Nineteen Mantras

Nineteen Mantras
Commenti disabilitati su Nineteen Mantras, 13/02/2012, by , in Danza, Kairós, Moderno Contemporanea, Teatro, Teatro Danza, Teatro di Ricerca

Musiche: Riccardo Nova – Regia: Giorgio Barberio Corsetti – Drammaturgia: Giorgio Barberio Corsetti e Riccardo Nova – Coreografia: Shantala Shivalingappa – Danzatori: Hema Sundari Vellaluru e Paride Biasuzzi, Luigi Corrado, Filippo Del Sal, Jacopo Giarda, Sho Kamiko, Vincenzo Turiano – Acrobati: Francesco Mirabile e Zielinski Jacub – Musicisti: Dr Mysore Manjunath (violino), Dr Uday Kiran (voce), BC Manjunath (mridangam e percussioni), Guru Prasanna (kanjira e percussioni) e PMCE Parco della Musica Contemporanea – Ensemble: Paolo Ravaglia (clarinetto), Fabio Bagnoli (oboe), Francesco Dillon (violoncello) – Ideazione immagini: Giorgio Barberio Corsetti, Massimo Troncanetti, Igor Renzetti e Francesco Esposito – Scenografia: Giorgio Barberio Corsetti e Massimo Troncanetti – Luci e direzione tecnica: Marco Giusti – Creazione video: Igor Renzetti – Fonica: Roberto Sbriccoli – Costumi: Francesco Esposito – Attrezzeria: Francesca Rossetti – Regista assistente: Fabio Cherstich – Coreografa assistente: Emanuela Tagliavia – Direttore di produzione: Paolo Monaci Freguglia – Organizzazione: Ippolita Nigris Cosattini – Segreteria: Luigia Giammarco

Accademia Teatro alla Scala, Scuola di ballo diretta da Fréderic Olivieri
Produzione Fondazione Musica per Roma, Fondazione MAXXI in coproduzione con Accademia Teatro alla Scala
Produzione esecutiva Fattore K

«Un riflesso del mondo degli uomini e degli Dei catturato dalla scena».

Così Giorgio Barberio Corsetti definisce Nineteen Mantras, spettacolo che nasce dall’incontro tra cultura europea e
indiana attraverso un affascinante e complesso intreccio tra danza, musica, canto, immagini e teatro. Viene rappresentata la profonda relazione tra i miti evocati dai Mantra e la quotidianità della vita umana, tra l’invisibile ed il visibile.

Sono tre gli universi artistici che si confrontano in questo spettacolo: quello musicale di Riccardo Nova, compositore che ama intrecciare sonorità indiane e occidentali, quello visivo di Giorgio Barberio Corsetti, uno dei protagonisti del teatro di ricerca in Italia, da sempre interessato alla ricchezza  della cultura indiana, e quello corporeo di Shantala Shivalingappa, danzatrice di Pina Bausch e tra le maggiori interpreti di Kuchipudi, una delle forme della danza classica indiana.

«I mantra indiani – spiega Giorgio Barberio Corsetti – sono forme di devozione e veicoli per raccontare storie. Sono racconti dal profondo significato simbolico che ha a che fare con la realtà e con quello che c’è dietro la realtà di ognuno di noi».

Al centro della scena domina la voce assoluta di un veggente che pronuncia le parole e i suoni dei mantra, che è parola sacra, ma anche formula incantatoria, simbolo, iterazione, suono.  Danzatori e
acrobati si muovono in un mondo in cui le concezioni di spazio e tempo non vengono rispettate. Le azioni della vita si espandono l’una dall’altra, come i cicli del mito, che si dissolvono e poi rinascono, in un continuo senza fine.

Nell’infinito rapporto tra ritualità e quotidiano si sviluppa un profondo viaggio nell’animo umano, una fantasmagoria di colori, di suoni, immagini e di parole.

«Il mondo raccontato dai Mantra – conclude il regista e drammaturgo – fa parte di una cultura lontana, ma che ci appartiene, è come un topografia, un rilievo geografico dell’anima».

Articolo e foto: Alessia Santambrogio

About Alessia Santambrogio

Nasce a Monza nel 1981. Da sempre amante delle immagini e della musica, dopo gli studi liceali classici ed universitari scientifici in campo biotecnologico, si dedica totalmente alla fotografia. Gli esordi sono legati ad esperienze di reportage a Parigi, cui segue un crescente impegno nella realizzazione di servizi dedicati a food, eventi e cerimonie. Lo stile giornalistico rimane la principale caratteristica delle immagini di Alessia, che realizza esposizioni presso le librerie Feltrinelli, pubblicazioni su quotidiani nazionali (Corriere della Sera, Repubblica) e su riviste specializzate (Espresso Food And Wine, Domus). Forte dell’esperienza acquisita e, soprattutto, motivata della grande passione per l’opera lirica ed il balletto, Alessia supera le selezioni all’Accademia Teatro alla Scala di Milano e consegue il diploma in Fotografia di Scena. Raccontare lo spettacolo nel suo insieme senza trascurarne i dettagli, narrare una storia ed il suo contesto descrivendo la pienezza della scena, trasmettere le emozioni dei personaggi ed il disegno armonico che li lega è alla base dell’incessante ricerca dell’equilibrio tra il tutto e le sue parti che caratterizza il suo stile narrativo.
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