Teatro Delusio

Teatro Delusio

Mancano ancora venti minuti all’inizio dello spettacolo, il pubblico lentamente inizia a riempire la sala. Chi si accomoda al posto, chi in platea solleva lo sguardo verso i palchi e il soffitto, chi nell’attesa chiacchiera. La scena è aperta: tre tecnici sistemano il palco che si presenta come un retropalco. Cavi, riflettori, scale, cassoni dei costumi e i segni sul retro delle scene. Qualcuno in sala sospetta che il lavoro sul palco sia dovuto al ritardo della replica pomeridiana.

Sul palco i tecnici si coordinano tra loro, fissano la scenografia, sistemano le luci, si assicurano che tutto sia in sicurezza. Mentre la sala si riempie e il vociare cresce, in scena l’azione si fa più frenetica, i gesti ripetitivi: l’apertura e la chiusura dei cassoni, le veloci discese dalle scale, il viavai tra palco e retroscena.

I tre tecnici fissano una porta al centro del palco, le luci in sala si spengono. Dalla porta appare Eva, figura minuta, bianca e luminescente che prende vita attraverso le mani dei tre tecnici/attori. Eva supera la soglia della porta e ha inizio lo spettacolo.

Il gruppo berlinese Familie Flöz torna a Napoli al teatro Bellini con lo spettacolo Teatro Delusio. Un lavoro sul teatro, sulla sua capacità di intrecciare realtà e illusione, generare poesia e bellezza ma anche di ingannare crudelmente. I protagonisti sono i tre tecnici: Bob, Bernd e Ivan. Ognuno con la propria maschera e le proprie passioni. La loro vita quotidiana nel backstage del teatro si mescola e si confonde con gli spettacoli che vanno in scena.

Le maschere, i travestimenti e la forza espressiva del corpo permettono di moltiplicare i personaggi: Eva, il regista, il direttore d’orchestra, la grande attrice, la ballerina, la costumista, l’addetta alle pulizie e gli orchestrali. Tutti interpretati dai tre attori (Andrès Angulo, Johannes Stubenvoll, Thomas van Ouwerker).

Quello dei Familie Flöz è certamente un teatro in cui la mimica riesce a dare espressioni diverse alle maschere e il gesto amplia le possibilità di senso. Il gruppo non rinuncia a giocare con lo spazio, a occuparlo completamente. Così – anche grazie all’uso del suono – la messa in scena si svolge su più livelli: si percepisce il retropalco (il palco che non si vede) in cui “vanno in scena” gli spettacoli del teatro Delusio; c’è il palco (quello visibile allo spettatore) in cui si svolgono le vite dei tre tecnici; ci sono il sottopalco e le quinte (lo spazio della magia) che permettono continue apparizioni, scomparse e riapparizioni; infine lo spazio del pubblico.

Così Teatro Delusio restituisce il mondo del teatro quale insieme di creazione, scrittura, rappresentazione ma anche macchina scenica e luogo fisico, in cui si incrociano vite, nascono nuove storie e possono concludersi altre.

Per informazioni: Teatro Bellini

In scena dal 23 al 28 gennaio 2018 presso il Teatro Bellini di Napoli.

Articolo a cura di Gianpaolo Di Costanzo

 

Una produzione Familie Flöz, Arena Berlin e Theaterhaus Stuttgart| Personaggi e interpreti Andrès Angulo, Johannes Stubenvoll, Thomas van Ouwerker| maschere Hajo Schüler| scene Michael Vogel| costumi Eliseu R. Weide| musiche Dirk Schröder| luci Reinhard Hubert| regia Michael Vogel

About Rosa Sanzone

Nata a Gragnano nel 1987, si avvicina alla fotografia e al teatro iniziando a collaborare con una compagnia teatrale universitaria. Da allora pratica la fotografia di scena fino a specializzarsi nel 2015 all’Accademia del Teatro alla Scala. Attualmente lavora come fotografo freelance.
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