Come tu mi vuoi

Come tu mi vuoi
Commenti disabilitati su Come tu mi vuoi, 31/01/2014, by , in Kairós, Teatro, Teatro di Prosa

Sarà a Milano fino al 2 Febbraio, al Teatro San Babila, lo spettacolo Come tu mi vuoi, libero adattamento di Masolino D’Amico dell’omonima commedia pirandelliana, condotto dal giovane regista Francesco Zecca e con un cast composto da Lucrezia Lante Della Rovere, Crescenza Guarnieri, Simone Colombari, Raffaello Lombardi, Arcangelo Iannace, Andrea Gherpelli e Francesca Farcomeni.  

Come tu mi vuoi è un dramma scritto alla fine degli anni venti che prende spunto da un famoso caso di cronaca, accaduto in Italia del 1926, riguardante la riapparizione di un uomo ritenuto disperso in guerra: il caso Bruneri-Canella. La vicenda riguarda un personaggio enigmatico, una donna che l’autore chiama l’Ignota e che nello spettacolo ha per nome Emma. Scritto per l’attrice Marta Abba, principale partner artistica di Pirandello, oggi viene interpretato da Lucrezia Lante Della Rovere.

Il primo atto si svolge a Berlino, dove il drammaturgo soggiornò a lungo (Come tu mi vuoi è l’unica opera di Pirandello ambientata parzialmente fuori dall’Italia). Emma, italiana d’origine, è una femme fatale che conduce una vita mondana, balla e intrattiene i clienti in un locale equivoco, ma in realtà è mantenuta da un vizioso scrittore che la soffoca con le sue ossessioni, il signor Salter. In un ambiente perverso, anche la figlia di Salter, Mop, pare aver intrattenuto un rapporto carnale con Emma.

L’occasione per sfuggire a costui ed alle ambigue attenzioni della giovane, si presenta a Emma quando, uno sconosciuto, un italiano di nome Boffi, riconosce nella donna la moglie del suo amico Bruno, scomparsa dieci anni prima durante la Grande Guerra quando le truppe austro-germaniche invasero il paesino friulano dove la coppia abitava, saccheggiando la loro casa. Rientrata nel paesino d’origine, Emma subisce un cambio d’identità, non volontario, dettato dalle nuove circostanze e condizionato dal punto di vista altrui. Si ritrova perciò a essere ciò che gli altri vogliono, riscoprendosi quello che secondo Boffi era, Cia, l’amata moglie di Bruno. 

Il secondo atto è ambientato in una villa del Friuli. Emma, ora Cia, indossa la nuova identità, ispirandosi ad un quadro di famiglia, unica immagine ritraente la giovane moglie prima della sparizione. Ma ecco che nel finale ricompare Salter con un’ipotetica seconda Cia, malata e disabile, quasi irriconoscibile, che però invoca il nome della zia friulana. L’uomo sostiene che la donna sulla sedia a rotelle sia la vera Cia, ma i parenti non lo vogliono accettare, dandogli così del bugiardo. 

Lo spettatore è colto da un finale ambiguo, dove l’unica verità che emerge è una verità soggettiva e irraggiungibile che non può valere per tutti. Come tu mi vuoi ripropone le tematiche pirandelliane di doppia o mancata identità del Fu Mattia Pascal, secondo cui ogni singola persona indossa una maschera diversa a seconda di chi ha davanti, perché l’essere coincide perfettamente con ciò che gli altri vogliono vedere. 

Lo spettacolo sarà in scena fino al giorno 2 Febbraio 2014 presso il Teatro San Babila a Milano | Articolo e fotografie a cura di: Giulia Iacolutti

[di Luigi Pirandello | libero adattamento di Masolino D’Amico | regia Francesco Zecca | con Lucrezia Lante Della Rovere, Crescenza Guarnieri, Simone Colombari, Raffaello Lombardi, Arcangelo Iannace, Andrea Gherpelli, Francesca Farcomeni]

About Giulia Iacolutti

Nasce a Cattolica nel 1985. Dottoressa in Economia e Gestione delle Arti e delle Attività Culturali, studia fotogiornalismo a New York; a Milano consegue il diploma in fotografia di scena e video design presso l’Accademia del Teatro alla Scala. Collabora con artisti di varie discipline tra cui Virgilio Sieni, Moni Ovadia, Ismael Ivo, Michele Cafaggi, Riccardo Vannuccini, Mivos Quartet e Pino Roveredo. E’ fotografa ufficiale del Piccolo Festival FVG, Bianco e Nero Festival di Udine, Festival dei Saraceni di Pamparato e del Festival Tones on the Stones di Verbania. Dal 2013 lavora come video maker per l’Accademia del Teatro alla Scala e per il gruppo Calzedonia S.p.A. Nel 2011 vince il primo premio come miglior fotografia della 54^ Esposizione d’Arte Internazionale, La Biennale di Venezia; nel 2013 ottiene il premio “Magic Call for artist Video” con il documentario Udine / chi viene / chi va. Negli ultimi anni partecipa, tra personali e collettive, a più di una decina di esposizioni nazionali e internazionali, le più recenti: PhotoVogue a cura di Alessia Glaviano, Photolux Lucca; “Confronti” a cura di Antonio Giusa, Villa Manin di Passariano, Udine; “Territori Attuali” a cura di Alessandro Ruzzier, Rassegna d’arte contemporanea Palinsesti di San Vito al Tagliamento; “Design Photo Remix” a cura di Roberto Mutti, Milano; “Retro/scena” installazione multimediale al Piccolo Teatro Strehler di Milano; “Ti va di guardare?” a cura di Paolo Toffolutti, galleria d’arte contemporanea Casa Cavazzini, Udine; “Indian Faces” presso il Tribeca Cinema e Asia Society di New York. Ideatrice di Camera Mignon, organizza corsi di fotografia per bambini dai 6 ai 10 anni e dagli 11 ai 14 a Milano, Udine e in Provincia di Cuneo.
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