Festival Beat – Vol XXI

Festival Beat – Vol XXI
Commenti disabilitati su Festival Beat – Vol XXI, 14/07/2013, by , in Kairós, Musica, Musica Rock

Per chi ancora non lo sapesse, in provincia di Parma, da qualche anno a questa parte, si tiene un Festival che, nel suo genere è il più seguito d’Europa. È tutto vero! Infatti all’interno del Festival Beat c’è un mondo che parte dalla musica degli anni sessanta e ruota attorno a tutto quello che ne è la cultura: un disco, un vestito o un modo di muoversi a tempo di musica. Se non siete mai stati a nessuna delle edizioni del Festival, il termine “Beat” potrebbe mandarvi fuori strada (non per colpa vostra sia chiaro). Non siamo precisamente “sulla strada” ma è certo che qualunque “Vagabondo del Dharma” ne avrebbe apprezzato il carattere anticonformista. Tralasciando le definizioni, sappiate che quella appena passata è stata la ventunesima edizione, settima a Salsomaggiore Terme, cittadina adottiva di questa carovana magica nata in terra piacentina (a Castel San Giovanni nel lontanissimo 1993), alla periferia della periferia, là dove l’underground ha potuto crescere e svilupparsi per quasi quindici anni secondo dinamiche totalmente oscure ai più. 

Il cuore pulsante del Festival è musicale, ed in tutta Salsomaggiore si sono svolti concerti dal mercoledì alla domenica. Come sempre c’è un equilibrio tra la musica di ieri e quella di oggi: per quanto riguarda le due serate principali la prima menzione va ad Arthur Brown, precursore dell’attitudine provocatoria nel rock’n’roll classe 1942, protagonista della serata di venerdì. Si è presentato con maschera e tunica nera lasciando tutti assolutamente stupiti; artefice di un concerto-spettacolo molto teatrale tra rock psichedelico e rhythm’n’blues che è piaciuto moltissimo ai cultori della musica suonata ed ascoltata, mentre i più “rockettari” si sono dovuti accontentare dei “Los Infierno” dal Messico. Sempre nella giornata di venerdì, si è fatta notare la performance tutta da ammirare di “The Mentalettes”, trio vocale doo-wop proveniente da Berlino. Tre belle ragazze e un concept altrettanto azzeccato. Letteralmente in mezzo a tutto questo una blues band di due elementi che si è rivelata perfetta nel contesto Beat: i romani “The Cyborgs”. Sperimentali e classicisti in parti uguali, bravissimi a rendere servizio di intrattenimento durante i cambi palco.

Nella giornata di sabato grande attesa per i due concerti più importanti: “The Jim Jones Revue” e ciò che si può definire come “Fuzztones & friends”. Jim Jones che, di sixties in senso stretto, ha forse solo gli stivaletti di pelle ha aperto le orecchie a tutto il pubblico. Un rock’n’roll così vicino alle sue radici e, nonostante ciò, sempre nuovo, non si sentiva da tempo. Non casualmente, nella loro Inghilterra, sono la “next big thing”. Suonano tanto, tantissimo… ma non fai in tempo a dire che al Festival Beat non c’è solo ortodossia, che arrivano i “Fuzztones”: la band revival garage degli anni ottanta per eccellenza. Primo set classico con un Rudi Protrudi unica chitarra, che viene successivamente raggiunto da un altro mito suo contemporaneo: Leighton Koizumi (“The Morlocks” – Gravedigger V) sul palco a sorpresa. Attacca “All Black and Hairy”, ed è delirio.

Quando tutti se ne sarebbero potuti andare a ballare soddisfatti, è ora dell’ultimo set. A dire il vero è proprio questo l’evento che in molti aspettavano: James Lowe degli “Electric Prunes” accompagnato dai “Fuzztones” in formazione allargata. Un signore di sessant’anni suonati che potrebbe tranquillamente passare per un turista venuto a Salsomaggiore a fare le sue cure termali che sale sul palco e tira fuori una voce mai sopita. Un timbro splendido, molto sixties, sempre intenso che ricorda a tutti quanti cos’è che rende i classici di quegli anni particolarmente immortali, anche dopo quarant’anni di ottima musica. Ancora una volta l’atmosfera che si respira è quella giusta.

Uno dei peggiori difetti della vita riguarda la dimensione-tempo, ed in questo mondo Beat il tempo sembra essere un dettaglio. E non è poco. Dopo ventuno edizioni il risultato è stato ancora una volta un Festival interessantissimo, musicalmente e umanamente. Nonostante il tempo atmosferico, nonostante la crisi o qualsiasi altra catastrofe immaginabile, il festival funziona bene, perché c’è sempre qualcosa in più dietro agli occhiali fumè: il Festival Beat ha un pubblico autentico, un popolo ed uno spirito positivo che esplode ogni anno. Un festival italiano che è letteralmente fatto da chi vi partecipa, anzi da chi ne invade gli spazi con la propria carica di stile e voglia di vivere. E i presenti sono ogni anno qualche migliaia. Il Festival Beat è tanto facile da godere quanto difficile da spiegare, va provato. Una festa facile, facile per chiunque, universalmente divertente. A Salsomaggiore durante la settimana di eventi del Festival Beat bisogna fare un giro, almeno una volta e comprenderne la fenomenologia.

Testo a cura di: Giovanni “Zanna” Zanardi
Immagini a cura di: Alessandra Di Gregorio, Lidia Crisafulli e Dalila Setola

About Alessandra Di Gregorio

Alessandra Di Gregorio, nata tra la pittura e la musica.Diplomata al liceo socio-psico-pedagogico, ha studiato flauto traverso per sei anni conseguendo la licenza di solfeggio. Laureata in Arti visive con indirizzo Pittura presso l'Accademia di Belle Arti Brera, Milano, ha poi frequentato nel Febbraio 2011 un corso di fotografia di Scena in Accademia Teatro alla Scala. Fotografa di musica ha realizzato dal 2009 ad oggi diverse copertine dischi, vantando numerose collaborazioni con riviste quali: King's Road, Noise Channel, Shiver Webzine
, LostHighways, Luodvision, Outune, Lifegate radio. Le sue foto sono state pubblicate su Sound e Vision, Shiver Webzine, LostHighways, Gufetto.it, King's Road, Lifegate, LoudVision,Matchless Magazine, Outune.net, sito, Myspace e Facebook ufficiale della band Afterhours Dal 9 al 26 Settembre 2008 un suo dipinto è stato esposto in una mostra collettiva nella galleria d’arte “Studio Arte Fuori Centro” a Roma Dal 28 Ottobre al 16 Novembre 2010 le sue foto sono state esposte nel locale Kitch Bar in Corso Sempione, Milano per una mostra personale Il 13 e 14 Novembre 2010 alcune sue foto sono state esposte sul ponte di Porta Genova (Milano) per il “Nana’s Fotoshow” Il 10 Maggio 2011 ho partecipato ad un’esposizione collettiva con una sua fotografia al teatro dei Filodrammatici di Milano Il 19 Maggio 2011 è stata tra i fotografi ufficiali del concerto di fine anno al Teatro alla Scala, le sue foto sono state inserite sul sito del teatro e pubblicate sul corriere della sera. Dal 2012 è una delle fondatrici della rivista di spettacolo, teatro e musica Kairòs magazine occupandosi della sezione concerti.
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