La Boule de neige

La Boule de neige
Commenti disabilitati su La Boule de neige, 01/05/2014, by , in Danza, Kairós, Moderno Contemporanea

La trama della pièce è estrapolata dal romanzo di Jean Cocteau, “Les enfants terribles” del 1929. L’argomento è la tortuosa adolescenza di un gruppo di ragazzi, il cui mondo è diventato unicamente la “camera“, regno di giochi e di esperienze trasgressive. Cocteau scrisse il suo romanzo in soli diciassette giorni, in un letto d’ospedale, mentre si sottoponeva ad una cura di disintossicazione dalla droga. Dal testo verrà tratto anche il film di Jean-Pierre Melville, sceneggiato insieme allo stesso Cocteau e girato nel 1950.

Quando uscì, il romanzo di Cocteau, scatenò un putiferio. La storia non parlava solo di incesto fra fratello e sorella (mai consumato ‘in scena’, ma reale a tutti gli effetti), ma anche di attrazione omosessuale: Paul infatti subisce il fascino perverso di Dargelos, il compagno che lo ha ferito con la palla di neve ed in seguito si innamora di Agathe la quale, guarda caso, assomiglia in modo stupefacente a Dargelos. “La storia di un fratello e di una sorella: Paul ed Elisabeth, il loro amore, e il loro fatale dissolvimento” – Nota dell’autore all’inizio dello spettacolo –

Nel 1985 Monteverde, creò La boule de neige per i quattro protagonisti innocenti e maledetti di Cocteau: i fratelli Paul ed Elizabeth, uniti da un sospeso legame incestuoso e gli amici Gérard e Agathe, che hanno la funzione di pubblico ed accettano sedotti ed atterriti di seguirli fino al tragico epilogo. L’apatia, il disordine, la malattia, il sonnambulismo, ma anche l’ilarità gratuita, il gioco, la complicità e, soprattutto, la neve e/o “la droga innata”, si collocano nella storia in ordine sparso, in un’atmosfera “viziata” dove tutto può succedere.

La coreografia, non necessariamente astratta, è più vicina al teatro danza, dove gli elementi esterni hanno la loro importanza. Gli spazi diventano “claustrofobici”: il tutto si svolge nella stanza di rue de Montmatre, minacciata da neve vera e metaforica. La ‘boule de beige’ è infatti la ‘palla di neve’ che colpisce al petto il protagonista, ma è anche una ‘boule’ piena di cocaina.

La ricostruzione attuale della coreografia prevede alcuni cambiamenti apportati dal coreografo. Anche se rimane l’atmosfera grigio-notturna che permea tutto lo spettacolo, la “chambre” è restituita alle luci, ed i costumi sono “ringiovaniti”: non più in stile anni ’20, ma cronologicamente più vicini agli anni ’50 del film di Melville. La coreografia, però, rimane pressochè invariata: simile ad un concerto a quattro, innervato di nostalgia e dalla ricerca di emozioni dirette che colpiscano lo spettatore al cuore, come la palla di neve che ferisce Paul.

La rappresentazione è considerata uno dei migliori brani coreografici contemporanei italiani, tanto da essere stato scelto per essere inserito nell’innovativo progetto RIC.CI/Reconstruction Italian Contemporary Choreography Anni ’80/’90 che prevede la ricostruzione di sette coreografie che hanno fatto la storia della danza contemporanea.

Per maggiori informazioni: Danza Toscana

Lo spettacolo è andato in scena il 5 Marzo 2014 al Teatro di Rifredi di Firenze. Le fotografie sono state scattate nel Maggio 2013 al Teatro Cantiere Florida di Firenze, all’interno del Festival Fabbrica Europa.

 

Crediti dello spettacolo “Liberamente tratto da Les Enfants terribles di Jean Cocteau | Regia e coreografia: Fabrizio Monteverde | Musiche: Pierluigi Castellano, Francesco Antinucci, Antonio Sartorio | Costumi: Gianni Serra | Creazione luci: Carlo Cerri | Personaggi e interpreti: Paul – Mirko De Campi / Nicola Simonetti, Elisabeth – Claudia Manto / Debora Di Biagi, Gérard – Luca Cesa / Valerio Di Giovanni, Agathe – Alessandra Berti / Marta Papaccio | Produzione 1985: Spaziozero/Compagnia Baltica | Produzione del riallestimento 2013-2014: Junior Balletto di Toscana | Co-produzione: Fondazione del Teatro Grande di Brescia, Fondazione Fabbrica Europa, Fondazione Milano Teatro Scuola Paolo Grassi, Fondazione Ravenna Manifestazioni, Fondazione Teatro Comunale di Ferrara / Torinodanza | RIC.CI/Reconstruction Italian Contemporary Choreography Anni ’80/’90 | Ideazione e direzione artistica: Marinella Guatterini | Assistente alla direzione: Myriam Dolce”

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About Simona Fossi

Toscana d’origine, ma giramondo per vocazione. Dopo la maturità scientifica si dedica all’arte all’accademia di Firenze, poi si specializza con il corso di laurea in Fotografia alla L.A.B.A. (www.laba.biz) La fotografia, a partire dall’analogico è sempre stata presente nella sua vita e testimone delle sue esperienze, dei suoi viaggi, dei suoi cambiamenti. In questi anni ne sperimenta ogni suo aspetto fino a preferire la fotografia in presa diretta, il reportage. La collaborazione con varie associazioni ludiche la porta a ritrarre eventi di giochi di ruolo e animazione teatrale, nonché rievocazioni storiche, anche se il primo approccio con la fotografia di spettacolo è con il teatro di strada. Per questo nel 2009 frequenta il corso di Fotografia Teatrale presso il Centro per la Fotografia dello Spettacolo (www.occhidiscena.it) a San Miniato. Successivamente realizza reportage per eventi come Mercantia (Certaldo), Lucca Comics (Lucca), Carnevale di Venezia, Carnevale di Viareggio, vari festival musicali e di danza. Parallelamente sviluppa un esperienza di ricerca nel reportage musicale e di animazione clubbing con Tillate e la collaborazione col Circo Nero. Crea l’etichetta “Peek or Treat” (www.peekortreat.com) e partecipa al gruppo “Light Motion” (www.lightmotion.it). Nel 2011 vince il terzo premio al concorso “Fotografando la musica” di Musicastrada (www.musicastrada.it). Nel 2012 vince il premio speciale della giuria al concorso “La Prosa in Posa” di Ensarte (www.ensarte.com) ed il primo premio al concorso “Scene da una fotografia” di DoveComeQuando (http://www.dovecomequando.net). Attualmente, oltre a lavorare in proprio, collabora con l’agenzia di fotogiornalismo Kika Press di Milano e di recente con la web-zine di teatro Kairos Magazine. Realizza reportage di scena, eventi, spettacoli, concerti. Dopo l’esperienza con la danza e con l’animazione, si dedica al teatro di sperimentazione con la Compagnia delle Arti Distratte e TeatroAnnoZero. Cerca da sempre di far convergere ogni sua passione nella fotografia, non limitandosi all’osservazione ma immergendocisi dentro… una sorta di metodo Stanislavskij della fotografia.
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