Il male e i suoi fiori

Il male e i suoi fiori

Lo chiamano la “black box” milanese. Il Teatro Arsenale è un’area rettangolare completamente dipinta di nero, di cui non si percepiscono le dimensioni. Lo spazio è flessibile e la creatività di chi vi opera può giocare e sbizzarrirsi in inedite soluzioni e allestimenti. La superficie interna è di 180 mq per una capienza massima di cento persone. Un involucro a misura d’uomo, accogliente, dove il rapporto tra il pubblico e gli attori è intimo e più sentito che negli spazi tradizionali.

Location perfetta per lo spettacolo “Il male e i suoi fiori” che vi è andato in scena dal 3 al 16 Maggio e che ha tenuto a battesimo l’uscita del terzo volume della collana “Arsenale”, per i tipi di Lemma Press, “Charles Baudelaire. Il sipario era alzato. Uno sguardo sul teatro”. Questo anche a testimoniare la ricchezza delle iniziative culturali e artistiche di cui è fucina questo luogo: matrice di idee, persone, spettacoli e performances, tutte volte all’arte del teatro e al suo insegnamento.

Come il libro, del quale è una sorta di prolungamento sulla scena, questo lavoro teatrale ci fa entrare nel mondo di Baudelaire che così bene si lega alla rappresentazione scenica, attraverso poesie, prose ed immagini evocative.
In scena, oltre a tre attori professionisti (Claudia Lawrence, Giovanni Di Piano, Massimo Loreto) e alla direttrice del Teatro, Marina Spreafico, per un breve cameo, gli allievi diplomati nel 2017 di Scuola Teatro Arsenale, riferimento basilare nel panorama della didattica teatrale in Italia e all’estero. Diciannove ragazzi alle prese con l’anima tormentata di uno dei massimi poeti della letteratura europea.

Il buio la fa da padrone: la luce è poca e morbida e spesso fatta di macchie colorate che sottolineano i particolari: un viso imbellettato, un volant di una sottoveste, un cilindro nero, uno stivaletto su una caviglia femminile.
Tutto si svolge in una casa di piacere: lì Baudelaire era solito passare gran parte del suo tempo, inebriandosi di sogni, per sopravvivere in qualche modo alle brutture del mondo, riversando poi le sue esperienze nei suoi poemi. “I fiori del male”, che ha ispirato questo spettacolo, è specchio di questa esistenza sperperata tra piaceri e tormenti.

Le ragazze impersonano giovani prostitute, si muovono lascivamente, cantano sguaiate, ballano tra di loro. Gli uomini si lasciano travolgere dalla loro sensualità e si perdono tra le trine dei loro vestiti succinti e le piume di boa di struzzo. Tra questi personaggi si aggira un mostro-serpente, che simboleggia chiaramente il peccato, in una quasi-nostalgia di un eden perduto. E di questo parlano al pubblico le parole del poeta: di malinconia, di disperazione, ma anche di ossessione per il piacere e la bellezza, in una vertigine di sogno e di buio.

Gli attori sono riusciti a trasmettere con forza e dolcezza tutte queste sensazioni in una girandola di quadri scenici: il coro delle prostitute, la danza del mostro, la sfilata di maschere, gli esercizi degli acrobati da circo, la goguette, ballata e cantata in un ritmo travolgente di pazza e decadente allegria, con un retrogusto però di dolore e tristezza. Grandissima l’interpretazione di Claudia Lawrence, che dall’alto della sua esperienza professionale, ha saputo guidare i ragazzi, ma anche fondersi con loro in una performance piena di energia e fisicità.

In scena  dal 3 al 16 Maggio 2017 presso il Teatro Arsenale.
[una produzione: Teatro Arsenale | Teatro Arsenale, Milano | con: Claudia Lawrence, Massimo Loreto, Giovanni Di Piano e con gli allievi diplomati 2017 di Scuola Teatro Arsenale: Linda Apicella, Elisa Baio, Andrea Baldoni, Marco Beljulji, Giulio Bellotto, Cecilia Bertozzi, Jona Cara, Marianna Cossu, Gaia Gadda, Maria Grosso, Stefania Mancini, Guido Martella, Caterina Melorio, Lucia Metzger, Debora Palmieri, Eugenia Pecchioli, Francesco Severgnini, Andrea Tondi, Miriam Zammataro | traduzione: Federica Locatelli | adattamento e regia: Marina Spreafico | spazio scenico: Pierluigi Salvadeo con la collaborazione di Nicholas Forlani | costumi: Lella Diaz | ambientazione sonora: Walter Prati | luci: Christian Laface | assistente alla regia: Giovanni Di Piano | assistente ai costumi: Alessia Donnini | tecnico: Martino Minzoni]

About Cristina Valla

Fotografa. Nasce a Milano nel 1964. E’ diplomata in Decorazione all’Accademia di Belle Arti di Brera, dove ha ricevuto i primi rudimenti di tecnica fotografica. Per anni ha operato nel campo dell’arte, svolgendo varie attività legate alla pittura e alla ceramica Raku, senza mai abbandonare la passione per la fotografia. Musicista, diplomata in Flauto Traverso presso il Conservatorio di Torino e da sempre legata al teatro d’opera e al concertismo, ha unito queste sue passioni frequentando il corso per Fotografi di Scena dell’Accademia del Teatro alla Scala.
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