L’inquilino

L’inquilino

Tratto dal romanzo L’inquilino del terzo piano di Roland Topor, che negli anni settanta aveva già ispirato l’omonima pellicola di Roman Polański, lo spettacolo approda, in prima nazionale, al Teatro Litta di Milano per la regia di Claudio Autelli. Protagonista è la paura, l’incapacità di relazionarsi, dove tutto è terreno di conquista per la sopravvivenza.

Trelskovsky, accompagnato dalla sua valigia, è alla ricerca di un appartamento da affittare. Incontra il Signor Zy, una persona viscida, proprietario di alcuni appartamenti a Parigi. Dopo diverse trattative e l’accettazione di rigide regole condominiali, Trelskovsky si ritrova in un appartamento da poco liberato perché l’ex inquilina Simonetta Choule si trova in ospedale, immobile, per aver tentato il suicidio gettandosi dal balcone dello stesso appartamento. Il loro incontro in ospedale si conclude con un grido inatteso che mette in moto un gioco psicologico in cui Trelskovsky si trova suo malgrado coinvolto.

L’apparente e iniziale euforia per l’appartamento nuovo, condivisa con l’amico, ben presto diviene apprensione, disagio. La presenza costante e subdola del Signor Zy, i comportamenti paranoici ed eccentrici degli altri inquilini del condominio, conducono ad una dimensione surreale, angosciosa e delirante, popolata da creature animalesche, silenziose presenze che manipolano, tampinano portando Trelskovsky alla perdita della propria identità.

Originale la regia di Autelli, soprattutto nelle visioni-previsioni dei personaggi che rimangono nella penombra oltre il piano principale della scena, sicuramente resa tale anche dall’essenziale scenografia realizzata da Maria Paola Di Francesco: un tavolo e due sedie, un letto, che di volta in volta segnano l’interno e l’esterno dell’appartamento a cui si accede tramite una porta-portale, posta al centro della scena e che segna un’immaginaria linea di demarcazione tra i piani di scena. La mobilità di questi elementi, tutti dotati di rotelle, fluidifica la dimensione allucinogena della rappresentazione. Tutto ancor più distinto dall’uso magistrale delle luci di Giuliano Bottacin, che riesce a creare un clima oscuro caratterizzando i personaggi con forti contrasti e disegnando ombre che li sovrastano.

Il ritmo recitativo dei quattro attori Alice Conti, Michele Di Giacomo, Giacomo Ferraù, Marcello Mocchi, tiene alta l’attenzione sulle vicende di una mente fragile, turbata da manie di persecuzione quale è quella di Trelskovsky. Da un inizio più coinvolgente per una spiccata tendenza al contrasto comico dei personaggio si passa gradatamente ad un tormentoso mistero che lentamente e in crescendo si insinua nello spettatore.

Volendo coglierne nell’intimo un senso meno teatrale, in Trelskovsky c’è la fragilità che accompagna la società odierna nell’inconsistenza dei legami, delle semplici relazioni, nell’ambiguità criptica della comunicazione tra gli individui sempre più elusiva nei contenuti.

Per maggiori informazioni: MTM Teatro Litta – Milano | LAB 121

Lo spettacolo è andato in scena dall’1 al 10 aprile 2016 presso il Teatro Litta di Milano.

[tratto dal romanzo di ROLAND TOPOR | adattamento e regia CLAUDIO AUTELLI | con ALICE CONTI, MICHELE DI GIACOMO, GIACOMO FERRAÙ, MARCELLO MOCCHI | scene MARIA PAOLA DI FRANCESCO | luci GIULIANO BOTTACIN | suono FABIO CINICOLA | assistente alla regia LORENZO PONTE | organizzazione MONICA GIACCHETTO, CAMILLA GALLONI | comunicazione e promozione CRISTINA PILEGGI | in coproduzione con FONDAZIONE CAMPANIA DEI FESTIVAL | in collaborazione con il TEATRO DEL CERCHIO DI PARMA]

About Rosalba Amorelli

Rosalba Amorelli, siciliana di origine nasce nel 1977. Dopo aver conseguito una laurea in scenografia, collabora con alcune associazioni teatrali allestendo diversi spettacoli. Comincia a fotografare da autodidatta, seguendo alcuni festival, spettacoli, rassegne musicali e partecipando anche ad alcune mostre. L'amore per il teatro la porta a frequentare il corso di alta formazione professionale per fotografi di scena presso l’Accademia del Teatro alla Scala da febbraio a giugno, che le permette di fotografare molti spettacoli in diversi teatri a Milano, e di cimentarsi anche in altri campi tra cui la fotografia di studio e il ritratto.
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