Trovatore

Trovatore
Commenti disabilitati su Trovatore, 13/05/2013, by , in Kairós, Opera, Teatro Musicale

[dramma in quattro parti | libretto di Salvatore Cammarano | musica di Giuseppe Verdi | direttore Nicola Paszkowski |regia e ideazione scenica Cristina Mazzavillani Muti | light design Vincent Longuemare | costumi Alessandro Lai | visual design Paolo Miccichè | immagini fotografiche Enrico Fedrigoli | sound design Alvise Vidolin | allestimento scenico a cura di Roberto Mazzavillani | Orchestra Giovanile Luigi Cherubini | Coro Lirico Terre Verdiane di Piacenza | maestro del coro Corrado Casati | realizzazione scenica laboratorio del Teatro Alighieri | coproduzione Ravenna Festival, Teatro Alighieri Ravenna, Fondazione Teatri di Piacenza]

Il Trovatore, come le altre due opere della Trilogia Verdiana, è una successione di melodie che scaturiscono come un fiume in piena, senza lasciare respiro allo spettatore. Ma se nella Traviata la regia si concentra sugli specchi, nel Trovatore lascia spazio alla “Visione”, come la definisce la stessa Mazzavillani Muti. Sono visioni che attingono alla realtà e, in particolare, alla città di Ravenna, dalle campagne ai grovigli rugginosi delle archeologie industriali, dall’acqua ferma delle paludi ai profili delle pinete e del mare, dall’oro dei mosaici al silenzio delle basiliche.

Visioni di un mondo nomade, che appartiene a tutti ed in cui tutti possono riconoscersi.

Sono visioni liquide, che pulsano vive, attraverso le proiezioni in movimento, in una sorta di grafia scenica che vuole scorrere parallela alla musica e che avvolge i personaggi, mentre la spazializzazione e la trasparente amplificazione del suono devono restituire l’onirica fisicità dei luoghi: la profondità delle cripte, la lontananza delle torri, gli echi della valle… Verdi sapeva come accontentare il suo pubblico, e la regia di Mazzavillani Muti, insieme alla bravura del cast, ha altrettanto saputo ridarci lo stupore di una storia – quella raccontata da Ferrando sull’aia di una casa contadina e poi da Azucena sullo sfondo di rugginose cisterne – giunta sino a noi attraverso cento, mille narratori, ma come sentita per la prima volta.

Testo e immagini: Serena Groppelli | serena.groppelli@kairosmagazine.it 

About Serena Groppelli

Classe '79, si laurea a Bologna in storia contemporanea. Studia musica per 10 anni presso il Conservatorio “G. Nicolini” di Piacenza. Incontra e si innamora del teatro grazie ai laboratori teatrali della compagnia “Manicomics Teatro” di Piacenza. Fotografa concerti e spettacoli teatrali, alternandoli a ritratti e foto di location e partecipa ad alcune mostre fotografiche come “Lomowall, edizione 2010”, curata da Biffi Arte e recensita su l'Espresso. Da febbraio a giugno 2011 si specializza presso il corso di alta formazione professionale per fotografi di scena presso “Accademia alla Scala di Milano”. www.serenagroppelli.com
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