Pagliacci

Pagliacci
Commenti disabilitati su Pagliacci, 12/02/2014, by , in Kairós, Opera, Teatro Musicale

Il nostro viaggio nel dietro le quinte del dittico “Pagliacci-Gianni Schicchi”  prosegue nei laboratori di scenotecnica del Teatro Regio di Parma. Paolo Giacchero, il Direttore degli allestimenti, ci mostra e spiega i bozzetti di scena, il progetto tecnico del treno che entrerà in palcoscenico (sì, proprio un treno, funzionante,  stile Centoporte dal quale scenderanno i Pagliacci, accolti da tutto il paese in festa). Con infinita professionalità e disponibilità, ci viene permesso di approfondire dal “di dentro”, dal cuore dell’apparato tecnico-creativo, le problematiche, i “salti mortali” che gli addetti al settore compiono. Paolo Giacchero ci racconta come, in Pagliacci, per il cambio di scena tra stazione ferroviaria a cinema ci sia a disposizione solo 1 minuto e 30 secondi! Ebbene sì, le maestranze del Regio hanno ricostruito una sala cinematografica sul palco, con tanto di poltroncine rosse rivolte verso gli spettatori in sala, come davanti ad uno specchio. Hanno ricreato un “teatro dentro il teatro”…mi viene da dire: semplicemente straordinario!Il Direttore continua dicendo che: “In Teatro tutto quello che non si vede, è ben fatto”. E la parola d’ordine è una sola: “Non bisogna togliere spazio all’opera”.

©alessiasantambrogio
Molti di voi conosceranno la famosa frase “Ridi, Pagliaccio”, dell’aria intitolata “Vesti la giubba”, per averla sentita in una scena del film “Gli Intoccabili”, quando Al Capone, a teatro, si commuove ascoltando il tenore Enrico Caruso, o forse cantata da Telespalla Bob in un episodio dei Simpson o anche nel film del trio comico Aldo, Giovanni e Giacomo, “Tre uomini ed una gamba”.

Pagliacci si ispira ad una vicenda di cronaca nera realmente accaduta in Calabria, a Montalgo Uffùgo, un assassinio, o meglio un uxoricidio, sul quale il padre di Ruggero Leoncavallo, lì pretore, condusse un processo e che Ruggero, allora ragazzo, visse da vicino. Il verismo che permea Pagliacci prende spunto, come racconta il giovane e talentuoso regista Grazzini, dal cinema neorealista e dalla commedia degli anni Cinquanta e proprio il riferimento al cinema è stato fondamentale per la messa in scena di questo dittico, perché meglio di ogni altro linguaggio espressivo ha raccontato l’Italia dal Dopoguerra agli anni Settanta. Il mondo italiano dell’avanspettacolo degli anni ’40 è stato il contesto prescelto per ambientare la vicenda di Canio e della sua compagnia, perché in grado di fornire uno specchio della realtà sociale dell’epoca, dei suoi sogni e dei suoi cambiamenti.

Quest’opera si muove su due piani d’azione: realtà e finzione, che continuamente si confondono tra loro, lasciando come “sospeso” lo spettatore, in un gioco di specchi. che non ha fine. Quando si arriva al tragico epilogo, non è solo Canio che uccide Nedda, ma anche Pagliaccio che uccide Colombina, come in un gioco di scatole cinesi tra teatro e vita reale.”The show must go on”, sempre e comunque, è il sottile motto che sembra permeare tutta la vicenda di Pagliaccio…lo spettatore rimane con il fiato sospeso fino alla fine, sperando in un lieto epilogo, ma, sapendo dentro di sé, che l’unica realtà possibile è la tragedia …e così, sospesi tra realtà fittizia e vita vera, vi lascio assaporare le foto di questo meraviglioso ed emblematico spettacolo dal sapore anni’40 alla stazione dove i Pagliacci festosi stanno arrivando, purtroppo ignari di quello che li attende.

Lo spettacolo è andato in scena dal 12 al 26 Gennaio 2014 al Teatro Regio di Parma | Articolo e fotografie a cura di Alessia Santambrogio

Dramma in un prologo e due atti su libretto di Ruggero Leoncavallo | Musica di Ruggero Leoncavallo | Personaggi ed interpreti: Nedda-Kristin Lewis, Canio-Marcello Giordani, Tonio-Elia Fabbian, Peppe-Davide Giusti, Silvio-Marcello Rosiello, Un Contadino-Alessandro Bianchini, Un altro Contadino-Demetrio Rabbito | Maestro concertatore e direttore: Francesco Ivan Ciampa | Regia: Federico Grazzini | Scene: Andrea Belli | Costumi: Valeria Donata Bettella | Luci: Pasquale Mari | Direttore Allestimenti: Paolo Giacchero | Responsabile Sartoria: Paola Tosi | Maestro del coro: Martino Faggiani | Maestro del coro di voci bianche: Gabriella Corsaro | Orchestra Regionale dell'Emilia Romagna | Coro del Teatro Regio di Parma | Coro di voci bianche e giovanili ARS Canto Giuseppe Verdi| Nuovo Allestimento del Teatro Regio di Parma

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About Alessia Santambrogio

Nasce a Monza nel 1981. Da sempre amante delle immagini e della musica, dopo gli studi liceali classici ed universitari scientifici in campo biotecnologico, si dedica totalmente alla fotografia. Gli esordi sono legati ad esperienze di reportage a Parigi, cui segue un crescente impegno nella realizzazione di servizi dedicati a food, eventi e cerimonie. Lo stile giornalistico rimane la principale caratteristica delle immagini di Alessia, che realizza esposizioni presso le librerie Feltrinelli, pubblicazioni su quotidiani nazionali (Corriere della Sera, Repubblica) e su riviste specializzate (Espresso Food And Wine, Domus). Forte dell’esperienza acquisita e, soprattutto, motivata della grande passione per l’opera lirica ed il balletto, Alessia supera le selezioni all’Accademia Teatro alla Scala di Milano e consegue il diploma in Fotografia di Scena. Raccontare lo spettacolo nel suo insieme senza trascurarne i dettagli, narrare una storia ed il suo contesto descrivendo la pienezza della scena, trasmettere le emozioni dei personaggi ed il disegno armonico che li lega è alla base dell’incessante ricerca dell’equilibrio tra il tutto e le sue parti che caratterizza il suo stile narrativo.
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