Homicide House

Homicide House
Commenti disabilitati su Homicide House, 23/11/2015, by , in Kairós, Teatro, Teatro di Prosa

Homicide House è uno spettacolo dalle sfumature noir e dai risvolti imprevedibili. La vicenda a cui si assiste è di quotidiana normalità, per così dire, una situazione che capita spesso al giorno d’oggi.

«Stavo guardando il telegiornale» racconta l’autore Emanuele Aldrovandi, «quando sono state date due terribili notizie: un imprenditore si era suicidato perché schiacciato dal peso della crisi, mentre un uomo, in preda a un raptus, era sceso in strada e aveva ammazzato alcuni. E se le due esigenze si fossero incontrate?, ricordo di essermi chiesto. Homicide House è nato in quel momento».

Tra i protagonisti quindi, un Uomo (Marco Maccieri, anche regista) indebitato fino al collo, senza lavoro e sposato con una Donna (Cecilia Di Donato) moglie ignara, costretto e sottoposto ai ricatti del suo cinico usuraio (Luca Cattani). Ogni personaggio rappresenta un archetipo, perciò la scelta, voluta, di non identificarli con nomi individualizzanti.

La vita di coppia procede tra menzogne e sotterfugi per rimediare a impegni e parole date, non mantenute. Non riuscendo a venire fuori da questa situazione e in apprensione per l’incolumità della sua famiglia, l’Uomo accetta di entrare nella Homicide House, la casa degli omicidi.

Un luogo in cui si incontrano le esigenze di chi paga per uccidere qualcuno e chi si fa uccidere ricevendo dei soldi da lasciare ai propri familiari. Un gioco perverso e psicologico in cui si intrecciano i temi fondamentali della vita, morte e amore. In questa casa l’Uomo incontrerà Tacchi a spillo (Elena Arvigo), una donna sadica che lo porterà a mettere in discussione i valori solidi su cui si erano basati la sua vita e il rapporto con la moglie, rendendolo soprattutto più sincero con se stesso.

L’interpretazione degli attori arriva in tutte le sfaccettature drammatiche: dalla paura per la propria vita dell’Uomo, alla solitudine che porta al violento cinismo di Tacchi a spillo; dalla rabbia al sollievo della Donna che, anche se tradita, nonostante tutto non perde l’uomo che ama.

Gli equilibri vacillano, diventano precari come mostra la spoglia scenografia ideata da Antonio Panzuto costituita da una sedia ed un tavolo, che, mossi, assumono posizioni irrazionali e nuove, in un spazio bianco, asettico in cui le luci accompagnano gli umori e le azioni dei protagonisti. Un ambiente onirico, quasi da fiaba, in cui lo spettatore ha la consapevolezza ironica quanto amara di poter essere nella realtà tanto vittima quanto carnefice.

Per maggiori informazioni: Teatro Filodrammatici 

Lo spettacolo è andato in scena dal 17 al 22 novembre 2015 presso il Teatro Filodrammatici di Milano.

[di EMANUELE ALDROVANDI | con LUCA CATTANI, CECILIA DI DONATO, MARCO MACCIERI, VALERIA PERDONÒ | regia MARCO MACCIERI | aiuto regia PABLO SOLARI | luci FABIO BOZZETTA | scene ANTONIO PANZUTO | costumi FRANCESCA DELL’ORTO | produzione BAM TEATRO/MaMiMò]

About Rosalba Amorelli

Rosalba Amorelli, siciliana di origine nasce nel 1977. Dopo aver conseguito una laurea in scenografia, collabora con alcune associazioni teatrali allestendo diversi spettacoli. Comincia a fotografare da autodidatta, seguendo alcuni festival, spettacoli, rassegne musicali e partecipando anche ad alcune mostre. L'amore per il teatro la porta a frequentare il corso di alta formazione professionale per fotografi di scena presso l’Accademia del Teatro alla Scala da febbraio a giugno, che le permette di fotografare molti spettacoli in diversi teatri a Milano, e di cimentarsi anche in altri campi tra cui la fotografia di studio e il ritratto.
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