Francesco Tarantino | L’arte prima del suono

Francesco Tarantino | L’arte prima del suono
Commenti disabilitati su Francesco Tarantino | L’arte prima del suono, 30/11/2015, by , in Kairós, Musica

Quello del liutaio è un mestiere antico e complesso. Violino, Viola, Violoncello sono strumenti costruiti con estrema precisione la cui lavorazione implica grande tenacia e senso estetico.  Francesco Tarantino è detentore di questa sapienza e con grande generosità mi svela, nel suo studio di Milano, i segreti del suo lavoro.

Entrando, noto subito una grande quantità di oggetti sparsi sulle superfici di lavoro e disposti in apparente disordine su scaffali e supporti a muro. Sui ripiani sono allineati barattoli e contenitori di diverse forme e misure con all’interno liquidi e polveri coloranti fra cui la curcuma che verrà incorporata nella vernice per conferire sfumature di giallo.

Successivamente Francesco mi mostra il suo studio ed alcuni attrezzi di cui si serve per lavorare. Lavora al buio con l’ausilio di due faretti: la luce scivola sulle curve del legno guidando i gesti esperti che modellano pazientemente lo strumento fino a raggiungere un perfetto equilibrio di proporzioni e simmetrie.  Durante gli scatti colgo il silenzio della sonata in sottofondo e la precisione millimetrica con la quale i gesti vengono ripetuti infinite volte costruendo precisi equilibri necessari a produrre una voce armoniosa.

Mentre lavora, Francesco mi parla del suo rapporto con la musica che è parte della sua vita in modi differenti. La sua seconda attività, infatti, è il canto a cappella; Clam Chowder e Chanson d’Aube sono i due cori da camera con cui si esibisce in eventi e concorsi nazionali e internazionali.

Francesco è custode di una funzione sempre più minacciata dalla produzione su larga scala priva di controlli qualitativi. Pazienza, dedizione minuta, originalità di soluzioni sono merce rara e difficile da fare apprezzare in un mondo frettoloso e distratto  da innumerevoli sollecitazioni di impiego e svago  tecnologico. Il gesto artigianale si perde in questo magma.

Il personaggio di Francesco Tarantino mi ha davvero affascinata. Il valore del suo lavoro arricchito  da un’esistenza dedicata all’indagine del linguaggio musicale mi spinge a definire la sua figura: un artista a tutti gli effetti.

About Giulia Vigo

Nasce a Milano. Curiosa e sensibile agli stimoli dell’arte in ogni sua forma, intraprende gli studi artistici che l’avvicinano ancor più alle arti in ogni senso e dal 2000 collabora con il Teatro  Stabile città di Corsico come scenografa. Il desiderio di fermare il tempo e immortalare le emozioni che produce il teatro la fanno avvicinare sempre più alla fotografia che mette in pratica ogni volta che può anche durante gli studi universitari in  Design della comunicazione presso il Politecnico di Milano. Nel 2012 è ammessa al corso per fotografi di scena all’Accademia Teatro alla Scala in collaborazione con Canon e Laboratorio Indaco – Politecnico MI a seguito del quale partecipa al progetto Digit-Ars, corso video per fotografi sempre presso l’Accademia. La formazione scaligera le consentirà di partecipare ad alcune esposizioni collettive tra cui: la mostra di fotografie di scena all’interno del III FESTIVAL FOTOGRAFICO ITALIANO presso la villa Montevecchio a Samarate (ottobre - novembre 2012) e la mostra fotografica con videoinstallazioni sui mestieri dello spettacolo presso la “Scatola magica” al Piccolo Teatro Strehler di Milano (dicembre 2012). A gennaio 2013 viene selezionata come stagista dai fotografi del Teatro alla Scala che affiancherà fino a luglio lavorando sia in teatro che nell’archivio storico della fondazione. Dal 2006 lavora come fotografa free lance, realizza servizi fotografici per compagnie teatrali, aziende, scuole d’arte e spettacolo, agenzie ed eventi.
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