Invito all’amato – Dialoghi e danze con i Dervisci di Konya

Invito all’amato – Dialoghi e danze con i Dervisci di Konya
Commenti disabilitati su Invito all’amato – Dialoghi e danze con i Dervisci di Konya, 08/10/2014, by , in Danza, Danza Etnica, Kairós

I diretti discendenti di Jalāl al-Dīn Rūmī detto Mevlana, il mistico fondatore dell’ordine islamico dei monaci Sufi, incantano con i loro volteggi perfetti. Conosciuti col nome di Dervisci “ruotanti”, eseguono quella che è la loro danza rituale. Non si tratta però di una vera e propria danza, ma di un rituale di meditazione. Attraverso la pratica dello ‘Dhikr’ (ricordo di Dio), basata sulla ripetizione dei Nomi Divini, e la danza circolare che li fa entrare in uno stato di trance, i Dervisci ricercano una connessione diretta con Dio.

Il Sufi definisce Dio “l’Amato” e tutta la danza è una dichiarazione di amore universale. Arte e spiritualità si uniscono, in quello che più che uno spettacolo è una celebrazione religiosa. I danzatori sono accompagnati dall’esecuzione di musiche tradizionali e canti. 
Gli spettatori sono immersi in un’atmosfera che valica i confini di etnie o religioni.

Invito all'Amato

La finalità dell’evento – da comunicato stampa – è “Riportare l’attenzione sull’Amore di Dio e sull’amore per il prossimo tramite l’arte e la musica. In questi tempi di tragiche violenze e persecuzioni è infatti necessario preservare l’autenticità e l’importanza della vocazione spirituale, del dialogo fraterno e della pace interiore nelle tre religioni che si rifanno al monoteismo di Abramo”.

Al di là della religione, essere testimoni di questo avvenimento è davvero emozionante. La spiritualità e la pace che riescono a trasmettere i Dervisci fa viaggiare nei lontani territori della Turchia, in tempi ormai dimenticati.

Ogni passo è preciso e ben ponderato, l’equilibrio è perfetto, così come i cerchi che si creano con le gonne bianche. Eppure sembra che niente sia stato coreografato, tutto viene dall’istinto, dalla meditazione. Non a caso l’UNESCO ha riconosciuto questa pratica, eredità diretta di Mevlana, quale “Capolavoro del patrimonio orale e immateriale dell’Umanità”.

Lo spettacolo è andato in scena il 23 settembre 2014 al Teatro Argentina di Roma, il 24 settembre nelle sale del Vaticano, il 25-26 settembre presso l’Università La Sapienza di Roma.

Associazione Teatro di Roma | Organizzatori: Coreis, Comunità Religiosa Islamica Italiana, Ambasciata della Turchia | In collaborazione con: Ministero dell’Istruzione e della Ricerca | Con il patrocinio di:  Roma Capitale

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About Simona Fossi

Toscana d’origine, ma giramondo per vocazione. Dopo la maturità scientifica si dedica all’arte all’accademia di Firenze, poi si specializza con il corso di laurea in Fotografia alla L.A.B.A. (www.laba.biz) La fotografia, a partire dall’analogico è sempre stata presente nella sua vita e testimone delle sue esperienze, dei suoi viaggi, dei suoi cambiamenti. In questi anni ne sperimenta ogni suo aspetto fino a preferire la fotografia in presa diretta, il reportage. La collaborazione con varie associazioni ludiche la porta a ritrarre eventi di giochi di ruolo e animazione teatrale, nonché rievocazioni storiche, anche se il primo approccio con la fotografia di spettacolo è con il teatro di strada. Per questo nel 2009 frequenta il corso di Fotografia Teatrale presso il Centro per la Fotografia dello Spettacolo (www.occhidiscena.it) a San Miniato. Successivamente realizza reportage per eventi come Mercantia (Certaldo), Lucca Comics (Lucca), Carnevale di Venezia, Carnevale di Viareggio, vari festival musicali e di danza. Parallelamente sviluppa un esperienza di ricerca nel reportage musicale e di animazione clubbing con Tillate e la collaborazione col Circo Nero. Crea l’etichetta “Peek or Treat” (www.peekortreat.com) e partecipa al gruppo “Light Motion” (www.lightmotion.it). Nel 2011 vince il terzo premio al concorso “Fotografando la musica” di Musicastrada (www.musicastrada.it). Nel 2012 vince il premio speciale della giuria al concorso “La Prosa in Posa” di Ensarte (www.ensarte.com) ed il primo premio al concorso “Scene da una fotografia” di DoveComeQuando (http://www.dovecomequando.net). Attualmente, oltre a lavorare in proprio, collabora con l’agenzia di fotogiornalismo Kika Press di Milano e di recente con la web-zine di teatro Kairos Magazine. Realizza reportage di scena, eventi, spettacoli, concerti. Dopo l’esperienza con la danza e con l’animazione, si dedica al teatro di sperimentazione con la Compagnia delle Arti Distratte e TeatroAnnoZero. Cerca da sempre di far convergere ogni sua passione nella fotografia, non limitandosi all’osservazione ma immergendocisi dentro… una sorta di metodo Stanislavskij della fotografia.
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