Il lago dei cigni, ovvero Il canto | ParmaDanza 2015

Il lago dei cigni, ovvero Il canto | ParmaDanza 2015
Commenti disabilitati su Il lago dei cigni, ovvero Il canto | ParmaDanza 2015, 25/05/2015, by , in Danza, Kairós, Moderno Contemporanea

Il Balletto di Roma, nato nel 1960 dal sodalizio artistico tra Franca Bartolomei e Walter Zappolini, porta in scena per la rassegna ParmaDanza 2015 al Teatro Regio, lo spettacolo Il lago dei cigni ovvero Il canto coreografia e regia a cura di Fabrizio Monteverde.

L’autore accosta un titolo per eccellenza del repertorio del grande balletto classico, Il lago dei cigni, ad un atto unico scritto nel 1887 da Anton Čechov ed intitolato Il canto del cigno. In esso un attore, ormai vecchio e malato, “con l’anima fredda e buia come una cantina”, ripercorre con fare patetico i ruoli interpretati nella sua lunga carriera, rimpiangendo la vita sfuggitagli di mano mentre portava avanti il suo lavoro in teatro.

Come racconta Monteverde nelle note di regia, con una dichiarata derivazione intellettuale dal grande commediografo russo, la sua creazione mette in scena un gruppo di anziani danzatori intenti a provare un allestimento de Il Lago dei cigni, che diventa un inevitabile percorso di memorie d’arte e di vita, nel tentativo (vano?…), o meglio nell’illusione, di vincere la battaglia contro gli anni attraverso la sola cosa che possono e sanno ancora fare: danzare.

I ballerini che vediamo in scena sono vecchi e vecchie, resi canuti e rugosi dal sapiente uso di maschere e trucchi, in mezzo ad un mondo di consunti abiti che si ammonticchiano e dentro ai quali, gli ormai anziani artisti si tuffano e si nascondono.

Il lago dei cigni ben si presta ad essere un ottimo punto di partenza per una riflessione sul sottile, ambiguo rapporto che lega arte e vita. Che sia l’arte ad influenzare la vita o piuttosto non sia la vita ad imitare l’arte?

Čajkovskij guida la tradizionale narrazione di questo Lago, ma anche, nel crepuscolo delle sue malinconie, i dolori fisici ed emotivi di una Odette giunta al tramonto costretta dalla spietata legge del teatro a specchiarsi nella più fresca e giovane Odile.

Come prosegue Monteverde, questo spettacolo è un crudele e grottesco gioco al massacro in cui si uniscono teatro e danza, dove si indaga quella zona neutra in cui l’interprete si fa personaggio, lasciandosi alle spalle prosaicità e piccolezze della vita quotidiana per ritrovarle, come un automatismo, ogni sera, subito dopo il calare del sipario. In una costante, ininterrotta ricerca che non conosce traguardo, metafora, per l’appunto, dell’arte stessa.

L’espressiva coreografia messa in scena da Fabrizio Monteverde ha saputo mettere in luce le ineccepibili qualità tecniche dei virtuosi e perfetti danzatori del Balletto di Roma che hanno incantato il pubblico del Teatro Regio di Parma.

Lo spettacolo è andato in scena martedì 5 maggio 2015 presso il Teatro Regio di Parma.
Liberamente ispirato al balletto Il lago dei cigni e all’atto unico di Anton Cechov Il Canto del Cigno | Coreografia e regia: Fabrizio Monteverde | 
Musiche: Pëtr Il’Ic Cajkovskij | Costumi: Santi Rinciari | Light designer: Emanuele De Maria | Allestimento scenico: Fabrizio Monteverde | La Compagnia: Placido Amante, Marcos Becerra, Michele Cascarano, Roberta De Simone, Mirko De Campi, Monika Lepisto, Anna Manes, Tayma Niane Baldò, Luca Pannacci, Azzurra Schena, Raffaele Scicchitano, Sophie Tonello, Claudia Vecchi, Stefano Zumpano | Assistente alle coreografie: Sarah Taylor | Maître de ballet: Piero Rocchetti | Costumi realizzati da: Opificio della Moda e del Costume | 
Realizzazione maschere: Crea Fx effetti speciali

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About Alessia Santambrogio

Nasce a Monza nel 1981. Da sempre amante delle immagini e della musica, dopo gli studi liceali classici ed universitari scientifici in campo biotecnologico, si dedica totalmente alla fotografia. Gli esordi sono legati ad esperienze di reportage a Parigi, cui segue un crescente impegno nella realizzazione di servizi dedicati a food, eventi e cerimonie. Lo stile giornalistico rimane la principale caratteristica delle immagini di Alessia, che realizza esposizioni presso le librerie Feltrinelli, pubblicazioni su quotidiani nazionali (Corriere della Sera, Repubblica) e su riviste specializzate (Espresso Food And Wine, Domus). Forte dell’esperienza acquisita e, soprattutto, motivata della grande passione per l’opera lirica ed il balletto, Alessia supera le selezioni all’Accademia Teatro alla Scala di Milano e consegue il diploma in Fotografia di Scena. Raccontare lo spettacolo nel suo insieme senza trascurarne i dettagli, narrare una storia ed il suo contesto descrivendo la pienezza della scena, trasmettere le emozioni dei personaggi ed il disegno armonico che li lega è alla base dell’incessante ricerca dell’equilibrio tra il tutto e le sue parti che caratterizza il suo stile narrativo.
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