JukeBox Project #6:Naomi Berrill

JukeBox Project #6:Naomi Berrill
Commenti disabilitati su JukeBox Project #6:Naomi Berrill, 23/02/2015, by , in JukeBox Project, Kairós, Video

Quando penso all’Irlanda mi vengono in mente: le scogliere a picco sul mare, il verde ovunque, il vento, la birra, gli U2, St. Patrick e ancora il suono della cornamusa, “Bloody Sunday” (l’evento, il film e la canzone), i pub, l’Ulisse di James Joyce, il ritratto di Dorian Gray di Wilde, i capelli rossi delle ragazze. E poi una cosa che avevo sentito dire: se fai un viaggio e cerchi dei compagni di avventura sulla tua strada prega che siano irlandesi perché sono molto divertenti e sanno trovare il lato positivo delle cose. Questo era il mio immaginario prima di conoscere Naomi Berrill, musicista irlandese ma italiana d’adozione.

Incontriamo Naomi e il suo violoncello pochi minuti prima del JukeBox; brevi istanti per conoscere lei, Alessandro, suo marito, e “il sempre in movimento” Pietro, loro figlio. Abbiamo cercato di ricreare un ambiente consono all’introspettività della sua musica privilegiando l’anima e la dolcezza che emana. Per farlo il luogo più indicato è stato una stanza vuota, con solo una sedia ed una scrivania con appoggiati pochi appunti ed una lampada.

La sua voce e il suono del violoncello hanno in breve tempo riempito la stanza con sonorità antiche (questo per quanto riguarda la prima canzone Che si può fare, cantata in italiano) e dato uno scossa energica con We’ll meet again, seconda canzone, che parte lenta, ma che sviluppa un climax di forza e vigore. Ringraziando Saul Beretta di Musicamorfosi e Anna Laviosa per i ritratti di Naomi, ci salutiamo in gaelico felici per avere aggiunto all’immaginario irlandese qui sopra, quello di Naomi Berrill e della sua musica: Dia duit (ciao in gaelico)!

About Monkeyshine

Nasce a Milano nel 2013. E’ una emergente casa di produzione sbocciata dalla passione di giovani filmmaker per la video-ricerca e la passione per la musica. Attualmente vanta la co-produzione di un documentario sulla squadra di Baseball non vedenti di Milano “I Lampi” intitolato “Even angels bite the dust”.Ed un progetto innovativo itinerante che vede una produzione di documentari musicali di artisti nascenti che suonano in luoghi suggestivi della città, intitolato “Jukebox Project”. Ad oggi la casa di produzione è composta da: Emanuele Cucca (Regia, Montaggio) e Dario Fortunato (Regia e Montaggio). Ad ogni produzione si avvale di esperti collaboratori esterni.
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