Milano rende omaggio ad Abbado

Milano rende omaggio ad Abbado
Commenti disabilitati su Milano rende omaggio ad Abbado, 30/01/2014, by , in Kairós, Video

La città del rumore questa volta è restata in silenzio. Le circa ottomila persone che si sono raccolte lunedì sera davanti alla Scala per dare l’ultimo saluto a Claudio Abbado, hanno ascoltato con grande commozione le note della Marcia funebre della Sinfonia Eroica di Beethoven, eseguita all’interno del teatro in memoria del Maestro e diffusa nella piazza tramite gli altoparlanti. Le bandiere a mezz’asta sventolavano lente sopra la piazza gremita, e la musica, uscendo dalle porte del teatro lasciate aperte, serpeggiava per le vie della città, raggiungendo anche quei luoghi che il Maestro avrebbe voluto veder rinascere pieni di verde e di vita.Molti erano lì per riconoscenza.

Abbado ha guidato la Filarmonica del più importante teatro italiano dal 1968 al 1986: in questi anni ha rivoluzionato il ruolo del direttore d’orchestra, combattendo contro molte convenzioni sociali e musicali, convinto che la musica permettesse di superare tutti i limiti e tutti i pregiudizi. Ogni stagione era da lui concepita come un piccolo itinerario per far crescere l’orecchio musicale del pubblico, e ha proposto compositori che sino ad allora non erano quasi mai stati eseguiti in Italia (dai più classici Bruckner, Mahler, Berg, arrivando sino ai contemporanei Nono, Berio, Manzoni, Stockhausen), introdotti per la prima volta nel tempio della tradizione musicale. Quel tempio da cui Abbado ha spesso saputo uscire, eseguendo concerti nelle fabbriche, per mostrare la propria vicinanza agli operai, specie a quelli costretti a lavorare in condizioni disumane.

In piazza c’erano anche molti giovani, visti i molti progetti avviati dal Maestro a sostegno dell’occupazione. Un esempio è l’impegno da lui portato avanti con l’Orchestra venezuelana “Simon Bolivar” di José Antonio Abreu, che raccoglie i migliori musicisti provenienti da un “sistema” di orchestre locali sostenute dallo Stato (un’iniziativa che dal 1975 ha dato la possibilità a circa 400 000 bambini di uscire dalla povertà delle favelas e di stare lontano dalla delinquenza). Accanto a questo, le attività degli ultimissimi anni, con due orchestre giovanili da lui fondate, la Mozart e la Mahler, per dare la possibilità a molti giovani e talentuosi musicisti di suonare nei più importanti teatri del mondo.

Lunedì sera erano presenti anche molti musicisti, quelli che non sono riusciti ad andare a rendere omaggio al Maestro la scorsa settimana, nella chiesa di Santo Stefano a Bologna, dove era stata allestita la camera ardente. Anche nella città che lo aveva adottato sono state molte le persone venute a portare l’ultimo saluto, in una fila quasi continua, da ex detenuti (suo il progetto del coro Papageno per portare la musica nelle carceri) a uomini del mondo della cultura e rappresentanti delle istituzioni.

Visto il forte impegno civile del direttore (i molti concerti promossi per raccogliere fondi in favore della ricerca contro le malattie rare o in sostegno di popolazioni colpite da calamità naturali, quelli per il restauro del patrimonio artistico e architettonico del Paese, e quelli per la bonifica e la riconversione di aree industriali in aree verdi), proprio lo scorso agosto, Abbado era stato insignito dal Presidente Napolitano della carica di senatore a vita. Il maestro aveva rinunciato allo stipendio per devolverlo a sostegno della scuola di musica di Fiesole, che opera nella formazione dei musicisti per dare loro un futuro.

Grazie a questa esecuzione è come se Abbado fosse tornato per un’ultima volta a Milano. L’orchestra, diretta magistralmente da Daniel Barenboim, ha eseguito il pezzo che Beethoven aveva inizialmente dedicato a Napoleone, e che in passato è stata utilizzato per rendere omaggio anche ad altri grandi direttori (Toscanini, De Sabata, Gavazzeni). Proprio Barenboim, nel suo libro, ricorda come il rapporto tra la musica ed il silenzio è lo stesso che c’è tra la vita e la morte; saper affrontare il silenzio, nella città del rumore, è forse il più grande insegnamento che il maestro ha lasciato.

Jacopo Guarneri

Le fotografie e le riprese video sono relative alla Commemorazione in memoria di Claudio Abbado tenutasi Lunedì 27 Gennaio 2014 in Piazza della Scala a Milano | Fotografie a cura di: Giulia Iacolutti | Foto di copertina: Camilla Doria | Video: Andrea Angeli, Camilla Doria, Dalila Setola, Fiorenza Cicogna, Lidia Crisafulli, Luca Condorelli

About Jacopo Guarneri

Classe 1985. Dopo la laurea in Lettere a indirizzo musicale a Parma e gli studi privati di chitarra, frequenta il corso AMA presso l’Accademia Teatro alla Scala. Qui ha l’opportunità di approfondire tutti gli aspetti legati all’organizzazione di eventi e all’auto imprenditorialità, che può mettere in pratica collaborando alla realizzazione di varie edizioni del festival “Salso meets the Beatles”. Accanto a queste competenze continua a coltivare la passione per la didattica e la divulgazione. In questo ambito svolge uno stage presso l’Accademia Teatro alla Scala, a cui affianca progetti in proprio per la realizzazione di guide all’ascolto, presentazione di concerti e lezioni nelle scuole. È co-autore del testo “Orfeo e la melodia perduta”, messo in scena nel luglio 2012 nell’ambito della rassegna “Scena solidale” nella tensostruttura dell’ERT di Finale Emilia.
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