Konya

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Commenti disabilitati su Konya, 05/05/2014, by , in Kairós, Teatro, Teatro di Ricerca

“Benedetta è la poesia che sgorga attraverso me e non da me, perchè il suono della mia musica sommergerà la canzone d’Amore.” (Jalāl al-Dīn Rūmī)

Konya è uno dei più grandi centri culturali della Turchia, patria di Mevlana Jalāl al-Dīn Rūmī, fondatore dell’ordine islamico dei monaci Sufi, conosciuti con il nome di dervisci “rotanti”.

L’esibizione audio-visiva dei Santasangre indaga il significato assoluto di Amore, attraverso lo studio della pratica dei dervisci: la meditazione, la danza e il ‘Dhikr’ (ripetizione dei nomi divini). Il Sufi è un innamorato il cui segreto si comunica da cuore a cuore, da maestro a discepolo. La ripetizione e la circolarità fanno entrare il praticante in uno stato di trance, che lo avvicina a Dio.

Entra prima in scena il violoncello, poi la voce. La musica inizia nel buio.

L’interpretazione della voce e dello strumento, viene ampliata dalla rielaborazione elettronica in tempo reale attraverso il supporto di una base e di un’orchestrazione virtuale. La genesi musicale, trae fonte creativa dalla musica contemporanea, dall’improvvisazione, dalla ricerca, fino alla musica antica europea e di tradizione orientale turco-persiana.

C’è come una pausa di attesa e poi il corpo prende la scena. Se all’inizio è pesante, nervoso, teso, man mano si alleggerisce nella costante ricerca di un respiro che possa sostituirsi all’apnea iniziale. La struttura coreografica è basata sull’improvvisazione il cui ritmo è in relazione con l’ambiente sonoro. La performance è un viaggio mistico, attraverso l’evoluzione del corpo: esso procede per tentativi nei quali è evidente un conflitto di forze interne dalle quali cerca di liberarsi. Ad ogni tentativo abbandona qualcosa di sé, per potersi trasformare.

Ai tre livelli performativi, musica, voce, corpo, ne viene aggiunto un quarto: la scena, composta da una proiezione video anch’essa in costante evoluzione. Dalle immagini, che si succedono alle spalle dei performers, nascono strutture, architetture su cui costruire nuovi paesaggi. Il tutto aumenta di intensità, arrivando ad uno stato di trance, proprio come nella danza sufi, poi sul finale esso si quieta, quasi sazio, esausto dopo aver raggiunto l’apice.

Il collettivo dei Santasangre reinterpreta, attraverso una visione laica e contemporanea, la ricerca mistica dell’uomo riuscendo a trasportare lo spettatore in un’atmosfera astratta, in un susseguirsi di eventi che ne trascendono il controllo.

Per maggiori informazioni: Santasangre

Lo spettacolo è andato in scena il 23 Febbraio 2014 al Teatro Studio di Scandicci (FI).

Crediti dello spettacolo “Ideazione: Diana Arbib e Dario Salvagnini | Violoncello: Luca Tilli | Voce: Monica Demuru | Corpo: Annamaria Ajmone | Elaborazione audio: Dario Salvagnini | Elaborazione video: Diana Arbib | Video designer: Alessandro Rosa| Organizzazione e cura: Giulia Basaglia | Produzione: Santasangre | Co-produzione: Kollatino Underground”

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About Simona Fossi

Toscana d’origine, ma giramondo per vocazione. Dopo la maturità scientifica si dedica all’arte all’accademia di Firenze, poi si specializza con il corso di laurea in Fotografia alla L.A.B.A. (www.laba.biz) La fotografia, a partire dall’analogico è sempre stata presente nella sua vita e testimone delle sue esperienze, dei suoi viaggi, dei suoi cambiamenti. In questi anni ne sperimenta ogni suo aspetto fino a preferire la fotografia in presa diretta, il reportage. La collaborazione con varie associazioni ludiche la porta a ritrarre eventi di giochi di ruolo e animazione teatrale, nonché rievocazioni storiche, anche se il primo approccio con la fotografia di spettacolo è con il teatro di strada. Per questo nel 2009 frequenta il corso di Fotografia Teatrale presso il Centro per la Fotografia dello Spettacolo (www.occhidiscena.it) a San Miniato. Successivamente realizza reportage per eventi come Mercantia (Certaldo), Lucca Comics (Lucca), Carnevale di Venezia, Carnevale di Viareggio, vari festival musicali e di danza. Parallelamente sviluppa un esperienza di ricerca nel reportage musicale e di animazione clubbing con Tillate e la collaborazione col Circo Nero. Crea l’etichetta “Peek or Treat” (www.peekortreat.com) e partecipa al gruppo “Light Motion” (www.lightmotion.it). Nel 2011 vince il terzo premio al concorso “Fotografando la musica” di Musicastrada (www.musicastrada.it). Nel 2012 vince il premio speciale della giuria al concorso “La Prosa in Posa” di Ensarte (www.ensarte.com) ed il primo premio al concorso “Scene da una fotografia” di DoveComeQuando (http://www.dovecomequando.net). Attualmente, oltre a lavorare in proprio, collabora con l’agenzia di fotogiornalismo Kika Press di Milano e di recente con la web-zine di teatro Kairos Magazine. Realizza reportage di scena, eventi, spettacoli, concerti. Dopo l’esperienza con la danza e con l’animazione, si dedica al teatro di sperimentazione con la Compagnia delle Arti Distratte e TeatroAnnoZero. Cerca da sempre di far convergere ogni sua passione nella fotografia, non limitandosi all’osservazione ma immergendocisi dentro… una sorta di metodo Stanislavskij della fotografia.
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