La Traviata

La Traviata
Commenti disabilitati su La Traviata, 30/04/2012, by , in Kairós, Opera, Teatro Musicale

Teatro Municipale di Piacenza | Direttore: Pietro Rizzo – Regia: Rosetta Cucchi – Scene: Tiziano Santi – Costumi: Claudia Pernigotti – Luci: Andrea Ricci – Coreografia: Monica Casadei – Maestro del Coro: Stefano Colò | Violetta Valéry: Irina Lungu – Flora Bervoix: Milena Josipovic – Annina: Paola Santucci – Alfredo Germont: Giuseppe Varano – Giorgio Germont: Carlos Bergasa – Gastone, Visconte di Letorières: Stefano Consolini – Il Barone Douphol: Matteo Ferrara – Il Marchese d’Obigny: Valdis Jansons – Il Dottor Grenvil: Daniele Cusari – Giuseppe: Marco Gaspari – Domestico di Flora: Stefano Cescatti | Compagnia Artemis Danza – Coro Lirico Amadeus Fondazione Teatro Comunale di Modena – Orchestra Regionale dell’Emilia Romagna | Produzione Fondazione Teatro Comunale di Modena in coproduzione con Fondazione Teatri di Piacenza, Fondazione Teatro Comunale e Auditorium – Bolzano

Il Teatro Municipale di Piacenza porta in scena una rappresentazione innovativa dell’opera verdiana, nella quale lo stile prescelto è quello di una semplicità carica di simbolismo che impressiona per la capacità di arricchire il racconto senza snaturarlo.

In questa ottica l’intera scena diventa un teatro, con gallerie e loggioni, da cui assistere al drammatico intreccio di vita, amore e morte che La Traviata ci presenta.Ogni elemento si fa messaggio che racconta quello che le parole non possono dire. Il linguaggio dei fiori accompagna l’intera storia e le camelie permettono a Violetta di esprimere la propria interiorità.

Gli specchi non sono più riflessione della realtà e del presente ma si trasformano in pensieri, riflessioni sul futuro, prigioni di sogni e desideri. Il mondo reale si popola di personaggi celati da maschere che inabissano ogni certezza.La malattia e le pene d’amore che inesorabilmente si accaniscono sul corpo e sull’anima di Violetta sono amplificate dall’enorme albero che, insieme a lei, lentamente muore in una realtà rovesciata dove nulla è ciò che si desidera.

Il letto diventa l’essenza dell’esistenza, assumendo l’ambigua e antitetica valenza di talamo d’amore e giaciglio di morte.E questo allestimento de La Traviata in linguaggio minimalista e contemporaneo non fa altro che confermare la potenza di questo grande classico al di fuori di spazio e tempo.

Fotografie e articolo: Alessia Santambrogio

About Alessia Santambrogio

Nasce a Monza nel 1981. Da sempre amante delle immagini e della musica, dopo gli studi liceali classici ed universitari scientifici in campo biotecnologico, si dedica totalmente alla fotografia. Gli esordi sono legati ad esperienze di reportage a Parigi, cui segue un crescente impegno nella realizzazione di servizi dedicati a food, eventi e cerimonie. Lo stile giornalistico rimane la principale caratteristica delle immagini di Alessia, che realizza esposizioni presso le librerie Feltrinelli, pubblicazioni su quotidiani nazionali (Corriere della Sera, Repubblica) e su riviste specializzate (Espresso Food And Wine, Domus). Forte dell’esperienza acquisita e, soprattutto, motivata della grande passione per l’opera lirica ed il balletto, Alessia supera le selezioni all’Accademia Teatro alla Scala di Milano e consegue il diploma in Fotografia di Scena. Raccontare lo spettacolo nel suo insieme senza trascurarne i dettagli, narrare una storia ed il suo contesto descrivendo la pienezza della scena, trasmettere le emozioni dei personaggi ed il disegno armonico che li lega è alla base dell’incessante ricerca dell’equilibrio tra il tutto e le sue parti che caratterizza il suo stile narrativo.
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