Transfiguration

Transfiguration
Commenti disabilitati su Transfiguration, 10/06/2013, by , in Kairós, Performing Arts, Sperimentazioni, Teatro, Teatro di Ricerca

[Regia Olivier de Sagazan | Interprete Olivier de Sagazan | Teatro Studio di Scandicci | Festival Fabbrica Europa | Organizzato da Fondazione Pontedera Teatro]

Olivier de Sagazan, nato in Congo nel 1959, è naturalizzato francese. Dopo l’interesse per la biologia, si dedica completamente all’arte e riesce ad inventarsi una forma performativa che unisce pittura, scultura e fotografia. Il suo stile espressivo è inimitabile, possiamo definirlo come “performance plastica” o “performance materica”. La serie “Transfiguration” inizia nel 2001 e prosegue fino ad oggi. Il tema è la trasformazione della figura, del corpo, dell’identità. Ogni esibizione, seppur con momenti fissati, prevede una parte d’improvvisazione. L’allestimento minimale concentra l’attenzione sull’artista, che si serve soltanto di se stesso e dell’argilla.

La scena è scarna, buia e silenziosa. Il protagonista, in giacca e cravatta, entra passeggiando e va a sedersi accanto agli strumenti d’artista: l’argilla, l’acqua ed i colori. Qui avviene la metamorfosi: costruendo strati di creta sulla propria faccia, un nuovo viso viene modellato sotto i nostri occhi, un’identità che si forma e si deforma. L’uomo lascia il posto all’animale e poi al mostro. È la spasmodica ricerca d’identità dell’uomo moderno, che rivela le sue ansie, i suoi demoni interiori. La trasformazione si estende successivamente anche al corpo, che si piega, si sfigura. I colori, in particolare l’uso della tempera rossa, rendono ancora più drammatico e “carnale” l’evolversi della trasfigurazione. La figura umana viene smontata e rimontata; perde il suo sesso, diventando donna, compie un omicidio-suicidio e rinasce per evolversi. Si rivela in una creatura umana-animalesca che cerca di staccarsi dal mondo fisico. Allo stesso tempo inquietante e profondamente commovente, questo nuovo corpo  fa crollare i confini tra il senso fisico, intellettuale e spirituale.

L’essere che, alla fine, fuoriesce  non sembra più appartenere a questo mondo. Urla di rabbia sbattendo il suo corpo sulla parete, si stacca brandelli di carne e, recitando frasi sconnesse, improvvisa una danza grottesca. Un mostro, la cui carnalità prende il sopravvento sull’intelletto, mostrandone la labilità. Un mostro che distrugge la sacralità del volto umano fatto ad immagine di Dio e riporta alla memoria le figure dipinte da Francis Bacon.
È una performance che diventa rito, nel quale l’artista distrugge la propria immagine, così come la propria personalità, provocando le coscienze sul concetto di estetica o di identità. Il volto ed il corpo sembrano così fragili, teneri gusci di un’essenza tumultuosa. Il famoso regista Ron Fricke, autore di Baraka, inserisce questa performance-rito nel suo ultimo film “Samsara”, a testimonianza di una Trasfigurazione in atto nell’intera società contemporanea.

Per informazioni:http://nefdesfous.free.fr/       

Articolo e Fotografie a cura di Simona Fossi

 

About Simona Fossi

Toscana d’origine, ma giramondo per vocazione. Dopo la maturità scientifica si dedica all’arte all’accademia di Firenze, poi si specializza con il corso di laurea in Fotografia alla L.A.B.A. (www.laba.biz) La fotografia, a partire dall’analogico è sempre stata presente nella sua vita e testimone delle sue esperienze, dei suoi viaggi, dei suoi cambiamenti. In questi anni ne sperimenta ogni suo aspetto fino a preferire la fotografia in presa diretta, il reportage. La collaborazione con varie associazioni ludiche la porta a ritrarre eventi di giochi di ruolo e animazione teatrale, nonché rievocazioni storiche, anche se il primo approccio con la fotografia di spettacolo è con il teatro di strada. Per questo nel 2009 frequenta il corso di Fotografia Teatrale presso il Centro per la Fotografia dello Spettacolo (www.occhidiscena.it) a San Miniato. Successivamente realizza reportage per eventi come Mercantia (Certaldo), Lucca Comics (Lucca), Carnevale di Venezia, Carnevale di Viareggio, vari festival musicali e di danza. Parallelamente sviluppa un esperienza di ricerca nel reportage musicale e di animazione clubbing con Tillate e la collaborazione col Circo Nero. Crea l’etichetta “Peek or Treat” (www.peekortreat.com) e partecipa al gruppo “Light Motion” (www.lightmotion.it). Nel 2011 vince il terzo premio al concorso “Fotografando la musica” di Musicastrada (www.musicastrada.it). Nel 2012 vince il premio speciale della giuria al concorso “La Prosa in Posa” di Ensarte (www.ensarte.com) ed il primo premio al concorso “Scene da una fotografia” di DoveComeQuando (http://www.dovecomequando.net). Attualmente, oltre a lavorare in proprio, collabora con l’agenzia di fotogiornalismo Kika Press di Milano e di recente con la web-zine di teatro Kairos Magazine. Realizza reportage di scena, eventi, spettacoli, concerti. Dopo l’esperienza con la danza e con l’animazione, si dedica al teatro di sperimentazione con la Compagnia delle Arti Distratte e TeatroAnnoZero. Cerca da sempre di far convergere ogni sua passione nella fotografia, non limitandosi all’osservazione ma immergendocisi dentro… una sorta di metodo Stanislavskij della fotografia.
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