Attila

Attila

Attila debutta al Teatro Regio di Parma nel nuovo allestimento dell’opera firmato da Andrea De Rosa, con i costumi di Alessandro Lai e le luci di Pasquale Mari, realizzato in coproduzione con State Opera Plovdiv – Città Capitale della Cultura Europea 2019. Gianluigi Gelmetti, sul podio della Filarmonica Arturo Toscanini e del Coro del Teatro Regio di Parma preparato da Martino Faggiani, dirige l’opera nell’edizione critica a cura di Helen M. Greenwald, con protagonisti Riccardo Zanellato (Attila), Maria José Siri (Odabella), Vladimir Stoyanov (Ezio), Francesco Demuro (Foresto), Paolo Battaglia (Leone) e Saverio Fiore (Uldino).

“Mi sembra che un profondo senso del sacro, inteso come ordine armonico delle cose, si ritrovi in tutta l’opera di Verdi racconta Andrea De Rosa nei suoi appunti di regia. La ferocia degli uomini, che fin dal prologo viene messa a tema dell’Attila, è uno degli elementi di maggior disturbo di questo ordine. Ma il rapporto con il sacro, con il senso del mistero, vive soprattutto di sogni, di apparizioni. Il “soffio procelloso” che spegne tutte le torce durante il finale dell’atto secondo fa rabbrividire perché ha la forza e la potenza del segno soprannaturale. Odabella prima e Attila poi sono scossi da visioni di fantasmi così vivide che si confondono con la realtà. Lungi dall’intendere questi eventi come mera ingenuità superstiziosa, mi sembra invece che Verdi ci inviti ad intenderli come potenza ignota e misteriosa, come segni di una natura che  assurge a ruolo di protagonista a tutti gli effetti”.

Dopo il grande successo di Ernani alla Fenice di Venezia, l’impresario Alessandro Lanari commissiona a Verdi un nuovo titolo per il Carnevale del 1846. La scelta cade sul dramma Attila, König der Hunnen di Zacharias Werner e la stesura del libretto è affidata a Temistocle Solera. Terminato il libretto da Francesco Maria Piave, allorché Solera abbandona il lavoro per seguire la moglie all’estero, Attila va in scena alla Fenice il 17 marzo 1846 accattivandosi il favore del pubblico.

In occasione del Festival Verdi 2018, torna sul palcoscenico del Teatro Regio di Parma dopo vent’anni dall’ultima messinscena, riscuotendo un grande successo tra gli spettatori.

Lo spettacolo è andato in scena dal 30 settembre al 21 ottobre 2018 presso il Teatro Regio di Parma.

[Dramma lirico in un prologo e tre atti, libretto di Temistocle Solera completato da Francesco Maria Piave, dalla trilogia Attila, König der Hunnen di Zacharias Werner | Musica GIUSEPPE VERDI | Edizione critica a cura di Helen M. Greenwald | The University of Chicago Press, Chicago e Casa Ricordi, Milano | Personaggi Interpreti: Attila RICCARDO ZANELLATO, MICHELE PERTUSI (21), Odabella MARIA JOSÉ SIRI | Ezio VLADIMIR STOYANOV, Foresto FRANCESCO DEMURO, Leone PAOLO BATTAGLIA, Uldino SAVERIO FIORE | Maestro concertatore e direttore GIANLUIGI GELMETTI | Regia e Scene ANDREA DE ROSA | Costumi ALESSANDRO LAI | Luci PASQUALE MARI | Maestro del coro MARTINO FAGGIANI | FILARMONICA ARTURO TOSCANINI | CORO DEL TEATRO REGIO DI PARMA | Nuovo allestimento del Teatro Regio di Parma | In coproduzione con State Opera Plovdiv, Città Capitale della Cultura europea 2019]

About Alessia Santambrogio

Nasce a Monza nel 1981. Da sempre amante delle immagini e della musica, dopo gli studi liceali classici ed universitari scientifici in campo biotecnologico, si dedica totalmente alla fotografia. Gli esordi sono legati ad esperienze di reportage a Parigi, cui segue un crescente impegno nella realizzazione di servizi dedicati a food, eventi e cerimonie. Lo stile giornalistico rimane la principale caratteristica delle immagini di Alessia, che realizza esposizioni presso le librerie Feltrinelli, pubblicazioni su quotidiani nazionali (Corriere della Sera, Repubblica) e su riviste specializzate (Espresso Food And Wine, Domus). Forte dell’esperienza acquisita e, soprattutto, motivata della grande passione per l’opera lirica ed il balletto, Alessia supera le selezioni all’Accademia Teatro alla Scala di Milano e consegue il diploma in Fotografia di Scena. Raccontare lo spettacolo nel suo insieme senza trascurarne i dettagli, narrare una storia ed il suo contesto descrivendo la pienezza della scena, trasmettere le emozioni dei personaggi ed il disegno armonico che li lega è alla base dell’incessante ricerca dell’equilibrio tra il tutto e le sue parti che caratterizza il suo stile narrativo.
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