Mercuzio Non Vuole Morire

Mercuzio Non Vuole Morire
Commenti disabilitati su Mercuzio Non Vuole Morire, 18/02/2013, by , in Kairós, Sperimentazioni, Teatro, Teatro Civile, Teatro di Ricerca, Teatro Sociale

Uno spettacolo che è durato un giorno intero: si inizia in carcere, luogo storico di confronto e sperimentazione che Armando Punzo ha fatto il suo teatro… si continua fuori, con il pubblico, con la città. Fare teatro diventa collettività, come in magico rituale le persone sono coinvolte in qualcosa di irripetibile. E lo stesso Punzo diventa il pifferaio magico che traghetta i suoi topolini nella sua poesia. La struttura dello spettacolo è particolare, un Romeo e Giulietta declinato sulla figura di Mercuzio, “l’ultimo poeta”, “colui che deve dare vita ad un sogno”, “colui che non morirà”. Anche il tipo di rappresentazione non è classificabile in una sola categoria: teatro? teatro di strada? circo? Flash mob?

L’ingresso nel carcere è come la discesa verso un mondo fantastico popolato da personaggi bianchi e neri, clown di un altro tempo, poi colori vivissimi, e scene in continuo movimento. Giulietta danza con la sua rosa rossa e poi corre via… a questo punto la nostra attenzione è catturata dal duello: Punzo duella a fioretto sguainato con un detenuto dal trucco pesante che disegna un freddo, automatico sorriso. Il clangore delle spade si mescola a una musica solenne. Frammenti deturpati della tragedia shakespeariana stanno in bocca ai detenuti, che recitano, cantano, posano e si muovono, sullo sfondo di questo duello che dura dall’inizio alla fine. La voce di Punzo poi si introduce a sottolineare le scene: Mercuzio non vuole morire, ma lui recita con un coltello piantato tra le scapole, tra zombie con le mani insanguinate, tra sofferenza ed estasi… si aggira nel suo inferno privato. E poi l’emozione della voce e della musica, che adesso si fa più allegra, i bambini che danzano e suonano, e la scena finale con le insegne della cultura (libri e opere d’arte) alzate al cielo. La prima parte dello spettacolo si conclude con la speranza di Mercuzio: la poesia ci salverà.

La seconda parte dello spettacolo è in piazza: di passo in passo, gli infiniti Romeo che baciano le molteplici Giulietta. Le Giuliette adesso occupano tutto il terreno e la scena si muove sopra e intorno a loro . Anche qui di nuovo le mani insanguinate, adesso un esercito che si aggira per la città, tra luoghi d’arte e di passata prigionia, come i letti del manicomio che diventano un’ installazione postmoderna. File di persone con un libro in mano, o ancora passanti con la valigia pronte ad andare, aspettare come se fossero deportati in attesa della denudazione dai beni, dagli abiti, dei nomi. “Datemi una maschera sulla maschera” recitano nei loro fumetti. Le maschere e la gente comune, migliaia di volontari in un teatro che non tiene più conto dei confini tra la scena e la platea: tutto mischiato, in libertà, in continuo divenire. Un’arena grande quanto tutta una città, dove ognuno tira fuori la forza ed i suoi sentimenti, dando il suo intimo e personalissimo contributo. La conclusione è il ritorno alla piazza, dopo il vagabondare, l’attesa, ed i duelli… correndo con le valigie cariche di sogni, in un’esplosione di musica e festa. Mercuzio non vuole morire. Nessuno delle persone in piazza lo vuole. Il Festival Volterra Teatro, è un inno alla vita che ci pervade in tutto il corpo.

