ISSE | Il cerchio

ISSE | Il cerchio
Commenti disabilitati su ISSE | Il cerchio, 11/01/2016, by , in Danza, Danza Etnica, Kairós

Sullo sfondo del palcoscenico sagome di gente che cammina, ai lati due musicisti che escono dall’ombra attraverso una luce che ne staglia i profili. Suoni e canti tribali riempiono il teatro.

Apre Rufin Doh, attore della Costa D’Avorio che porta con sé le conoscenze della tradizione sciamanica. Si muove, assecondato dalla musica, con movimenti precisi e porta con sé oggetti narranti di incantesimi e magie: il bastone dello sciamano, la corona, il mantello e le brache.

Segue Lazare Ohandja, camerunense, coreografo e ideatore di questa performance assieme allo Studio Azzurro. Il suono delle percussioni dialoga con il danzatore e, nell’apparente naturalezza di questa performance, si crea l’impressione di un dialogo estemporaneo nel quale si alternano momenti di improvvisazione e caratteristiche individuali dei danzatori stessi, tipiche della danza africana. Il ruolo principale del percussionista quindi è quello di mediare con il pubblico.

Per questo spettacolo, il coreografo si ispira al rito a cui vengono sottoposte le vedove in Camerun. Le donne che perdono il marito sono considerate la causa della sua dipartita, perciò costrette a punizioni inflitte per anni. In alcune parti la tradizione suppone che la donna stia rinchiusa in casa senza avere nessun contatto con l’esterno. Tutto ciò perché la donna viene considerata di proprietà del marito e il rito si conclude con il matrimonio con uno dei fratelli del defunto. Così, le donne africane si convincono a subire queste violenze per provare la loro innocenza.

Con questo progetto, Lazare incontra Britta Oling, danzatrice svedese-sudanese, di formazione classica che arricchisce la performance di elementi e contaminazioni nuovi. Significativo il dialogo tra corpo e proiezioni. Infatti la scenografia è caratterizzata da proiezioni create dalla Studio Azzurro, un gruppo di ricerca artistica che punta sull’espressività e poetica dei linguaggi multimediali. L’espediente scenografico dialoga in maniera suggestiva con i movimenti dei danzatori e ne contestualizza gli intenti.

Si tratta di uno spettacolo in cui musica, danza e video si amalgamano per creare una performance caratterizzata da un grande impatto visivo e uditivo, riuscito nel suo scopo di demonizzare non solo questa violenza sulla donna, ma, in maniera generalizzante, ogni tipo di accanimento contro le donne dal più leggero al più disumano.

Per maggiori informazioni: CRT Milano

Lo spettacolo è andato in scena dal 18 al 23 dicembre 2015 presso il CRT di Milano.

[un progetto di Mo `O Me Ndama e Studio Azzurro | coreografia Lazare Ohandja | con Lazare Ohandja, Britta Oling e Rufin Doh | progetto e regia video Fabio Cirifino, Laura Marcolini | postproduzione video Lisa Cartuccia | light designer Marco D’Amico | musicisti Etogo Ayassi Edmond, Daniel Kollé Seme | suono Gioele Cortese |costumi e accessori Andrea Zorba, Maria Lucia Lapolla | direttrice allestimenti Valentina Tescari | postproduzione video Lisa Cartuccia | capo macchinista e costruzioni Danilo Tamburini | macchinista Marcelo Guerra | capo elettricista Stefano Bardelli | delegato di produzione Jacopo Dalla Palma | partner tecnico NeoTech | produzione CRT Milano, Mo `O Me Ndama, Studio Azzurro]

About Rosalba Amorelli

Rosalba Amorelli, siciliana di origine nasce nel 1977. Dopo aver conseguito una laurea in scenografia, collabora con alcune associazioni teatrali allestendo diversi spettacoli. Comincia a fotografare da autodidatta, seguendo alcuni festival, spettacoli, rassegne musicali e partecipando anche ad alcune mostre. L'amore per il teatro la porta a frequentare il corso di alta formazione professionale per fotografi di scena presso l’Accademia del Teatro alla Scala da febbraio a giugno, che le permette di fotografare molti spettacoli in diversi teatri a Milano, e di cimentarsi anche in altri campi tra cui la fotografia di studio e il ritratto.
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