Gianni Schicchi

Gianni Schicchi
Commenti disabilitati su Gianni Schicchi, 10/02/2014, by , in Opera, Teatro Musicale

allestimenti-gianni-schicchi_2014@alessia-santambrogio_parma-8146Entrare al Teatro Regio di Parma ha sempre un’allure speciale, si assaporano anni di storia, di canto, di melodramma, ma anche di apertura alle novità ed al contemporaneo. Quest’anno il Regio ha voluto stupire e ha inaugurato la sua stagione lirica con un dittico molto particolare, addirittura inconsueto, ma davvero spettacolare: Pagliacci e Gianni Schicchi, la prima un’opera di Ruggero Leoncavallo e la seconda un’opera comica di Giacomo Puccini.Vengono trattati i temi dell’amore, della gelosia folle che porta alla morte, della morte stessa, di un’eredità voluta ma non lasciata. ll regista Federico Grazzini ha saputo, con grande maestria, accostare e far dialogare due storie molto diverse fra loro, ma che sotto molti aspetti presentano un filo conduttore in perfetta continuità. La direzione musicale è stata affidata a Ivan Ciampa, che con piglio sopraffino conduce l’Orchestra Regionale dell’Emilia Romagna lungo una partitura in cui divertissement e momenti tragici si alternano con grandi colpi di scena.

allestimenti-gianni-schicchi_2014@alessia-santambrogio_parma-8137La scelta dell’ambientazione e dei costumi è quella che va dal primo Dopoguerra agli anni Sessanta, proposta davvero vincente per creare una continuità tra i due titoli e rendere ancora più contemporanee  queste opere agli occhi del pubblico in sala.I temi drammatici in Gianni Schicchi vengono affrontati con grande arguzia, ironia. I toni comici dominano un’unica scena, un cubicolo allungato, quasi “soffocante”, reso più cupo da luci fioche che caratterizzano l’ambiente, ma, nel quale, le movenze perfette dei protagonisti, che si muovono all’unisono, mostrando grandi capacità vocali, ma anche recitative, illuminano la scena e coinvolgono il pubblico all’insegna della Commedia Italiana, con uno humor direi esilarante.  La scelta del cast è davvero azzeccata, sia a livello vocale sia a livello fisionomico. Davvero interessante e coinvolgente è stata la scelta del Regio di far visitare in anteprima alla stampa, direi poter sbirciare con privilegio, il dietro le quinte dell’allestimento di questo dittico con una guida d’eccezione, il Direttore degli allestimenti Paolo Giacchero. Poter vedere e toccare con mano l’incessante lavoro e la passione di tutte le persone che lavorano per rendere eccezionale e degno di nota uno spettacolo, ha reso ancora più appassionante e motivante il mio lavoro di reportage fotografico su questo dittico.

allestimenti-gianni-schicchi_2014@alessia-santambrogio_parma-7Il nostro giro inizia nelle sartorie del Regio. Paolo Giacchero e Paola Tosi, la responsabile di sartoria, ci conducono in un viaggio tra costumi, cappelli, modellini, stoffe e spilli in cui si assapora un’aria tutta anni Sessanta. Ci viene raccontato e mostrato l’intero processo di realizzazione dei costumi a partire dall’ideazione dei bozzetti, alla creazione dei modelli su carta, alla scelta delle stoffe, fino alla realizzazione del costume vero e proprio. Ci viene illustrato come per i costumi più elaborati ci voglia anche un mese di lavoro e non finisce qui, i vestiti creati vengono anche sottoposti ad un processo di invecchiamento per renderli ancora più veritieri ed adatti alla vicenda.  Nel team degli esperti sarti, c’è addirittura una modista, che si occupa della realizzazione dei cappelli. Ogni cosa è curata nei minimi particolari con grande perizia. Effettivamente nei laboratori del Regio ci si occupa di costruire proprio tutto, “eccetto le scarpe”, ci illustra Paolo Giacchero, e questo è un patrimonio artistico, tecnico, ma, soprattutto, umano, davvero irrinunciabile.

Concludo così, dandovi appuntamento  alla seconda parte di questo dittico e di questo giro dietro le quinte di Pagliacci e Gianni Schicchi,  lasciandovi  immaginare le splendide voci di questi artisti. Preparatevi…i Pagliacci stanno arrivando in treno sulle pagine di Kairós Magazine!

Lo spettacolo è andato in scena dal 12 al 26 Gennaio 2014 al Teatro Regio di Parma | Articolo e fotografie a cura di Alessia Santambrogio

Opera in un atto su libretto di Giovacchino Forzano | Musica di Giacomo Puccini | Personaggi ed Interpreti: Gianni Schicchi-Elia Fabbian, Lauretta-Ekaterina Sadovnikova, Zita-Silvia Beltrami, Rinuccio-Davide Giusti, Gherardo-Matteo Mezzaro, Nella-Eleonora Contucci, Gherardino-Luca Faroldi, Betto di Signa-Gianluca Margheri, Simone-Matteo Ferrara, Marco-Marcello Rosiello, La Ciesca-Romina Boscolo, Maestro Spinelloccio-Stefano Rinaldi Miliani, Ser Amantio di Nicolao-Stefano Rinaldi Miliani, Pinellino-Matteo Mazzoli, Guccio-Romano Dal Zovo | Maestro concertatore e Direttore: Francesco Ivan Ciampa | Regia: Federico Grazzini | Scene: Andrea Belli | Costumi: Valeria Donata Bettella | Luci: Pasquale Mari | Maestro del coro: Martino Faggiani | Maestro del coro di voci bianche: Gabriella Corsaro | Direttore allestimenti: Paolo Giacchero | Responsabile sartoria: Paola Tosi | Orchestra Regionale dell'Emilia Romagna | Coro del Teatro Regio di Parma | Coro di Voci Bianche e Giovanili ARS Canto Giuseppe Verdi | Nuovo allestimento del Teatro Regio di Parma

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About Alessia Santambrogio

Nasce a Monza nel 1981. Da sempre amante delle immagini e della musica, dopo gli studi liceali classici ed universitari scientifici in campo biotecnologico, si dedica totalmente alla fotografia. Gli esordi sono legati ad esperienze di reportage a Parigi, cui segue un crescente impegno nella realizzazione di servizi dedicati a food, eventi e cerimonie. Lo stile giornalistico rimane la principale caratteristica delle immagini di Alessia, che realizza esposizioni presso le librerie Feltrinelli, pubblicazioni su quotidiani nazionali (Corriere della Sera, Repubblica) e su riviste specializzate (Espresso Food And Wine, Domus). Forte dell’esperienza acquisita e, soprattutto, motivata della grande passione per l’opera lirica ed il balletto, Alessia supera le selezioni all’Accademia Teatro alla Scala di Milano e consegue il diploma in Fotografia di Scena. Raccontare lo spettacolo nel suo insieme senza trascurarne i dettagli, narrare una storia ed il suo contesto descrivendo la pienezza della scena, trasmettere le emozioni dei personaggi ed il disegno armonico che li lega è alla base dell’incessante ricerca dell’equilibrio tra il tutto e le sue parti che caratterizza il suo stile narrativo.
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