Traviata | ParmaDanza 2015

Traviata | ParmaDanza 2015
Commenti disabilitati su Traviata | ParmaDanza 2015, 18/05/2015, by , in Danza, Kairós, Moderno Contemporanea

La compagnia Artemis Danza, guidata da Monica Casadei, porta in scena al Teatro Regio di Parma, nella rassegna ParmaDanza 2015, un altro spettacolo che prende spunto da un’opera lirica. Se la protagonista del primo balletto è stata Floria Tosca, ora ci troviamo ad indagare l’anima e le passioni di Violetta, in Traviata.

Traviata rappresenta il primo capitolo del progetto triennale Corpo a Corpo Verdi di Monica Casadei, un vero e profondo viaggio coreografico in cui danza ed opera lirica danno vita ad un duetto, emblema del dramma di Violetta.

La Traviata portata in scena da Artemis Danza è letta dal punto di vista della sua protagonista indiscussa, Violetta, donna a cui è negata la speranza di un sentimento d’amore da una società che, dietro alle feste ed agli eventi mondani, nasconde il suo marciume e la sua falsità, frutto di una morale vuota e malsana.

Qui è Violetta contro tutti al centro di una società maschilista espressa da un coro di danzatori in nero. Violetta rappresentata a volte in bianco, come simbolo e speranza di purezza, a cui, pur malata, non smette mai di anelare, e a volte in rosso, come il suo cuore che sanguina di dolore.

Violetta contro cui si scagliano le regole borghesi del padre di Alfredo, Germont, simbolo di questa società dominata dall’ipocrisia. Un padre, che, con le sue decisioni, schiaccia il figlio, rappresentato nello spettacolo come un uomo di poco spessore e, proprio per questo, integrato nel coro. Egli viene evocato maggiormente per la scena della festa da Flora, piuttosto che per le sue dichiarazioni di amore. Ancora dominante il disprezzo verso la “società delle apparenze”.

Ed ecco Violetta in mezzo ad altre Violette, con indosso la gonna bianca, quella della festa, ma anche del dolore, di un assolo danzato di schiena, che rappresenta la solitudine ed il cammino che porta alla morte. Sul finale l’invocazione “Amami, Alfredo”, che chiude, come un urlo disperato, questa Traviata in bianco e nero, sporcata dal rosso e dal dolore, sulla trama di una tensione fisica, specchio dell’anima pura di Violetta.

I danzatori di Artemis Danza hanno portato sul palcoscenico del Regio una vera danza dell’anima in cui assoli e coreografie di gruppo hanno dato vita al dramma introspettivo di una donna sensibile, che ha creduto fino alla fine nell’amore.

[highight]Lo spettacolo è andato in scena giovedì 23 Aprile 2015 presso il Teatro Regio di Parma.[/highlight]

Coreografia, regia, scene, luci e costumi: Monica Casadei | Assistente alla coreografia: Elena Bertuzzi | Musiche: Giuseppe Verdi | Elaborazione musicale: Luca Vianini | Drammaturgia musicale: Alessandro Taverna | Produzione: Compagnia Artemis Danza / Monica Casadei | Coproduzione: Fondazione Teatro Comunale di Ferrara | Con il contributo di Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, Regione Emilia Romagna-Assessorato alla Cultura, Provincia e Comune di Parma

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About Alessia Santambrogio

Nasce a Monza nel 1981. Da sempre amante delle immagini e della musica, dopo gli studi liceali classici ed universitari scientifici in campo biotecnologico, si dedica totalmente alla fotografia. Gli esordi sono legati ad esperienze di reportage a Parigi, cui segue un crescente impegno nella realizzazione di servizi dedicati a food, eventi e cerimonie. Lo stile giornalistico rimane la principale caratteristica delle immagini di Alessia, che realizza esposizioni presso le librerie Feltrinelli, pubblicazioni su quotidiani nazionali (Corriere della Sera, Repubblica) e su riviste specializzate (Espresso Food And Wine, Domus). Forte dell’esperienza acquisita e, soprattutto, motivata della grande passione per l’opera lirica ed il balletto, Alessia supera le selezioni all’Accademia Teatro alla Scala di Milano e consegue il diploma in Fotografia di Scena. Raccontare lo spettacolo nel suo insieme senza trascurarne i dettagli, narrare una storia ed il suo contesto descrivendo la pienezza della scena, trasmettere le emozioni dei personaggi ed il disegno armonico che li lega è alla base dell’incessante ricerca dell’equilibrio tra il tutto e le sue parti che caratterizza il suo stile narrativo.
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