Luisa Miller

Luisa Miller

Ispirato al dramma Kabale und Liebe di Friedrich Schiller, il melodramma verdiano s’inserisce in un momento chiave dell’evoluzione artistica del Maestro. La scelta di un dramma borghese e la stessa innovativa impostazione dell’opera riflettono una svolta nell’evoluzione del musicista, ormai famoso e vicino a scrivere i capolavori di Traviata e Rigoletto. L’opera, su libretto di Salvadore Cammarano, andò in scena al San Carlo di Napoli l’8 dicembre 1849 con grande successo.

La monumentale Chiesa di San Francesco del Prato del XIII secolo – per oltre duecento anni trasformata in carcere, poi abbandonata, oggi vero e proprio cantiere in corso di restauro nel cuore della città – ispira e accoglie Luisa Miller. È Lev Dodin, uno dei più grandi maestri del teatro russo, a firmarne, per la prima volta, l’allestimento, con le scene e i costumi di Aleksandr Borovskij, le luci di Damir Ismagilov, la drammaturgia di Dina Dodina.. L’opera, eseguita nell’edizione critica a cura di Jeffrey Kallberg, è realizzata in coproduzione con la Fondazione Teatro Comunale di Bologna e in collaborazione con la Diocesi di Parma e il Comitato per San Francesco del Prato.

Roberto Abbado, Direttore musicale del Festival Verdi, sarà alla testa dell’Orchestra e del Coro del Teatro Comunale di Bologna, maestro del coro Alberto Malazzi, e del cast con protagonisti Riccardo Zanellato (Il Conte di Walter), Francesca Dotto (Luisa) e Amadi Lagha (Rodolfo) al loro debutto a Parma, Franco Vassallo (Miller), Martina Belli (Federica), Gabriele Sagona (Wurm), Veta Pilipenko (Laura), Federico Veltri (Un contadino) già allievo dell’Accademia Verdiana.

“Sono felice di riaccostarmi a Luisa Miller – racconta Roberto Abbado nelle sue note di direzione – opera caratterizzata da un sottofondo teologico e tratta da un autentico capolavoro del teatro tedesco come Intrigo e amore di Schiller. In essa Verdi si schiera contro l’assolutismo del potere, a difesa della libertà dell’individuo e quindi della libertà d’amare, denunciando così i privilegi di casta, osteggiati con giovanile ribellione. È evidente che in ogni scena di Luisa Miller c’è la presenza divina. Non c’è scena in cui Dio non venga nominato, l’opera è disseminata di preghiere, e anche quando queste non hanno la caratteristica formale di preghiere si tratta comunque di invocazioni, di richieste rivolte a Dio. A me pare perciò che al di là della vicenda del legame impossibile e a parte la rete di intrighi, gelosie, verità, menzogne, sia presente un livello superiore: come se le vicende dei personaggi e i loro rapporti fossero guidati da un disegno superiore”.

“La storia di Luisa Miller di Verdi nel suo nucleo nasconde lo scontro alla radice della vita, la lotta di due principi: il bene e il male – spiega Lev Dodin nelle sue note di regia. Questo scontro è complesso e contraddittorio: l’amore non solo si oppone tenacemente alla perfidia, ma nasconde la perfidia dentro se stesso. Rodolfo non perdona il tradimento, giustizia di propria mano non solo se stesso, ma anche l’amata.

Il desiderio di fare del bene al figlio trasforma Miller in assassino e annienta lo stesso padre. Mossa da un amore passionale e dal desiderio di essere corrisposta, Federica si pone involontariamente dalla parte del male. Sarà forse questa inscindibilità fra nobiltà e bassezza che ci fa soffrire e fa nascere tutti i nuovi conflitti della nostra vita? Per far sentire questi primordiali problemi della vita, incarnati nelle grandi note di Verdi, quale spazio sacrale migliore di una chiesa del tredicesimo secolo? La musica è sempre un dialogo con i Cieli. Ci piacerebbe che nella Chiesa di San Francesco Luisa Miller risuonasse come liturgia sull’amore. E radioso Mattutino. E Requiem singhiozzante”.

Un pubblico internazionale emozionato e commosso dalla bellezza di questo melodramma e di questo sito cosi affascinante e ricco di storia.

Lo spettacolo è in scena dal 28 settembre al 19 ottobre 2019 al Teatro Regio di Parma.

Melodramma tragico in tre atti di Salvadore Cammarano, dal dramma Kabale und Liebe di Friedrich Schiller |Musica GIUSEPPE VERDI | Edizione critica a cura di Jeffrey Kallberg | The University of Chicago Press, Chicago e Casa Ricordi, Milano | Il Conte di Walter            RICCARDO ZANELLATO | Rodolfo AMADI LAGHA | Federica MARTINA BELLI | |Wurm GABRIELE SAGONA | Miller FRANCO VASSALLO | Luisa FRANCESCA DOTTO | Laura VETA PILIPENKO | Un contadino FEDERICO VELTRI | Maestro concertatore e direttore ROBERTO ABBADO | Regia LEV DODIN | Scene, costumi ALEKSANDR BOROVSKIJ | Luci DAMIR ISMAGILOV | Assistente regista DMITRIJ KOŠMIN | Drammaturgia DINA DODINA |ORCHESTRA E CORO DEL TEATRO COMUNALE DI BOLOGNA |Maestro del coro ALBERTO MALAZZI | Nuovo allestimento del Teatro Regio di Parma |  In coproduzione conTeatro Comunale di Bologna |In collaborazione con Diocesi di Parma

About Alessia Santambrogio

Nasce a Monza nel 1981. Da sempre amante delle immagini e della musica, dopo gli studi liceali classici ed universitari scientifici in campo biotecnologico, si dedica totalmente alla fotografia. Gli esordi sono legati ad esperienze di reportage a Parigi, cui segue un crescente impegno nella realizzazione di servizi dedicati a food, eventi e cerimonie. Lo stile giornalistico rimane la principale caratteristica delle immagini di Alessia, che realizza esposizioni presso le librerie Feltrinelli, pubblicazioni su quotidiani nazionali (Corriere della Sera, Repubblica) e su riviste specializzate (Espresso Food And Wine, Domus). Forte dell’esperienza acquisita e, soprattutto, motivata della grande passione per l’opera lirica ed il balletto, Alessia supera le selezioni all’Accademia Teatro alla Scala di Milano e consegue il diploma in Fotografia di Scena. Raccontare lo spettacolo nel suo insieme senza trascurarne i dettagli, narrare una storia ed il suo contesto descrivendo la pienezza della scena, trasmettere le emozioni dei personaggi ed il disegno armonico che li lega è alla base dell’incessante ricerca dell’equilibrio tra il tutto e le sue parti che caratterizza il suo stile narrativo.
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