scene Alessandro Marzetti, Silvia Bertoni, Armando Punzo
costumi
Emanuela Dall’Aglio
assistente ai costumi Silvia Bertoni
assistenti alla regia
Laura Cleri, Stefano Cenci
movimenti
Pascale Piscina
video
Lavinia Baroni
musiche Andrea Salvadori
collaborazione artistica Elena Turchi, Alice Toccacieli, Carolina Truzzi
collaborazione al progetto Luisa Raimondi
foto
Stefano Vaja
assistente agli allestimenti Yuri Punzo
assistenti volontarie Marta Panciera, Maria Clara Restivo, Daniela Mangiacavallo, Adriana Follieri
organizzazione generale Cinzia de Felice
coordinamento Domenico Netti
amministrazione Isabella Brogi
collaborazione organizzativa Jacopo Angiolini, Josella Calantropo
collaborazione amministrativa Giulia Bigazzi
direzione tecnica Carlo Gattai, Fabio Giommarelli
disegno luci Andrea Berselli
suono Alessio Lombardi

con i detenuti attori della Compagnia della Fortezza: Aniello Arena, Salvatore Arena, Antonio Arrigo, Placido Calogero, Pierangelo Cavalleri, Dorjan Cenka, Domenico D’Andrea, Rosario D’Agostino, Mario D’Urso, Pietro De Lisa, Vittorio De Vincenzi, Bruno Di Giacomo, Rosario Di Giacomo, Abderrahim El Boustani, Francesco Felici, Alban Filipi, Martin Lazri, Francesco Manno, Gianluca Matera, Massimiliano Mazzoni, Giovanni Moliterno, Raffaele Nolis, Andrea Pezzoni, Nikolin Pishkashi, Gennaro Rapprese, Rosario Saiello, Vitali Skripeliov, Jamel Soltani, Roberto Spagnuolo, Massimo Terracciano, Domenico Tudisco, David Tuttolomondo, Alessandro Ventriglia, Qin Hai Weng

Per informazioni: http://compagniadellafortezzavolterra.wordpress.com/

About Simona Fossi

Toscana d’origine, ma giramondo per vocazione. Dopo la maturità scientifica si dedica all’arte all’accademia di Firenze, poi si specializza con il corso di laurea in Fotografia alla L.A.B.A. (www.laba.biz) La fotografia, a partire dall’analogico è sempre stata presente nella sua vita e testimone delle sue esperienze, dei suoi viaggi, dei suoi cambiamenti. In questi anni ne sperimenta ogni suo aspetto fino a preferire la fotografia in presa diretta, il reportage. La collaborazione con varie associazioni ludiche la porta a ritrarre eventi di giochi di ruolo e animazione teatrale, nonché rievocazioni storiche, anche se il primo approccio con la fotografia di spettacolo è con il teatro di strada. Per questo nel 2009 frequenta il corso di Fotografia Teatrale presso il Centro per la Fotografia dello Spettacolo (www.occhidiscena.it) a San Miniato. Successivamente realizza reportage per eventi come Mercantia (Certaldo), Lucca Comics (Lucca), Carnevale di Venezia, Carnevale di Viareggio, vari festival musicali e di danza. Parallelamente sviluppa un esperienza di ricerca nel reportage musicale e di animazione clubbing con Tillate e la collaborazione col Circo Nero. Crea l’etichetta “Peek or Treat” (www.peekortreat.com) e partecipa al gruppo “Light Motion” (www.lightmotion.it). Nel 2011 vince il terzo premio al concorso “Fotografando la musica” di Musicastrada (www.musicastrada.it). Nel 2012 vince il premio speciale della giuria al concorso “La Prosa in Posa” di Ensarte (www.ensarte.com) ed il primo premio al concorso “Scene da una fotografia” di DoveComeQuando (http://www.dovecomequando.net). Attualmente, oltre a lavorare in proprio, collabora con l’agenzia di fotogiornalismo Kika Press di Milano e di recente con la web-zine di teatro Kairos Magazine. Realizza reportage di scena, eventi, spettacoli, concerti. Dopo l’esperienza con la danza e con l’animazione, si dedica al teatro di sperimentazione con la Compagnia delle Arti Distratte e TeatroAnnoZero. Cerca da sempre di far convergere ogni sua passione nella fotografia, non limitandosi all’osservazione ma immergendocisi dentro… una sorta di metodo Stanislavskij della fotografia.
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