La Rondine

La Rondine
Commenti disabilitati su La Rondine, 22/06/2015, by , in Kairós, Opera, Teatro Musicale

Parigi anni ’20 – Un lussuoso salotto borghese del secondo impero. La proprietaria Magda intrattiene i suoi illustri ospiti lasciandosi andare a dolci frivolezze; il poeta Prunier narra le novità amorose ai commensali, in realtà poco interessati all’argomento, tranne che la padrona, sensibile e sognatrice. Le dolci parole del poeta vengono però brutalmente offuscate dall’arrivo del banchiere Rambaldo, amante di Magda, che sbeffeggia i suoi sogni di bambina alla ricerca del principe azzurro.

Lisette, la cameriera, annuncia la visita di Ruggero Lastouc, figlio di un amico d’infanzia di Rambaldo, nel momento esatto in cui Prunier sta leggendo la mano a Magda, predicendole che, come la rondine, anch’ella volerà verso il mare in cerca di sole e amore.

Sullo sfondo appare in tutta la sua bellezza la Venere di Urbino, dipinta da Tiziano nel 1538, e commissionata da Guidobaldo II della Rovere duca di Urbino, il quale voleva istruire la giovane moglie quattordicenne, Giulia Varano, ai vincoli e doveri matrimoniali. La nudità sensuale della venere risiede nel suo sguardo ammiccante che si contrappone all’ “imbarazzo” che prova, manifestato dal gesto di coprirsi con una mano il pube.

Con l’altra mano tiene alcune rose rosse a ricordo che la giovinezza è un dono effimero. Il messaggio celato è quello di essere desiderabili, ma solo per il proprio sposo. La dea ha, infatti, un anello al dito mignolo ed indossa un orecchino a forma di perla a simboleggiare la sua purezza, mentre ai suoi piedi dorme beato un tenero cagnolino, a ricordo della fedeltà coniugale.

Insomma, si tratta di chiare indicazioni per la futura sposa, che si contrappongono alla figura di Magda e alla persona che ella vorrebbe rappresentare. Il primo atto si conclude, infatti, con la sua preparazione nei panni da grisette (ovvero da ragazza nubile di basso ceto sociale e modesta istruzione), per rivivere un’avventura da Bullier, come faceva un tempo.

Un grande inno alla tradizione italiana, alla quale è stata affidata anche la direzione musicale nella persona di Roberto Brizzi Brignoli, figura importante e direttore di tantissime produzioni tra cui impossibile non citare La Bohème al Metropolitan Opera di New York e la collaborazione con Rolando Villazón, franco-messicano, artista poliedrico famoso come tenore, regista, scrittore e volto televisivo, o anche come “the most charming of today’s divos” (The Times) e “a great singer and brilliant entertainer, at once extremely funny and deeply profound” (Crescendo).

Due personalità forti che riescono a rendere una narrazione attuale e parzialmente comica, densificandola di allegorie non percepibili ad un primo sguardo, come i tre uomini vestiti di bianco e mascherati presenti durante tutta la vicenda, ma che colpiscono lo spettatore, che esce dal teatro con ancora dubbi e domande.

Lo spettacolo è in scena dall’8 Marzo al 3 Luglio 2015 presso la Deutsche Oper di Berlino.

Commedia lirica in tre atti | Libretto di Giuseppe Adami, successivo il modello tedesco La rondine, Die Schwalbe, di Alfred Maria Willner e Heinz Reichert | Teatro Deutsche Oper Berlin | Direttore Roberto Rizzi Brignoli | Allestimento Rolando Villazón | Scene Johannes Leiacker | Costumi Brigitte Reiffenstuel | Personaggi e interpreti: Magda Aurelia Florian, Lisette Alexandra Hutton, Ruggero Charles Castronovo, Prunier Álvaro Zambrano, Rambaldo Stephen Bronk | Coro: Chor der Deutschen Oper Berlin | Orchestra: Orchester der Deutschen Oper Berlin | Corpo di Ballo: Opernballett der Deutschen Oper Berlin

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About Anna Agliardi

Anna Agliardi nasce a Romano di Lombardia il 6 Marzo 1989. L’interesse per la fotografia arriva grazie al padre che la porta con se durante gli incontri in un circolo fotografico della zona all’età di quattro anni. Frequenta il Liceo Artistico Statale di Bergamo dove inizia il suo interesse per l’arte d i primi esperimenti con la macchina fotografica e la grafica. Nel 2012 si diploma a pieni voti presso la L.A.B.A. Libera Accademia di Belle Arti a Brescia dove frequenta il triennio di fotografia. Successivamente si iscrive all’ Accademia del Teatro alla Scala per frequentare il corso di fotografia di scena, raggiungendo in questo modo un punto di incontro tra sue passioni il teatro, la danza e la fotografia.
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