Paradiso

Paradiso

Trilogia Divina Commedia
Creazione e Regia: Emiliano Pellisari
Compagnia di danza: NoGravity Dance Company
Danzatori: Mariana Porceddu, Patrizio Di Diodato, Chiara Verdecchia, Valeria Carrassa, Maria Chiara Di Niccola, Carim Di Castro
Rielaborazione/mix: Riccardo Magni ed Emiliano Pellisari
Musica: elettronica avantgarde e classica contemporanea (suggestioni da Ligeti, Riley, Noto, Glass, Cage, Nono, Berio, Grossi, Sciarrino, Stockhausen, Schönberg, Scelsi, Brian Eno, Kraftwerk, Autechre, Reich)
Coreografie: Emiliano Pellisari e Mariana Porceddu
Assistente alle scenografie: Flavio Monti
Assistente Costumista: Nora Bujdoso
Direttore di scena: Luca Berettoni
Disegno luci: Riccardo Gargiulo
Direttore luci: Corrado Mura
Produzione: Emiliano Pellisari Studio
In collaborazione con: Teatro Mascagni di Chiusi, Accademia Filarmonica Romana

“Nel ciel che più de la sua luce prende
fu’ io, e vidi cose che ridire
nè sa nè può chi di là sù discende”.
(Dante Alighieri, Divina Commedia, Paradiso)

Dante in danza tra geniali macchine teatrali di chiara impronta barocca e suggestive coreografie di forte impatto emozionale. Emiliano Pellisari, l’“artigiano teatrale”, non smette mai di stupirci. “Paradiso” è il suo ultimo lavoro dedicato alla trilogia sulla Divina Commedia, l’immensa opera del Sommo Poeta, per la quale l’eclettico regista ha anche ricevuto l’Onorificenza della Società Dante Alighieri.

Nello spettacolo, la complessità teorica dell’universo dantesco si sviluppa in uno spazio dove l’astrazione regna sovrana, in cui impalpabili giochi cromatici fanno da sfondo all’etereo movimento di danzatori-acrobati, che, come corpi angelici moderni, si librano nell’aria. “Paradiso” è formato da quattordici quadri, spettacolari tableaux vivants nei quali le opere di arte contemporanea, tra cui il celebre Angelo di Dalì, i quadri di Mondrian, le tele di Fontana, prendono vita attraverso la danza e, con evanescenti suggestioni metafisiche, forniscono una contemporanea chiave di lettura della filosofia dantesca.

Come afferma lo stesso regista: “Nel Paradiso i non-luoghi e i non-personaggi, spazi eterei ed essenze luminose, offrono un codice spazio temporale astratto che forse soltanto la forza concettuale dell’arte contemporanea può rappresentare”. Come in un enorme quadro di Mondrian, i quadrati colorati diventano tessere di un puzzle in continua trasformazione, i pianeti che, nella cosmologia dantesca sono gli elementi strutturanti del Paradiso, sono rappresentati con enormi sfere in cui si intravedono, come sospese le teste dei danzatori a simboleggiare le intelligenze motrici e, apparendo dal nulla, una grande tela bianca fa il verso a Fontana.

Dietro ad ogni quadro si nasconde un concetto, un’idea che chi guarda può cogliere attraverso la simbologia dantesca o la semplice intuizione estetica. Gli spettatori vengono catapultati in un mondo da sogno dove, come schiere di angeli e figure divine, i corpi dei danzatori appaiono dal buio e trascinano il pubblico in un turbine di immagini e musica. Le scenografie e le coreografie evocano un mondo surreale addirittura magico in cui tutto assume un equilibrio, a simboleggiare l’ordine divino, la perfezione. La Divina Commedia, come ogni opera d’arte, non ha tempo.

Pellisari, ispirato dagli studi sul teatro ellenistico, sul teatro fantastico rinascimentale, sulle invenzioni meccaniche seicentesche oltre che sulle tecnologie moderne, ha voluto mettere in scena un’accattivante ed affascinante interpretazione della visione di Dante, in cui il rapporto uomo-macchina sovverte le solite tecniche coreografiche dando vita ad inedite coreografie  in cui il rapporto tra luci, movimenti scenici e danzatori è all’insegna dell’armonia. Esalta la danza il perfetto connubio tra musica classica contemporanea e musica elettronica avantgarde. E come accade per gli spiriti che Dante incontra nel Cielo di Giove, i corpi dei danzatori formano le lettere dell’alfabeto componendo la frase che il pubblico deve leggere: “Diligite iustitiam qui iudicatis terram” “Amate la giustizia, voi che giudicate il mondo” (Dante Alighieri, Divina Commedia, Paradiso)

Articolo e Fotografie: Alessia Santambrogio

About Alessia Santambrogio

Nasce a Monza nel 1981. Da sempre amante delle immagini e della musica, dopo gli studi liceali classici ed universitari scientifici in campo biotecnologico, si dedica totalmente alla fotografia. Gli esordi sono legati ad esperienze di reportage a Parigi, cui segue un crescente impegno nella realizzazione di servizi dedicati a food, eventi e cerimonie. Lo stile giornalistico rimane la principale caratteristica delle immagini di Alessia, che realizza esposizioni presso le librerie Feltrinelli, pubblicazioni su quotidiani nazionali (Corriere della Sera, Repubblica) e su riviste specializzate (Espresso Food And Wine, Domus). Forte dell’esperienza acquisita e, soprattutto, motivata della grande passione per l’opera lirica ed il balletto, Alessia supera le selezioni all’Accademia Teatro alla Scala di Milano e consegue il diploma in Fotografia di Scena. Raccontare lo spettacolo nel suo insieme senza trascurarne i dettagli, narrare una storia ed il suo contesto descrivendo la pienezza della scena, trasmettere le emozioni dei personaggi ed il disegno armonico che li lega è alla base dell’incessante ricerca dell’equilibrio tra il tutto e le sue parti che caratterizza il suo stile narrativo.
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