Il Trovatore

Il Trovatore

“Con nessun’altra delle sue opere, neppure con il Nabucco, Verdi toccò così rapidamente il cuore del suo pubblico.”

Attraverso un nuovo allestimento di Elisabetta Courir il Festival Verdi 2016 conclude l’omaggio delle terre verdiane alla ” Trilogia popolare” avviato nell’edizione 2014 con “La traviata” e proseguito nell’edizione 2015 con “Rigoletto”.

Un po’ di storia, tre anni dopo l’esperienza della Battaglia di Legnano, ad inizio 1851, Verdi propone a Salvatore Cammarano un nuovo soggetto per un libretto, “El Trovador” di Antonio García Gutiérrez, un dramma in cinque atti ricco di passioni, situazioni rocambolesche, rappresentato per la prima volta a Madrid nel 1836, che a Verdi piace proprio, perché “bellissimo, immaginoso e con situazioni potenti”. Il lavoro comincia dopo qualche settimana, con il solito schema: Cammarano invia una sinossi in prosa con indicazione a margine dei pezzi musicali corrispondenti e dal 7 giugno 1851 comincia ad inviare parti del libretto man mano che le realizza, in modo che Verdi possa già musicarle. Purtroppo Cammarano non può terminare il libretto, perché muore improvvisamente e Verdi si rivolge al giovane poeta Leone Emanuele Bardare per poter concludere lo stesso.

Il Trovatore debutta il 19 gennaio 1853 al Teatro Apollo di Roma.

La regista a cui è affidata quest’opera per il Festival Verdi 2016, Elisabetta Courir, ne parla così: “ La trama segue dei fili non sempre logici attraverso ricordi e reiterazioni, ma le parti furono trasformate in scene di una secchezza e di una essenzialità tali da rendere i sentimenti vivi, vitali e possenti, e proprio nelle indicazioni che Verdi illustra minutamente vi è il desiderio di rendere ogni gesto significativo, evitando esagerazioni teoriche per far sì che i personaggi si esprimano con la massima verità e spontaneità”.

E ancora: “Il linguaggio musicale sembra ignorare volutamente la dimensione temporale, per sottolineare i travagli individuali dei personaggi, tutti proiettati fuori da fatti concreti, ma in eterno conflitto tra loro, trainati dalla violenza delle loro emozioni, come obbligati in un vicolo cieco: si sentono in balia di forze impersonali che li sospingono a ricercare illusoriamente appagamento ai loro desideri. Ci sono visioni premonitrici che attraversano tutta l’opera e le conferiscono un’aura di incombente tragedia: il senso della morte, del dolore, della paura, si sedimentano, permeando il dramma nel suo insieme”.

Il 29 gennaio 1853, dieci giorni dopo il debutto de Il Trovatore, Verdi scrive a Clara Maffei: ”Dicono che quest’opera sia troppo triste e che vi siano troppe morti, ma infine nella vita tutto è morte! Cosa esiste?!”.

“Di tutto questo ci parla Verdi e ci induce a pensare alla pietà, tanto invocata nel Trovatore, come unico sentimento che riunisce gli estremi e seda i conflitti che infiammano l’umanità. In solitudine l’uomo, nel doloroso percorso della vita, anela alla pietà”.

A toccare il cuore del pubblico l’interpretazione di Filarmonica Arturo Toscanini e Coro del Teatro Regio di Parma diretti da Massimo Zanetti che immergono, sotto la magistrale regia di Elisabetta Courir, il Conte di Luna, Leonora, Azucena e Manrico, rispettivamente interpretati da George Petean, Dinara Alieva, Enkelejda Shkosa e Murat Karahan, là dove la notte tace, dove arde la pira.

Lo spettacolo è andato in scena dal 21 al  30 Ottobre presso il Teatro Regio di Parma.

Dramma lirico in quattro parti su libretto di Salvadore Cammarano tratto dal dramma El Trovador di Antonio Garcìa Gutiérrez | Musica GIUSEPPE VERDI | Personaggi – Interpreti Il Conte di Luna – GEORGE PETEAN, Leonora – DINARA ALIEVA, Azucena – ENKLEIDA SHKOZA, Manrico – MURAT KARAHAN, Ferrando – CARLO CIGNI, Ines – CARLOTTA VICHI, Ruiz – CRISTIANO OLIVIERI, Un vecchio zingaro – ENRICO GAUDINO, Un messo – ENRICO PAOLILLO | Maestro concertatore e direttore MASSIMO ZANETTI | Regia ELISABETTA COURIR | Scene MARCO ROSSI | Costumi MARTA DEL FABBRO | Luci GIUSEPPE RUGGIERO | Movimenti coreografici MICHELE MEROLA | Maestro del coro MARTINO FAGGIANI | FILARMONICA ARTURO TOSCANINI | CORO DEL TEATRO REGIO DI PARMA | Nuovo allestimento del Teatro Regio di Parma

 

About Alessia Santambrogio

Nasce a Monza nel 1981. Da sempre amante delle immagini e della musica, dopo gli studi liceali classici ed universitari scientifici in campo biotecnologico, si dedica totalmente alla fotografia. Gli esordi sono legati ad esperienze di reportage a Parigi, cui segue un crescente impegno nella realizzazione di servizi dedicati a food, eventi e cerimonie. Lo stile giornalistico rimane la principale caratteristica delle immagini di Alessia, che realizza esposizioni presso le librerie Feltrinelli, pubblicazioni su quotidiani nazionali (Corriere della Sera, Repubblica) e su riviste specializzate (Espresso Food And Wine, Domus). Forte dell’esperienza acquisita e, soprattutto, motivata della grande passione per l’opera lirica ed il balletto, Alessia supera le selezioni all’Accademia Teatro alla Scala di Milano e consegue il diploma in Fotografia di Scena. Raccontare lo spettacolo nel suo insieme senza trascurarne i dettagli, narrare una storia ed il suo contesto descrivendo la pienezza della scena, trasmettere le emozioni dei personaggi ed il disegno armonico che li lega è alla base dell’incessante ricerca dell’equilibrio tra il tutto e le sue parti che caratterizza il suo stile narrativo.
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