Osei Budei Fradei

Osei Budei Fradei
Commenti disabilitati su Osei Budei Fradei, 14/03/2016, by , in Kairós, Teatro, Teatro di Prosa

Savona, un portone del centro storico. Mi infilo, salgo due rampe, valico una pesantissima porta in ferro battuto, scosto una tendina e mi ritrovo in platea sotto un alto soffitto decorato. E’ la magia del Teatro Sacco.

Mentre mi interrogo su quali storie contengano quei paioli timidamente illuminati sul palco, ecco arrivare l’ “ Arlecchino d’ oro “ ( Mantova 2007 ) Enrico Bonavera. Mi racconta del suo incontro con Carolina, vivace ed intraprendente fisarmonichetta, e della sua passione per le musiche popolari come quelle protagoniste di Canzoni senza terra.

Non l’ ho portato molto in giro quello spettacolo – ammette.

Peccato – replico abbassando gli occhi dispiaciuta.

Sono ormai le otto e deve andare a prepararsi, ma prima si siede al piano per scaldarsi, per rilassarsi. Non lo so. Di sicuro mi regala una toccante interpretazione della mazurca francese di Jean Françoise Maixhou Heinzen: L Inconnu de Limoise, brano ispirato dal ritrovamento di uno sconosciuto sepolto con la sua cornamusa.

La melodia disegna un piccolo cimitero di campagna, dimenticato nella pianura. Non è né macabro né deprimente, ma un luogo tragicomico e surreale dove “qualcuno, lo spettatore, gioca a guardare l’ altro, l’ attore, che entra dal nero, viene in luce e appare, per annunciare la sua scomparsa.“ ( Maurizio Buscarino )

E così, nella penombra di un angolo del tappeto scenico, l’ attore guarda la maschera che si appresta ad indossare con le sue luci e le sue ombre.

Cinque maschere per cinque Arlecchini ( o Zanni ) increduli, stupiti e spiazzati narratori delle loro morti : il soldato che se la fa addosso, lo Zanni primordiale stroncato dall’ amplesso, quello che muore di fame inseguendo la signora Polenta, quello che ha bevuto troppo vino e quello che ha bevuto troppa acqua annegando nel Po.

Bonavera alterna il teatro agito della Commedia dell’ Arte al teatro di narrazione che parla dei tortelli di zucca del giorno di festa e di altri ricordi di convivialità familiare. Il tutto condito dalle poesie di Cesare Zavattini, anch’ egli originario della sponda bassa del Po. Non bisogna, tuttavia, preoccuparsi di afferrare tutte le parole, quanto piuttosto di seguire i suoni “ masticatori “ del dialetto e il loro potere di evocare così intensamente una sensorialità universale.

Osei Budei Fradei genera una qualità di energia tale da far funzionare tutto perfettamente come una fotografia ben riuscita che racconta senza bisogno di essere spiegata.

Lo spettacolo è andato in scena il 13 febbraio 2016 al Teatro Sacco di Savona.
[di e con Enrico Bonavera | Maschere di Donato Sartori, Renzo Antonello, Ferdinando Fallosi, Stefano Perocco, Cesare Guidotti]

About Anna Laviosa

Nata il 10 maggio 1985, si laurea in Discipline delle Arti, della Musica e dello Spettacolo presso l’ Università di Genova e consegue la laurea specialistica in Scenografia all’ Accademia Ligustica di Belle Arti di Genova. Amante del teatro e attrice amatoriale, nel 2009 viene selezionata come allieva del corso di Fotografia di scena presso l’ Accademia del Teatro alla Scala. Un anno dopo, il reportage de “ I Demoni ” di Peter Stein, le vale una pubblicazione sul New York Times. Parallelamente al lavoro di fotografa di scena, che la impegnerà a documentare la 56° edizione del Festival di Spoleto, porta avanti i suoi progetti artistici che espone in fiere specializzate ( Photissima Art Fair ) e in mostre personali ( Black Water a cura dell' Archivio Fotografico Italiano ). In ogni caso, la fotografia nasce da un incontro : è la ricerca appassionata di uno scambio, tanto più gratificante quanto più alla pari. Spesso il soggetto ritratto tende a vedere il fotografo come un ladro pronto a rubargli qualcosa di prezioso. E' vero. Ma così come ruba, altrettanto lascia qualcosa di sé e a quel punto la diffidenza si trasforma in complicità.
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