Donna di Porto Pim

Donna di Porto Pim
Commenti disabilitati su Donna di Porto Pim, 14/10/2013, by , in Kairós, Ombre, Teatro

[Produzione Teatro Gioco Vita di Piacenza | Prima nazionale | Ballata per attore e ombre dal racconto “Donna di Porto Pim” di Antonio Tabucchi | Progetto di: Tiziano Ferrari e Fabrizio Montecchi | Con Tiziano Ferrari | Regia e scene: Fabrizio Montecchi | Luci: Davide Rigodanza | Oggetti e sagome: Nicoletta Garioni]

E’ nella splendida cornice del Teatro Gioia, piccola meraviglia appena nata, che debutta “Donna di Porto Pim”, un progetto di Tiziano Ferrari e Fabrizio Montecchi che regala al secondo appuntamento del Festival “L’Altra Scena” un’atmosfera silenziosa e incantata.
Un omaggio ad Antonio Tabucchi e alla sua opera più nostalgica, più intima: così la scena diventa un cammino lento tra i ricordi chiaro-scuri di un baleniere divenuto musicista per amore e poi assassino, invece, per tradimento. Un viaggio commovente, che si muove con lo stesso intreccio di stili che ha fatto di questo racconto uno dei più importanti esempi della letteratura del nostro Novecento.
La scenografia è tutta al “servizio” dell’attore, Tiziano Ferrari, che incarna lo scrittore stesso e dialoga con i personaggi sfruttando la magia delle ombre: nessuno dei personaggi di cui si racconta è reale, gli occhi dello spettatore si spostano dalle mani dell’attore alle sue creazioni di acqua e di sabbia, proiettate sulla parete-schermo alle sue spalle. Sagome di legno che diventano creature sensuali, misteriose, capaci di riempire la scena come fossero di carne e di ossa; la realtà però è che l’uomo vivo è uno, uno solo, e tutto il resto è soltanto lo specchio di occasioni perdute e di naufragi dell’anima.
Il risultato è incantevole: le emozioni fanno capriole commosse in una storia che profuma di amore e di morte, di orgoglio e di sconfitta, il tutto reso ancor più intenso da una recitazione che lascia allo spettatore lo spazio per una riflessione profonda e sincera sulla fragilità dell’uomo.
La celebrazione della saudade nel suo significato più alto, quella che bagna le pagine di Tabucchi, qui prende vita in sfumature di luci e di musica, di cantilene malinconiche, di mani sporche di sangue.
Un omaggio che è grande bellezza per tutti i sensi, non c’è che dire.

In scena dal 4 all’8 ottobre 2013 al Teatro Gioia di Piacenza

Articolo a cura di: Stefania Maffei | Fotografie a cura di: Serena Groppelli

About Serena Groppelli

Classe '79, si laurea a Bologna in storia contemporanea. Studia musica per 10 anni presso il Conservatorio “G. Nicolini” di Piacenza. Incontra e si innamora del teatro grazie ai laboratori teatrali della compagnia “Manicomics Teatro” di Piacenza. Fotografa concerti e spettacoli teatrali, alternandoli a ritratti e foto di location e partecipa ad alcune mostre fotografiche come “Lomowall, edizione 2010”, curata da Biffi Arte e recensita su l'Espresso. Da febbraio a giugno 2011 si specializza presso il corso di alta formazione professionale per fotografi di scena presso “Accademia alla Scala di Milano”. www.serenagroppelli.com
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