L’Orchestra dell’Accademia Teatro alla Scala incontra Temirkanov

L’Orchestra dell’Accademia Teatro alla Scala incontra Temirkanov
Commenti disabilitati su L’Orchestra dell’Accademia Teatro alla Scala incontra Temirkanov, 28/01/2013, by , in Kairós, Musica, Musica Classica

C’erano una volta un italiano, un russo e un francese. Questo celebre incipit di molte barzellette calza a pennello per descrivere il concerto che si è tenuto il 23 ottobre scorso nella sala Verdi del Conservatorio, organizzato della Società del Quartetto di Milano.

Italiana era l’Orchestra, quella dell’Accademia del Teatro alla Scala, che riunisce gli allievi della prestigiosa scuola legata al più importante teatro italiano. Essa si è formata undici anni fa nell’ambito dei Corsi di perfezionamento dedicati a giovani strumentisti, i quali vengono preparati da musicisti di primo piano e delle prime parti dell’Orchestra del Teatro alla Scala. In questi anni l’Orchestra si è esibita nelle più importanti sale da concerto nazionali ed è stata impegnata in numerose tournèe. Questa era la prima volta che si esibiva per la Società del Quartetto.

yuri_termirkanov3_camillagiannelliRusso era il direttore, Yuri Temirkanov, che per la prima volta dirigeva questa Orchestra. Probabilmente il più importante direttore russo in circolazione, dal 1988 Temirkanov è il Direttore della Filarmonica di San Pietroburgo; oltre a ciò è Direttore ospite del Teatro Bolshoi, e dal gennaio del 2009, quello di Direttore musicale del Teatro Regio di Parma. Yuri Temirkanov è di frequente ospite delle più grandi orchestre d’Europa, Asia e Stati Uniti. Per l’Orchestra dell’Accademia poter essere diretti da questo importante maestro è stata un’importante occasione di formazione umana e professionale. Russi erano anche i pezzi in programma, che prevedeva l’esecuzione della Suite tratta dal balletto “Lo schiaccianoci” di Čajkovskij (1891-92) e i Quadri di un’esposizione di Musorgskij (1874).

Francese era un sottile, quasi invisibile, filo rosso che univa tra di loro le opere eseguite. Il balletto “Lo schiaccianoci”, da cui la Suite è tratta, si ispira alla reinterpretazione francese (fatta da Alexandre Dumas padre) del racconto “Schiaccianoci e il re dei topi” di E. T. A. Hoffmann. Fu proprio in Francia, durante il viaggio compiuto nel 1861, che Čajkovskij vide la celesta, uno strumento che fu inserito nell’organico strumentale di quest’opera, e a cui sono affidati alcuni passaggi solistici nel secondo atto. I Quadri di un’esposizione sono un’opera originariamente scritta per pianoforte da Musorgskij, che è stata orchestrata nel 1922 da Maurice Ravel, compositore francese “colpevole” di aver portato al successo quest’opera grazie alla sua magistrale orchestrazione. E’ proprio in Francia, inoltre, che ha avuto luogo la prima esecuzione di quest’opera.

Le due opere proposte sono accomunate anche da una comune vena narrativa. Il racconto da cui è tratto lo Schiaccianoci è ambientato in casa Stahlbaum alla vigilia di Natale: nella ricca casa di questo signore si dà una festa per i figli Clara e Fritz, ci sono tanti ragazzi e i loro genitori. A movimentare questa occasione felice c’è un singolare personaggio, Drosselmayer: mago, scienziato, burattinaio, inventore, ipnotizzatore. Egli entra nell’inconscio di Clara, che nel sogno rivela tutte le sue paure e desideri. Durante il sonno un giocattolo della ragazza, lo Schiaccianoci per l’appunto, si trasforma così in un principe, che deve affrontare un esercito di topi guidato da un terribile re. Lo Schiaccianoci salva la sua amata sconfiggendo il re dei topi e portandola nel mondo dei balocchi, degli alberi di Natale, dei dolci e dei confetti. Al momento delle le nozze tra i due giovani Clara si sveglia, e comprende che è stato solo un sogno. I “Quadri di un’esposizione”, sono ispirati ad una serie di opere pittoriche realizzate da un amico del compositore e esposte a San Pietroburgo. La composizione si presenta come un percorso ideale in cui si alternano pagine descrittive (quadri) con brevi episodi musicali che indicano lo spostamento del visitatore da una sala all’altra (Promenade). Musorgskij utilizza la struttura “a quadri” per creare un polittico formato da frammenti musicali autonomi che rispondono a diversi topoi creativi (il gusto per le scene popolari, il mondo della fiaba e dell’infanzia, il senso del grottesco e del macabro, la concezione epica della storia e della tradizione russa) raccordate tra di loro dalle “Promenade”.

In questo concerto si sono unite culture, tradizioni e provenienze diverse, per offrire al pubblico una serata dal sapore internazionale: ciò spiega il grande successo scandito dai numerosi applausi raccolti nella sala gremita.

testo: Jacopo Guarneri
fotografie: Camilla Giannelli

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About Jacopo Guarneri

Classe 1985. Dopo la laurea in Lettere a indirizzo musicale a Parma e gli studi privati di chitarra, frequenta il corso AMA presso l’Accademia Teatro alla Scala. Qui ha l’opportunità di approfondire tutti gli aspetti legati all’organizzazione di eventi e all’auto imprenditorialità, che può mettere in pratica collaborando alla realizzazione di varie edizioni del festival “Salso meets the Beatles”. Accanto a queste competenze continua a coltivare la passione per la didattica e la divulgazione. In questo ambito svolge uno stage presso l’Accademia Teatro alla Scala, a cui affianca progetti in proprio per la realizzazione di guide all’ascolto, presentazione di concerti e lezioni nelle scuole. È co-autore del testo “Orfeo e la melodia perduta”, messo in scena nel luglio 2012 nell’ambito della rassegna “Scena solidale” nella tensostruttura dell’ERT di Finale Emilia.
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