Falstaff

Falstaff
Commenti disabilitati su Falstaff, 23/11/2011, by , in Kairós, Opera, Teatro Musicale

Personaggi e interpreti: SIR JOHN FALSTAFF: Ambrogio Maestri, FORD: Luca Salsi, FENTON: Antonio Gandia, DOTT. CAJUS: Luca Casalin, BARDOLFO: Patrizio Saudelli, PISTOLA: Mattia Denti, MRS. ALICE FORD: Svetla Vassileva, NANNETTA: Barbara Bargnesi, MRS. QUICKLY: Romina Tomasoni, MRS. MEG PAGE: Danilea Pini

MAESTRO CONCERTATORE E DIRETTORE: Andrea Battiston – REGIA: Stephen Medcalf – SCENE E COSTUMI: Jamie Vartan – LUCI: Simon Corder – MAESTRO DEL CORO: Martino Faggiani – Orchestra e coro del Teatro Regio di Parma

Falstaff è l’ultima opera di Verdi, ed è anche l’unica opera buffa scritta dal Maestro.

Una coincidenza curiosa, che non avviene per caso, ci stupisce per tutta la durata dell’opera e si riflette sia nel testo sia nella partitura musicale. Il libretto si rifà, infatti, a Le allegre comari di Windsor di Shakespeare e della leggerezza seicentesca del grande drammaturgo Verdi sembra avere preso molto: Falstaff si chiude su una fuga in do, la tonalità più “pulita” di tutte e si spoglia degli orpelli romantici del melodramma per guadagnare uno sguardo lucido e disincantato della realtà, che pure non perde né ci fa perdere il sorriso.

Non manca nemmeno di autoironia, questa commedia musicale: là dove tutto può divenire “burla”, anche quelle stesse passioni umane che il maestro ha evocato in tutte e sue opere si relativizzano e perdono di gravità di fronte alla saggezza della vecchiaia.

 Ma Sir Falstaff non è solo una figura comica: è un filosofo consapevole delle doppiezze della vita e dell’onore, consapevole che il dubbio è l’unica certezza data e che, per tutta risposta, non si può che affidarsi all’ironia e alla follia, uniche prerogative universali. Eccolo allora, reduce dalla vendetta delle amanti che ha ingannato, a cercare consolazione nel vino, nel buon vino che “sperde le tetre fole dello sconforto, accende l’occhio e il pensier dal labbro sale al cervel e quindi risveglia il picciol fabbro dei trilli, un negro trillo che vibra dentro l’uom brillo, trilla ogni fibra in cor, l’allegro etere al trillo guizza e il giocondo globo squilibra d’una demenza trillante… e il trillo invade il mondo!”.

 L’ultima opera del Maestro, dunque, ci regala il mirabile intreccio di tragicità e comicità propri della vita reale e ce li regala con la leggerezza e la lucidità che solo i grandi saggi, o gli sguardi dei bambini, sanno avere. È un disegno a matita, questo Falstaff, ricchissimo di sfumature e senza la pesantezza di certe tele ad olio intrise di romanticismo.

 Galleria fotografica di: Alessia Santambrogio – Serena Groppelli

Tags:
Verdi

About Alessia Santambrogio

Nasce a Monza nel 1981. Da sempre amante delle immagini e della musica, dopo gli studi liceali classici ed universitari scientifici in campo biotecnologico, si dedica totalmente alla fotografia. Gli esordi sono legati ad esperienze di reportage a Parigi, cui segue un crescente impegno nella realizzazione di servizi dedicati a food, eventi e cerimonie. Lo stile giornalistico rimane la principale caratteristica delle immagini di Alessia, che realizza esposizioni presso le librerie Feltrinelli, pubblicazioni su quotidiani nazionali (Corriere della Sera, Repubblica) e su riviste specializzate (Espresso Food And Wine, Domus). Forte dell’esperienza acquisita e, soprattutto, motivata della grande passione per l’opera lirica ed il balletto, Alessia supera le selezioni all’Accademia Teatro alla Scala di Milano e consegue il diploma in Fotografia di Scena. Raccontare lo spettacolo nel suo insieme senza trascurarne i dettagli, narrare una storia ed il suo contesto descrivendo la pienezza della scena, trasmettere le emozioni dei personaggi ed il disegno armonico che li lega è alla base dell’incessante ricerca dell’equilibrio tra il tutto e le sue parti che caratterizza il suo stile narrativo.
UA-30266169-1 Copy Protected by Chetan's WP-Copyprotect.
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: