Ankoku-Butoh

Posted on 19/05/2014, by

Una rubrica in cammino per l’Europa dentro al Butoh e alle sue sintesi, a cura di Simona Fossi

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Il butoh è un teatro della revulsione, della convulsione, della contemplazione, della spastica pazzia, dell’amore e del dolore.
(Jean Baudrillard)

Con il termine Butoh, forma contratta di Ankoku-Butoh (Danza delle Tenebre), si definisce uno stile di teatro-danza d’avanguardia, nato in Giappone dopo la Seconda Guerra Mondiale, sviluppatosi negli anni ’60, conosciuto sulla scena internazionale soltanto vent’anni dopo e tuttora in evoluzione.

Di fronte ad una performance Butoh, ci si trova completamente spaesati, poiché esso esula dal concetto di danza, teatro o arte. Per certi versi disturba, è sgradevole fino all’oscenità e alla provocazione.

Corpi tesi e deformati in movimenti lentissimi, gesti minimi, espressioni bizzarre, posizioni goffe. Il danzatore non spiega nulla, non concede nulla: è uno sciamano nella rappresentazione di un rito. È il dramma portato alla dimensione del grottesco. La concezione stessa di spettacolo vacilla. Diversamente dalla danza occidentale, più o meno tradizionale, che è un mezzo per comunicare qualcosa verso l’esterno, nel Butoh la danza si trova all’interno del corpo. È una danza interiore.

Se si ama il teatro, non si può non apprezzare il Butoh, perché, nonostante la diversità di cultura e di intenti, si viene trascinati in un vortice di emozioni. Un tipo di performance che ingloba tradizione orientale ed avanguardia occidentale, spirito e carnalità, luce e tenebra.

Quello che si può fare con la fotografia per raccontare quest’arte, è immergervisi dentro, non limitandosi soltanto a documentare dall’esterno.

L’intento di questa rubrica è proprio questo, attraverso l’introduzione di artisti e performance storici e contemporanei.

About Simona Fossi

Toscana d’origine, ma giramondo per vocazione. Dopo la maturità scientifica si dedica all’arte all’accademia di Firenze, poi si specializza con il corso di laurea in Fotografia alla L.A.B.A. (www.laba.biz) La fotografia, a partire dall’analogico è sempre stata presente nella sua vita e testimone delle sue esperienze, dei suoi viaggi, dei suoi cambiamenti. In questi anni ne sperimenta ogni suo aspetto fino a preferire la fotografia in presa diretta, il reportage. La collaborazione con varie associazioni ludiche la porta a ritrarre eventi di giochi di ruolo e animazione teatrale, nonché rievocazioni storiche, anche se il primo approccio con la fotografia di spettacolo è con il teatro di strada. Per questo nel 2009 frequenta il corso di Fotografia Teatrale presso il Centro per la Fotografia dello Spettacolo (www.occhidiscena.it) a San Miniato. Successivamente realizza reportage per eventi come Mercantia (Certaldo), Lucca Comics (Lucca), Carnevale di Venezia, Carnevale di Viareggio, vari festival musicali e di danza. Parallelamente sviluppa un esperienza di ricerca nel reportage musicale e di animazione clubbing con Tillate e la collaborazione col Circo Nero. Crea l’etichetta “Peek or Treat” (www.peekortreat.com) e partecipa al gruppo “Light Motion” (www.lightmotion.it). Nel 2011 vince il terzo premio al concorso “Fotografando la musica” di Musicastrada (www.musicastrada.it). Nel 2012 vince il premio speciale della giuria al concorso “La Prosa in Posa” di Ensarte (www.ensarte.com) ed il primo premio al concorso “Scene da una fotografia” di DoveComeQuando (http://www.dovecomequando.net). Attualmente, oltre a lavorare in proprio, collabora con l’agenzia di fotogiornalismo Kika Press di Milano e di recente con la web-zine di teatro Kairos Magazine. Realizza reportage di scena, eventi, spettacoli, concerti. Dopo l’esperienza con la danza e con l’animazione, si dedica al teatro di sperimentazione con la Compagnia delle Arti Distratte e TeatroAnnoZero. Cerca da sempre di far convergere ogni sua passione nella fotografia, non limitandosi all’osservazione ma immergendocisi dentro… una sorta di metodo Stanislavskij della fotografia.
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