Noli me tangere

Noli me tangere
Commenti disabilitati su Noli me tangere, 16/03/2015, by , in Sperimentazioni, Teatro Danza

Noli me tangere esprime il tabù del contatto, il rifiuto di qualsiasi relazione diretta. La frase fu attribuita a Gesù, il quale l’avrebbe rivolta a Maria Maddalena subito dopo la resurrezione (nel Vangelo secondo Giovanni).

In questo spettacolo si vuole parlare proprio di Maddalena, non tanto del personaggio biblico, ma della Donna Maddalena, cercando di esplorarne il mondo e il percorso interiore che appartengono ad ognuno di noi.

Figlia, amante, madre: tutte le figure femminili sono racchiuse nella sua personalità ed essa diventa metafora di tutte le donne. La sua esistenza è segnata dall’amore, passa per la sofferenza del rifiuto e giunge infine alla redenzione.

Sulla scena ci sono pochi elementi: un telo rosso, dei sacchetti della nettezza, una sedia rovesciata, il tutto buttato disordinatamente come se fosse una discarica. Tre corpi di donne abbandonati a terra, mentre una quarta dispersa che vaga alla ricerca di qualcosa (forse di se stessa?). Quando i corpi si animano, inizia il monologo. La danza si fonde con la parola.

Gesti talvolta iperbolici completano testi lirici e graffianti. Le parole sono prese in prestito da opere varie, dal biblico Cantico dei Cantici ai postmoderni Tool. Poi la scena cambia: la donna celebra se stessa e si offre come Amore. Il suo dono però viene scambiato per peccato e rifiutato.

Le molte simbologie vengono introdotte in scena sotto forma di oggetti: i trucchi, la mela, il telo rosso. La danza adesso si tinge di disperazione: i corpi girano e si torcono su loro stessi. Da qui e attraverso la nebbia dello smarrimento inizia un viaggio all’inseguimento della propria interezza. Le figure diventano infine leggere e volatili e sembrano astrarsi dal mondo reale.

“Ero persa con lo sguardo all’orizzonte e tutto appariva uguale, poi ho scoperto una rosa”.

L’incontro di queste quattro figure femminili dà vita a tematiche che si intrecciano creando situazioni e relazioni umane. Danza e parola diventano quindi metafora della memoria. Nel monologo finale infatti è proprio Maria di Magdala (ovvero Maddalena) che parla, svelando la sua identità e raccontandosi in prima persona.

Per maggiori informazioni: Istmo Danza una produzione: Associazione Arseniko

Lo spettacolo è andato in scena il 28 febbraio 2015 al Teatro Cantiere Florida a Firenze.

Drammaturgia e coreografia: Roberta Bongini | Collaborazione alle coreografie: Gaia Scuderi, Ivana Caffaratti, Nikka Anna Derlipanska | Interpreti: Anna Buroni – attrice, Gaia Scuderi – danzatrice, Ivana Caffaratti – danzatrice, Nikka Anna Derlipanska – danzatrice | Luci: Margherita Cambi
Produzione Arseniko

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About Simona Fossi

Toscana d’origine, ma giramondo per vocazione. Dopo la maturità scientifica si dedica all’arte all’accademia di Firenze, poi si specializza con il corso di laurea in Fotografia alla L.A.B.A. (www.laba.biz) La fotografia, a partire dall’analogico è sempre stata presente nella sua vita e testimone delle sue esperienze, dei suoi viaggi, dei suoi cambiamenti. In questi anni ne sperimenta ogni suo aspetto fino a preferire la fotografia in presa diretta, il reportage. La collaborazione con varie associazioni ludiche la porta a ritrarre eventi di giochi di ruolo e animazione teatrale, nonché rievocazioni storiche, anche se il primo approccio con la fotografia di spettacolo è con il teatro di strada. Per questo nel 2009 frequenta il corso di Fotografia Teatrale presso il Centro per la Fotografia dello Spettacolo (www.occhidiscena.it) a San Miniato. Successivamente realizza reportage per eventi come Mercantia (Certaldo), Lucca Comics (Lucca), Carnevale di Venezia, Carnevale di Viareggio, vari festival musicali e di danza. Parallelamente sviluppa un esperienza di ricerca nel reportage musicale e di animazione clubbing con Tillate e la collaborazione col Circo Nero. Crea l’etichetta “Peek or Treat” (www.peekortreat.com) e partecipa al gruppo “Light Motion” (www.lightmotion.it). Nel 2011 vince il terzo premio al concorso “Fotografando la musica” di Musicastrada (www.musicastrada.it). Nel 2012 vince il premio speciale della giuria al concorso “La Prosa in Posa” di Ensarte (www.ensarte.com) ed il primo premio al concorso “Scene da una fotografia” di DoveComeQuando (http://www.dovecomequando.net). Attualmente, oltre a lavorare in proprio, collabora con l’agenzia di fotogiornalismo Kika Press di Milano e di recente con la web-zine di teatro Kairos Magazine. Realizza reportage di scena, eventi, spettacoli, concerti. Dopo l’esperienza con la danza e con l’animazione, si dedica al teatro di sperimentazione con la Compagnia delle Arti Distratte e TeatroAnnoZero. Cerca da sempre di far convergere ogni sua passione nella fotografia, non limitandosi all’osservazione ma immergendocisi dentro… una sorta di metodo Stanislavskij della fotografia.
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