Il Racconto d’Inverno

Il Racconto d’Inverno
Commenti disabilitati su Il Racconto d’Inverno, 23/11/2011, by , in Kairós, Teatro, Teatro di Prosa

Il Racconto d’Inverno [di William Shakespeare] – regia, traduzione, scene e costumi: Ferdinando Bruni e Elio De Capitani – con Ferdinando Bruni (Leonte), Cristina Crippa (Paulina/Mopsa), Elena Russo Arman (Ermione/Dorca), Corinna Agustoni (Emilia/la trattora), Luca Toracca (Cleomene/sguattero), Cristian Giammarini (Polissene), Nicola Stravalaci (Camillo/maggiordomo), Federico Vanni (Autolico/carceriere/il Tempo), Enzo Curcurù (Antigono/il cuoco), Alejandro Bruni Ocaña (Florizel/cortigiano/medico), Carolina Cametti (Perdita/Mamillio), Umberto Petranca (Zotico/Archidamo/medico). Luci di Nando Frigerio – Una produzione TEATRIDITHALIA.

I registi, Ferdinando Bruni ed Elio De Capitani ne parlano come di un «Otello senza Iago, dove la gelosia è trattata come un fenomeno puro che, né più né meno dell’innamoramento, può essere repentino e immotivato e non ha bisogno di sobillatori».

Leonte, re di Sicilia, è posseduto da una gelosia cieca e distruttiva, annienta tutto ciò che gli è più caro: la moglie Ermione, i figli Mamilio e Perdìta, senza dimenticare l’amicizia di una vita con Polissene, re di Boemia.

 Sedici anni dopo, il quarto atto inizia in un mondo bucolico, che racconta l’amore clandestino tra Perdìta (sopravvissuta alla furia del padre) e Florizel, figlio di Polissene.

 «Ma in inverno è meglio raccontare storie tristi, io ne so una di elfi e di folletti». È con questa battuta – del giovanissimo principe Mamilio – che si può spiegare il senso di Racconto d’Inverno.

 Questa volta non ci troviamo di fronte alla “solita” tragedia di Shakespeare, ma a una tragicommedia. Ambientata tra mille avventure, tempeste e un intervento del Signore del Tempo, – simbolo di passaggio tra le varie generazioni – questa è una tragicommedia attraversata da mille umori e atmosfere colme di tensione emotiva, che gradualmente portano ad una solare conclusione.

Galleria Fotografica di: Manuela Piludu – Diego Steccanella


 

About Manuela Piludu

nata a Milano il 29 ottobre 1983, fin da piccola si dedica alla danza classica esprimendo precocemente quella che diventerà la sua grande passione: il palcoscenico, il movimento, le luci e il buio. Dopo gli studi pedagogici e linguistici, quasi per caso si avvicina alla fotografia, che diviene in breve tempo pratica espressiva centrale nella sua vita. Questo la porta nel 2010 a frequentare l’Istituto Italiano di fotografia, nel quale ha modo di approfondire la fotografia in studio attraverso l’esperienza di assistentato. L’anno seguente viene ammessa al corso per fotografi di scena dell’accademia Teatro alla Scala. A conclusione di questa esperienza fonda con dieci colleghi del corso Kairòs magazine, rivista online dedicata alla fotografia di spettacolo.
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