I Miserabili

I Miserabili

Lo spettacolo nasce dall’adattamento che Luca Doninelli fa de I Miserabili di Victor Hugo, riassumendo in una messa in scena della durata di due ore e quaranta uno dei più grandi pilastri della letteratura di tutti i tempi. Nonostante la ovvia necessità di riassunto, la capacità di Doninelli e del regista Franco Però, è stata quella di riuscire ad individuare i punti chiave della storia e raccontarli con un forte impatto emotivo. Le personalità dei vari personaggi vengono descritte egregiamente, facendo sì che lo spettatore riesca a conoscerli man mano che le vicende si susseguono. Protagonista indiscusso rimane comunque Franco Branciaroli nei panni di Jean Valjean, filo conduttore di tutto lo spettacolo.

Ricopre un ruolo fondamentale anche la scenografia minimalista e monocroma di Domenico Franchi che, insieme alle luci cupe di Cesare Agoni, ricreano un ambiente scuro in simbiosi con la trama della storia, creando anche un parallelismo con gli animi inquieti dei protagonisti. La scena è composta da tre grandi pannelli commutabili che, spostati dagli stessi attori tra una scena e l’altra, vanno a ricreare nuove ambientazioni e geometrie sul palcoscenico.

I costumi, nati dalla mano raffinata di Andrea Viotti, rievocano quelli dell’epoca ottocentesca in cui è ambientato il romanzo.

I Miserabili pur essendo un romanzo pubblicato nel 1862 e che racconta vicende avvenute tra il 1815 e il 1832, per i temi trattati, rimane attuale ancora oggi. I miserabili sono i reietti della società, i dimenticati, i vagabondi, i criminali che peccano per volontà o per necessità, le donne abbandonate e disprezzate. Nello spettacolo come nel romanzo si indaga la psicologia di questi personaggi, mostrandone i lati più oscuri ma anche quelli più umani.

Lo stesso Jean Valjean è l’esempio di un “miserabile” riuscito a redimersi, a cambiare vita e ad allontanarsi da quel mondo fatto di degrado ed esclusione, da ladro diventa oblatore. Egli più volte nel corso della storia compie atti di carità, aiutando Fantine e prendendosi cura della figlia Cosette, salvando la vita a Marius e risparmiando quella di Javert. La bravura di Francesco Migliaccio, nell’interpretazione di Javert, trasmette al pubblico tutta la tragicità di questo personaggio il quale è difensore e invocatore della legge ma allo stesso tempo schiavo di essa.

Notevole è anche l’interpretazione di Valentina Violo nei panni di Eponine, personaggio passionale che cerca in tutti i modi di conquistare Marius con la sua sensualità.

Tema centrale è anche quello dell’amore che si manifesta con l’impulsivo gesto di Eponine la quale, spinta da un amore seppur non corrisposto verso il giovane, decide di sacrificare la propria vita salvando Marius da un proiettile durante la rivolta.

Lo spettacolo, suddiviso in due atti, si conclude con il coronamento dell’amore tra Marius e Cosette, e la morte di Jean Valjean.

Lo spettacolo è andato in scena dal 22 al 24 marzo al Teatro Fraschini di Pavia.

Una produzione di Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia, CTB Centro Teatrale Bresciano, Teatro De Gli Incamminati | adattamento teatrale Luca Doninelli | Teatro Fraschini | regia Franco Però | Personaggi – interpreti Franco Branciaroli, Alessandro Albertin, Silvia Altrui, Filippo Borghi, Romina Colbasso, Emanuele Fortunati, Ester Galazzi, Andrea Germani, Riccardo Maranzana, Francesco Migliaccio, Jacopo Morra, Maria Grazia Plos, Valentina Violo | scene Domenico Franchi | costumi Andrea Viotti | luci Cesare Agoni | musiche Antonio Di Pofi

 

La foto di copertina è di Anna La Naia.

 

About Anna La Naia

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