La traviata

La traviata

La Traviata è l’opera lirica scelta per inaugurare la nuova stagione del Teatro Sociale di Sondrio, che si è aperta domenica 1 Ottobre 2017. Inaugurazione che testimonia, da parte dell’Assessorato alla Cultura della città, di continuare un percorso già cominciato da alcuni anni, che vuole riportare l’attenzione del pubblico, verso un patrimonio culturale musicale tutto italiano.

E tutta italiana, anzi emiliana, è la produzione andata in scena al Sociale con il Coro dell’Opera di Parma e l’Orchestra delle terre Verdiane, per la regia di Pierluigi Cassano. L’organizzatrice, Ilaria Scaffardi, ci tiene a sottolineare la completezza della compagnia che definisce “prodotto chiavi in mano”, cioè interamente autosufficiente. Cosa che favorisce l’esecuzione anche in quelle città dove non ci sono teatri di tradizione, essendo gli spettacoli proposti più sostenibili sia economicamente che artisticamente.

Il cast è formato da giovani cantanti che mostrano grandi segnali di un brillante avvenire ed artisti invece già affermati a livello internazionale  unendo la freschezza degli uni con l’esperienza degli altri per portare le opere di Verdi ad essere fruibili in tutta Italia, anche nei centri minori e , perchè no, anche in Europa. Un progetto già in corso prevede ad esempio una tournée in tutta la Norvegia.

L’allestimento che è andato in scena a Sondrio è stato nel segno della tradizione: le scene, semplici nella loro sontuosità, caratterizzate da quattro colori dominanti: l’arancio, il verde, il rosso e infine il blu, sono state protagoniste di uno spettacolo piacevole e di un certo fascino. Il primo atto si è aperto in un baluginio di colori caldi che ben si addicono all’atmosfera della festa e del famoso brindisi. Su tutto risaltava il vestito di Violetta, ben interpretata da Marta Torbidoni, bianco e quindi simbolo, nel suo candore, di “quell’amor che è palpito dell’universo intero” e che è puro in quanto tale.

Il secondo atto, verde smeraldo, ha visto Alfredo e Violetta insieme in una villa fuori Parigi. Alfredo, Alberto Profeta,  è apparso sicuro e capace nella sua interpretazione di un ruolo tanto delicato: nell’animo del suo personaggio infatti, albergano sentimenti diversissimi: la tenerezza e la gelosia; l’indifferenza e il disprezzo; il pentimento e l’amore senza confini. E’ in questo verde cangiante che ci richiama alla mente gli spazi esterni che entra in scena anche Germont padre. Duro e intransigente prima, commosso poi, è apparso il baritono Marzio Giossi, tutto compreso nel suo ruolo di genitore, affrontato con esperta sapienza.

La seconda scena del secondo atto è apparsa di un rosso vivo e travolgente. Si tratta della festa in casa di Flora, dove Violetta e Alfredo si incontrano di nuovo dopo la separazione a seguito dell’intervento di Germont padre. Il tutto culmina nel gesto, pieno di violento disprezzo, del tenore,  che getta del denaro a Violetta, trattandola alla stregua di una prostituta. E il rosso dilagante sulla scena, ha ben sottolineato tale momento di pathos, ma non solo. Il rosso è anche passione ed è proprio qui che la passione e l’amore dei due protagonisti si riaccendono e, a dispetto di tutto e di tutti, si rinnovano e si palesano agli occhi della gente.

Il terzo atto, nella casa di Violetta, è stato concepito permeato di blu, che fa sentire palpabilmente il presagio del triste epilogo. La giovane donna, minata dalla tisi, è ormai in fin di vita e teme di non riuscire a rivedere un’ultima volta il suo amato. Ma Alfredo appare sulla scena e tutta l’emozione di questo incontro si fa sentire nella grandiosità della musica di Verdi e nei versi di Francesco Maria Piave. “Amami Alfredo”…. tutti conosciamo quest’aria. Tutti l’abbiamo canticchiata probabilmente più di una volta, ma, è nell’atmosfera unica e magica del teatro che sentiamo tutta l’emozione del momento e riviviamo, con i due amanti, la tragicità di un sentimento che si rinnova per noi sulla scena, sempre vivo ed immenso.

I bravi cantanti della Traviata del Teatro Sociale di Sondrio sono riusciti a rinnovare questa magia. Una grande emozione che ha soddisfatto il pubblico valtellinese che ha acclamato il cast con ripetuti e calorosi applausi.

 

In scena il giorno 1 Ottobre 2017 presso il Teatro Sociale di Sondrio.

[Melodramma in tre atti tratto da “La dame aux camelias” di Alexandre Dumas figlio | Musica di Giuseppe Verdi | Libretto di Francesco Maria Piave | Teatro Sociale di Sondrio | Maestro Concertatore e Direttore: Stefano Giaroli | Regia: Pierluigi Cassano | Maestro del coro: Emiliano Esposito | Produttore e Scene: Carlo Guidetti | Costumi: Arte Scenica Reggio Emilia | Luci: Alessandro Brachetti | Coro dell’Opera di Parma | Orchestra Sinfonica delle Terre Verdiane | Personaggi e Interpreti: Violetta Valery (soprano) Marta Torbidoni; Alfredo Germont (tenore) Alberto Profeta; Giorgio Germont (baritono) Marzio Giossi; Flora Bervoix (soprano) Silvia Fontanili; Annina (soprano) Anna Capiluppi; Gastone Visconte De Letorieres (tenore) Andrea Bianchi;  Dottor Grenvil (basso) Luca Gallo; Marchese D’Obigny (baritono) Romano Parmigiani; Barone Douphol (baritono) Franco Montorsi]

About Cristina Valla

Fotografa. Nasce a Milano nel 1964. E’ diplomata in Decorazione all’Accademia di Belle Arti di Brera, dove ha ricevuto i primi rudimenti di tecnica fotografica. Per anni ha operato nel campo dell’arte, svolgendo varie attività legate alla pittura e alla ceramica Raku, senza mai abbandonare la passione per la fotografia. Musicista, diplomata in Flauto Traverso presso il Conservatorio di Torino e da sempre legata al teatro d’opera e al concertismo, ha unito queste sue passioni frequentando il corso per Fotografi di Scena dell’Accademia del Teatro alla Scala.
UA-30266169-1 Copy Protected by Chetan's WP-Copyprotect.
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: