Notre-Dame de Paris

Notre-Dame de Paris

Notre Dame de Paris, scritto da Luc Plamondon, con le musiche di Riccardo Cocciante, tra i più apprezzati spettacoli teatrali mai realizzati, tratto dall’omonimo romanzo di Victor Hugo, vede la luce la prima volta nel Settembre 1998, a Parigi, con la regia di Gilles Maheu.

Viene definita da Cocciante opera in due atti, poiché ispirato alla tradizione musicale europea, ovvero l’opera lirica, e non al classico musical americano; non è presente orchestra ma la base è pre-registrata e la strumentazione è fatta di chitarre elettriche, percussioni, sintetizzatori e mixer.

 Lo spettacolo ha così successo che gli autori decidono di esportare lo spettacolo in altre nazioni, andando in scena oltre che in Francia anche in Corea del Sud, Belgio, Svizzera, Canada, Russia, Spagna, Regno Unito, USA e anche in Italia. Proprio in Italia debutta, a Roma, nel Marzo del 2002, con il libretto di Pasquale Panella e la produzione di David Zard, registrando, negli anni, dati incredibili. In tutto il mondo l’opera ha superato i 13 milioni di spettatori con oltre 5000 repliche rappresentate.

 Notre Dame de Paris narra la storia di Quasimodo, campanaro gobbo della cattedrale di Notre Dame e del suo amore per la gitana Esmeralda.

Siamo a Parigi, nel 1482, il poeta Gringoire introduce la storia davanti Notre Dame; viene raggiunto da alcuni zingari guidati dal loro “re” Clopin, richiedenti diritto d’asilo, diritto rifiutato dall’arcidiacono Claude Frollo che manda contro di loro le guardie del Re, capitanate da Febo. Questi incontra, incantato, la gitana Esmeralda, che fa il suo ingresso in scena, ma egli è fidanzato con la giovane e ricca Fiordaliso.

Intanto a Parigi si celebra la “Festa dei folli”, durante la quale Quasimodo viene incoronato papa, poiché il più grottesco uomo della Città. Ma la festa viene interrotta da Frollo, che convince Quasimodo a rapire Esmeralda, della quale è segretamente innamorato. Il Gobbo gli ubbidisce ma viene catturato da Febo, che da appuntamento ad Esmeralda al Val d’Amore, luogo di incontri amorosi clandestini. Frollo, geloso e folle, li segue e quando i due stanno per baciarsi pugnala Febo e fugge, mentre la colpa dell’aggressione viene data ad Esmeralda.

Frollo, visita la giovane gitana in cella offrendole la libertà in cambio del suo corpo ma questa rifiuta, minacciandogli vendetta. Quasimodo libera Esmeralda e la nasconde nella cattedrale.

Durante uno scontro davanti Notre Dame, Clopin viene ucciso da Febo ed Esmeralda, nuovamente arrestata, viene condannata all’impiccagione, tra le folli risate di Frollo e sotto gli occhi attoniti di Quasimodo. Questi, infuriato, uccide l’arcidiacono, gettandolo giù dalla cattedrale, per poi raggiungere il corpo senza vita della zingara, abbracciandola e lasciandosi morire insieme a lei.

 Numerosi i temi affrontati nell’opera, in primis l’amore per Esmeralda che assume diverse sfumature e si sviluppa in maniera diversa tra i protagonisti; per Clopin è amore fraterno, per Gringoire amore “bianco” e non carnale, per Febo fisico e privo di sentimento, per Quasimodo amore puro e gentile mentre per Frollo ossessione e impossibile possesso.

Altro tema portante è quello della diversità e dell’integrazione degli stranieri («Come fare un mondo dove non c’è più l’escluso? Come fare un mondo senza povertà e frontiere?»), traslando il medioevo del passato in quello di oggi, lasciando lo spettatore con la meraviglia negli occhi, l’emozione nel cuore e numerose riflessioni nella testa, alle porte del 2020.

Lo spettacolo è in scena dal 17 Ottobre al 17 Novembre 2019 al Teatro Arcimboldi di Milano, seguiranno ulteriori repliche a Bologna, Torino, Roma, Trieste, Genova, Salerno, Reggio Calabria, Catania e Ancona, fino ad Aprile 2020.

[Produzione di David Zard | Teatro Arcimboldi di Milano | Regia Gilles Maheu | Musiche di Riccardo Cocciante | con Giò Di Tonno (Quasimodo), Elhaida Dani (Esmeralda), Vittorio Matteucci (Frollo), Matteo Setti (Gringoire), Leonardo Di Minno (Clopin), Graziana Galatone (Febo), Tania Tuccinardi (Fiordaliso) | Libretto originale di Luc Plamondon | Traduzione Libretto di Pasquale Panella | Costumi di Fred Sathal | Scene di Christian Ratz | Coreografie e movimenti di scena di Martino Müller]

About Tatiana Mazzola

Fotografa di scena, diplomata in Arti Tecnologiche nel 2016 all'Accademia di Belle Arti di Catania, in Fotografia nel 2018 all'Accademia di Belle Arti di Macerata e in Fotografia e Video di Scena nel 2019 all'Accademia Teatro alla Scala. Amo lo Spettacolo, in ogni sua forma, e cerco di trasmettere le emozioni e la meraviglia che questo suscita in me in ogni mio scatto; ritengo inoltre la fotografia un elemento essenziale per la comunicazione e la diffusione della cultura e delle arti.
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