ritratto.
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