Diciannove volte Tosca

Diciannove volte Tosca
Commenti disabilitati su Diciannove volte Tosca, 08/07/2013, by , in Kairós, Opera, Teatro Musicale

[Melodramma in tre atti di Giuseppe Giacosa e Luigi Illica | dal dramma omonimo di Victorien Sardou | Prima rappresentazione Roma, Teatro Costanzi, 14 Gennaio 1900 | Musica di Giacomo Puccini | Editore E. F. Kalmus & Co., New York | Personaggi ed Interpreti: Floria Tosca – Alisa Zinovjeva,  Il Barone Scarpia – Alberto Mastromarino, Mario Cavaradossi – Mario Malagnini, Cesare Angelotti – Gabriele Sagona, Il Sagrestano – Paolo Rumez, Spoletta – Nicola Pamio, Sciarrone – Christian Starinieri, Un carceriere – Giuliano Pelizon, Il pastorello – Emma Orsini, Erica Benedetti | Maestro concertatore e Direttore: Donato Renzetti | Regia: Giulio Ciabatti | Scene: Adolf Hohenstein | Realizzate da: Ettore Rondelli | Costumi: Anna Biagiotti | Luci: Claudio Schmid | Maestro del Coro: Paolo Vero | con la partecipazione del Coro di Voci Bianche “I Piccoli Cantori della Città di Trieste” diretti da Cristina Semeraro | Orchestra, Coro della Fondazione Teatro Lirico “Giuseppe Verdi” di Trieste | Allestimento della Fondazione Teatro dell’Opera di Roma]

Trieste ed il Teatro Verdi amano Puccini e gli rendono onore come meglio non si potrebbe: celebrando nuovamente l’amore tra Floria e Mario con questa diciannovesima edizione del capolavoro di Giacomo Puccini, festeggiando lo storico debutto sul palco triestino avvenuto esattamente 110 anni fa.

La Tosca di Victorien Sardou. E’ questo il pezzo teatrale francese pressoché dimenticato che ispira Puccini e che lo porterà, dopo le prime titubanze, a realizzare una delle pietre miliari della lirica mondiale. Un capolavoro completo, in cui il perfezionismo di Puccini non si limita agli aspetti musicali, ma all’intera struttura narrativa. Per questo il compositore toscano intraprende con lo stesso autore della pièce teatrale uno stretto dialogo sulla trama, un confronto che lo porterà a recarsi più volte a Parigi per incontrare il drammaturgo francese.

Non solo l’aspetto romantico, Puccini cura con devozione anche il realismo che garantisce credibilità alla storia e coinvolgimento del pubblico, tanto da visitare quello che rappresenta il “set” principale della scena ovvero Castel Sant’Angelo e da documentarsi minuziosamente riguardo tutte le sfaccettature, incluso l’ambito liturgico come quello del “Te Deum”.

Questa passione, questa dedizione e questa cura si ritrovano al Teatro Verdi. Un allestimento elegante, dal gusto classico e raffinato, quello che Giulio Ciabatti riprende con le scene di Adolf Hohenstein realizzate in passato da Ettore Rondelli. In questa splendida e storica ambientazione, Alisa Zinovjeva, soprano lettone dal timbro elegante e dalla sofisticata e seducente presenza scenica, ha riproposto con esiti più che eccellenti l’interpretazione di Tosca insieme all’ottima interpretazione del Cavalier Cavaradossi da parte di Mario Malagnini, dal timbro chiaro e perfetto in dizione e fraseggio. Una Tosca in cui intrighi, gelosia, amore e devozione si susseguono in un dramma passionale ricco di colpi di scena che raggiunge il suo apice con il meraviglioso e sempre emozionante

“E lucevan le stelle
e olezzava la terra,
stridea l’uscio dell’orto
e un passo sfiorava la rena.
Entrava ella, fragrante,
mi cadea fra le braccia.
Oh! dolci baci, o languide carezze,
mentr’io fremente
le belle forme disciogliea dai veli!
Svanì per sempre il sogno mio d’amore…
l’ora è fuggita,
e muoio disperato!
E non ho amato mai tanto la vita!”

Lo spettacolo è andato in scena al Teatro Verdi di Trieste dal 10 al 21 Maggio 2013.

Articolo e Fotografie a cura di: Alessia Santambrogio

About Alessia Santambrogio

Nasce a Monza nel 1981. Da sempre amante delle immagini e della musica, dopo gli studi liceali classici ed universitari scientifici in campo biotecnologico, si dedica totalmente alla fotografia. Gli esordi sono legati ad esperienze di reportage a Parigi, cui segue un crescente impegno nella realizzazione di servizi dedicati a food, eventi e cerimonie. Lo stile giornalistico rimane la principale caratteristica delle immagini di Alessia, che realizza esposizioni presso le librerie Feltrinelli, pubblicazioni su quotidiani nazionali (Corriere della Sera, Repubblica) e su riviste specializzate (Espresso Food And Wine, Domus). Forte dell’esperienza acquisita e, soprattutto, motivata della grande passione per l’opera lirica ed il balletto, Alessia supera le selezioni all’Accademia Teatro alla Scala di Milano e consegue il diploma in Fotografia di Scena. Raccontare lo spettacolo nel suo insieme senza trascurarne i dettagli, narrare una storia ed il suo contesto descrivendo la pienezza della scena, trasmettere le emozioni dei personaggi ed il disegno armonico che li lega è alla base dell’incessante ricerca dell’equilibrio tra il tutto e le sue parti che caratterizza il suo stile narrativo.
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